Zalando risponde alle polemiche sul sessismo

Lo spot di Zalando su Italia Uno
A seguito dell'articolo odierno di Andrea Donna, ci è giunta dalla sede di Zalando Italia la seguente mail. La pubblichiamo con piacere.

Gentile Andrea Donna, gentile redazione Tagli,

non è assolutamente nostra intenzione fornire un'immagine delle donne che possa risultare sessista. È per noi un dispiacere che i nostri spot possano suggerire a qualcuno l'opposto. Lo scopo delle nostre campagne è raggiungere il pubblico attraverso umorismo e ironia.

Sin dai primi nostri spot abbiamo fatto un utilizzo giocoso dei cliché per stuzzicare in maniera divertente l'amore per il fashion dei nostri clienti. L'ironia delle campagne TV è un mezzo per convogliare il nostro messaggio, ossia la felicità dei clienti nel momento in cui ricevono i propri ordini.

Zalando Italia

@twitTagli

Commenti

vittorinof dice:

lol... Ma il tuo articolo non definiva quella pubblicità sessista perché sottintende che la violenza su un uomo da parte di una gaudente consumatrice sia spassosa? Che c'entra che "non è assolutamente nostra intenzione fornire un’immagine delle donne che possa risultare sessista"? Definire spassoso un calcio negli stinchi dato a un uomo da una donna fornisce un'immagine sessista delle donne? Debbo essermi perso un passaggio...

Comunque quello spot non è piaciuto neanche a me, ma posso mostrartene almeno dieci parecchio peggiori, in fondo.

avarra1963A dice:

Credo che il punto non sia se lo spot è violento o meno, se sia sessista o meno..... Ormai tutti viviamo in cliché quotidiani (chi più chi meno). Volendo polemizzare sulla pubblicità, personalmente ritengo che ci siano in giro spot più volgari (vedi Paco Rabanne pour Homme...), più brutti (vedi quello dei Sofficini Findus.....), più corpo-oggetto (vedi Eros di Versace ed in generale quelli dei profumi....), più incomprensibili (vedi tutti quelli per le autovetture....), per non parlare di tutti quegli spot che, per il prodotto che pubblicizzano, non avrebbero bisogno di nudità più o meno velate. Ben vengano gli spot spiritosi, ma che spiritosi lo siano davvero. Credo che oggi il messaggio che la pubblicità debba far pervenire ai consumatori eventuali futuri sia: "Sono buono, vale la pena di spendere per me, ho un prezzo onesto, comprami.", senza inutili giri di parole, scene in penombra, attori famosissimi che non servono a niente....... E vogliamo parlare dell'ipocrisia di pubblicizzare prodotti potenzialmente letali, scrivendo sotto, in un angolo, in caratteri piccolissimi: siate responsabili ? La pubblicità è l'anima del commercio, ma ho la sensazione che l'anima se la sia venduta da un pezzo.....

annamaria1954A dice:

@ Vittorinof: un calcio dato a un uomo da una donna dà un'immagine negativa della donna. Per noi la scelta è donna oggetto, o casalinga, o assassina come nella recente pubblicità, ritirata, di una ditta di prodotti per la pulizia, o violenta come nello spot della Coloreria italiana in cui infila un uomo in lavatrice, in quello delle Crociere Costa in cui dà un calcio in quel posto là per accaparrarsi la crociera, e in questo in cui il calcio non ha oltretutto nessuna logica. Ma una donna normale no eh? Del resto, anche un uomo normale è una rarità: o è palestrato ricco e di successo, o è inetto e da compatire. Perché? Semplice, i creativi non usano creatività ma stereotipi, e le ditte che vengono criticate rispondono che non capiamo l'ironia. Ha ha ha, che ridere. Altre volte dicono che lo spot, o il cartellone, è "elegante". Ah, ecco, la donna è fine, mica una battona di strada, allora usarla come esca per vendere qualcosa va benissimo! E chi se ne importa se di lei si esalta solo e sempre il fisico, e ci si stupisce che a Napolitano non sia venuto in mente di includere donne tra i saggi, nell'immaginario collettivo ormai la donna si identifica col fisico e non col cervello. Un saluto da Annamaria del gruppo FB di donne e uomini "La pubblicità sessista offende tutti"

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