Treviso: quando il criminale è bianco

Treviso: quando il criminale è bianco

Un paese di poco meno di 10.000 anime in provincia di Treviso, l'altroieri notte, ospitava alcuni fan sfegatati di Nerone. Si sono ribellati alla presenza di 101 rifugiati politici (pertanto, regolarmente soggiornanti) e successivamente hanno incendiato tutto ciò che hanno potuto. Scopo del gioco: arrecare danno ai profughi (!) e indurli ad andarsene.
Curioso: la squadra dei Nerone 2.0 ritiene che quei ragazzi di colore siano li ingiustamente, a godere di un diritto che non appartiene loro, e che anzi costoro ledano i diritti dei residenti.

Prospettiva quantomai singolare: difficile sostenere che sia stato leso anche solo un "diritto" di anche solo un "residente" - perché nessuno ha occupato case di proprietà.
Invece, leggendo la Convenzione di Ginevra del 1951 (sottoscritta dallo Stato italiano e recepita con la legge 722 del 1954, a cui va aggiunta la  Convenzione di Dublino del 1991 recepita in Italia l'anno dopo) si rinviene che ad essere un diritto di ogni essere umano è il rifugio politico, che comporta una serie di aiuti per il rifugiato (aiuti che gli spettano appunto "di diritto").
Quindi, questi ragazzi non stanno prendendo nulla che non sia loro: anzi, stanno usufruendo di un qualcosa che gli spetta.

Semplicemente, non si può (e non è giusto) comportarsi diversamente, proprio perché così vuole la legge (peraltro, una convenzione internazionale, non modificabile unilateralmente): mi rendo conto che il rispetto delle regole non sia stato il mantra dell’ultimo (lungo) periodo, ma l’anarchia non giova a nessuno. Chiunque potrebbe sfondare la porta di casa vostra e accomodarsi sul divano, situazione in tutto e per tutto analoga a quanto successo l'altroieri.

I sindaci che negano l’accoglienza ai rifugiati fanno pura propaganda politica, perché non hanno materialmente i poteri per decidere che l’Italia non aderisce più alla Convenzione di Ginevra.
La legge è gerarchica: la Costituzione è la fonte primaria del diritto, la legge fondamentale (il che significa che ogni legge emanata non può esserle contraria); di seguito il nostro ordinamento prevede le leggi (e gli atti ad essa equiparati, come il decreto-legge e il decreto legislativo delegato), poi i regolamenti e le leggi regionali.
A questo si aggiungono le fonti internazionali, da tenere in conto nel legiferare.
La situazione dunque è la seguente: immaginate il sindaco di un paesino che improvvisamente decide di ignorare le leggi, la Costituzione e gli accordi della Comunità internazionale. Poco percorribile.

I cittadini che seguono i propri amministratori comunali in queste ribellioni devono essere informati che non solo non potranno ottenere nulla, ma sono anche costretti a perdere. L'attuale sistema delle leggi li colloca - inesorabilmente - dalla parte del torto.
Hanno torto perché finora le vere vittime di questa situazione (i richiedenti asilo) non hanno commesso alcun reato, mentre i cittadini italiani travestiti da Nerone hanno cumulato la violazione di proprietà all’incendio doloso, e solo il caso ha voluto che non si aggiungessero all'elenco le percosse le lesioni personali. Un comportamento criminale.

Al di là dell'aspetto giuridico, ciò che da cittadini - in linea teorica dotati di umanità - rende sbigottiti è leggere quanto riportano le prime pagine dei giornali di questi giorni: come si fa a impedire a persone affamate di mangiare e, come ha rivendicato Forza Nuova, vantarsene? 
Colpevolizzare i fan di Nerone ha senso fino ad un certo punto: trattasi di persone comuni, probabilmente poco ferrate nella materia, che pendono dalle labbra di leader con pochi scrupoli.
Ad esempio Luca Zaia, governatore della regione Veneto, la cui sconcertante dichiarazione va analizzata punto per punto.

"Fa bene la gente a reagire contro un Governo che oggi in un comune da 9.000 abitanti scarica senza preavviso due corriere di clandestini, senza identità, senza storia, senza controlli medici. Soggetti che presto cadranno nelle reti della criminalità organizzata, perché non c’è speranza di futuro in una regione con 174.000 disoccupati di cui 40.000 immigrati regolari. Quanti di questi ospiti a Quinto saranno domattina già dispersi sul territorio, andando ad aggiungersi a quei già 7.000 che, per ammissione degli stessi Prefetti, vagano come fantasmi in Veneto e risultano irreperibili?”.

1) “fa bene la gente a reagire”: dunque la gente fa bene a mettere a ferro e fuoco una palazzina?
Praticamente si sta incitando un gruppo di persone a delinquere

2) “contro un governo”: il governo non c'entra niente. Nessuno ha reagito contro il governo. Gli unici ad aver subito una protesta (se così si può chiamare) sono un gruppo di rifugiati.

3) “che oggi in un comune da 9.000 abitanti scarica senza preavviso”: senza preavviso?
Sono anni che si parla di emergenza sbarchi, emergenza immigrazione, emergenza rifugiati! E sono mesi che il governo ha chiesto - giustamente, in ossequio al principio di leale cooperazione tra potere centrale e potere periferico dello Stato - a ogni regione di farsene carico!

4) “due corriere di clandestini”: no, qui l'errore è grave, talmente grave da far sorgere sospetti di malafede. Non sono clandestini. Sono richiedenti asilo, quindi regolarmente soggiornanti.

Si potrebbe continuare, ma il punto è un altro. Le problematiche delle correnti migratorie sono complesse, delicate e spinose. Coinvolgono vite umane, le vite di chi fugge da guerre e morte e le vite di chi deve accogliere i migranti.
Una politica responsabile può e deve concentrarsi sul risolvere i conflitti, e non sul cavalcarli: esasperare i toni e mettere in contrapposizione le esistenze dei residenti con le necessità dell'emergenze immigrati è una strategia che crea solo sconfitti, avantaggiando esclusivamente i leader politici meno accomodanti. In altre parole, si tratta di dichiarazioni e comportamenti messi in atto sulla pelle tanto dei migranti quanto della popolazione italiana: purtroppo questi ultimi non se ne rendono conto.

Eleonora Ferraro
@twitTagli

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