WhatsApp killed the sms star

WhatsApp killed the sms star

Da quando esistono – una quindicina di anni, ma sembra da sempre! – per la prima volta il numero di sms scambiati dagli italiani è sceso.
Secondo i dati di Agcom nel primi tre mesi dell'anno in Italia ne sono stati scambiati 22,5 miliardi, il 4% in meno rispetto al primo trimestre del 2012.
Colpa della crisi? No: è un effetto collaterale del boom dei messaggi istantanei sugli smartphone da WhatsApp ai suoi cloni meno popolari.
A marzo, riporta ancora l'Osservatorio trimestrale dell'Agcom, si è osservato un calo degli accessi complessivi per circa 450 mila linee fisse. Le applicazioni gratuite scricabili sugli smartphone stanno cambiando le abitudini di comunicazione degli italiani.

Non è difficile capire perché: queste app sono gratuite (o quasi) e i messaggi da inviare pure. Inoltre, permettono di scaricare in tempo reale foto e video, perlomeno quelli non troppo pesanti.
A poco sono servite le poderose campagne delle compagnie di telefonia mobile e i relativi pacchetti da centinaia di sms gratuiti.

Negli ultimi dodici mesi, la crescita degli accessi a larga banda e valutabile intorno alle 250 mila unità. Ed è proprio sulla banda larga che si gioca la nuova partita delle telecomunicazioni. Nel 2013 per la larga banda mobile, le sim che hanno effettuato traffico dati hanno sfiorato i 32,5 milioni, (+16,7% rispetto al corrispondente valore del 2012).
Tra i sistemi di messaggistica più diffusi in Italia, WhatsApp guida la classifica seguito da Skype, come mezzo privilegiato della conversazione telefonica via web.

@twitTagli

Commenti

karlsg dice:

Beh, aldilà del discorso prettamente tecnico, va detto che anche Whatsapp all'inizio era gratuito per poi passare al fee annuale di 0,99 cent una volta ottenuta una base utenti abbastanza grande, quindi non è detto che in futuro WeChat non faccia lo stesso...
La grande differenza tra le due piattaforme però secondo me risiede nell'azienda: Whatsapp è una startup statunitense, quindi autofinanziata, mentre WeChat è un prodotto della Tencent, una mega Holding delle telecom cinesi.
Ora, visti gli ultimi scandali, non è che gli USA siano la patria della privacy, ma l'idea di far passare tutte le mie informazioni in server cinesi fuori da qualsiasi controllo non è che mi faccia impazzire...
Saluti,
Carlo Alberto

gaiagertrude dice:

Macchè WhatsApp, il futuro (prossimo) è di WeChat! WA non ha capito che se anche i 0,99€ che chiede per il rinnovo annuale sono una cifretta, ben pochi (nessuno di intelligente) sono disposti a pagarla quando c'è un'applicazione che offre lo stesso servizio, anzi più completo, accorpando anche la messagistica vocale (funzione svolta fin'ora dall'app per cellulari di Skype) gratis? E anzi, si permette pure un testimonial del valore (economico almeno) come Messi...

karlsg dice:

Non a caso negli States già da un paio d'anni i cellulari vengono venduti solo con pacchetti dati a pagamento e chiamate/SMS illmitate...Come al solito il nostro futuro è il presente degli altri (almeno a livello tecnologico) :)
Saluti,
Carlo Alberto

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