Trenitalia, il Giappone e l'invidia del pene

Trenitalia, il Giappone e l'invidia del pene

Bazzicando tra i social network, ci siamo trovati davanti ad una foto condivisa più di tremila volte. Non è la solita bufala, che ci saremmo limitati a smontare punto per punto; più che altro una provocazione, nel solito stile de “L’Italia è un Paese del terzo mondo, mentre gli altri invece sono più bravi, più belli e più fighi di noi”.
Invidia del pene, la chiama qualcuno. Questa volta declinata in salsa Trenitalia. La pubblichiamo qui sotto.

L’abbiamo definita “provocazione”: lo scopo di una provocazione è far riflettere, e noi non ci tiriamo indietro. Si magnifica la perfezione delle ferrovie giapponesi (sembra quasi un nostalgico “Quando c’era Lui i treni arrivavano in orario…”: lasciateci passare la battuta): benissimo, cerchiamo di conoscerle.

Innanzitutto in Giappone c'è un'etica del lavoro da Samurai – d'accordo, un altro luogo comune, ma è per capirsi.
Non esistono gli scioperi: i lavoratori ad esempio giurano fedeltà alla loro azienda, per non parlare di altre “piccolezze” che noi, fortunatamente, neanche ci sogniamo.
La rete ferroviaria giapponese è la Japan Railways Group. È per metà statale (su tre delle quattro isole maggiori dell’arcipelago: Hokkaido, Shikoku, Kyushu) e per metà in mano a privati (sull’isola centrale, quella di Honshu, dove vi sono le città principali); a corollario, la Japan Freight Railway Company, che si occupa di trasporto merci.

La divisione tra le varie società è complicata e forse poco interessante: vi basti sapere che TrenGiappone è suddivisa in nove società indipendenti, sei organizzate su base regionale (di cui tre quotate in borsa), la Japan Freight che si occupa delle merci (non quotata) e due compagnie che non si occupano di trasporti, ma di logistica, sviluppo e ricerca (anche queste, in mano statale).
Tutte e sei le società regionali sono dotate degli Shinkansen, ossia i treni ad alta velocità.

E qui c’è il secondo motivo di polemica: non per fare i faciloni, ma se in Giappone il governo decide di costruire un'infrastruttura, la costruisce senza che nessuno si metta a questionare o a dire “Costruitela da un'altra parte”.

In altre parole, non fossimo stati abbastanza chiari: non è che il Tav è figo e va bene solo se lo fanno i giapponesi, mentre se lo fanno in Val di Susa è un complotto del Sistema Giudo-Pluto-Mafio-Masso-Catto-Capitalista.
Perché basta dare un’occhiata: la metà delle persone che pubblica vignette del genere poi va dicendo di essere No Tav e posizioni simili.

Dal che, si deduce: spesso e volentieri i movimenti di opinione sono formati da gente con cognizione di causa e con idee (e ideologie) radicate, profonde, strutturate e ragionate; ma altrettanto spesso e altrettanto volentieri ad essi si uniscono qualunquisti della domenica, che sono “No Tav” quando discutono su Facebook ma che ammirano anche le infrastrutture del resto del mondo e le vorrebbero in Italia (ma nel giardino del vicino).

Infine, la bufaletta anche qui: “Non sai se arrivi sano e salvo”. Balle: le ferrovie italiane sono tra le più sicure al mondo, tanto che la tecnologia che garantisce la sicurezza della linea è stata scelta dal resto d'Europa come apparato di sicurezza.
Di solito, al termine di articoli del genere, chiosiamo con un “fatevi furbi”. Ecco, vale anche in questo caso, con un lieve (acido) cambio di intonazione.

Umberto Mangiardi & Domenico Cerabona
@twitTagli  

P.S. In Italia il rimborso del biglietto è previsto. A clausole meno stringenti del minuto giapponese, vero, ma i motivi li abbiamo appena spiegati.

Commenti

Yellowkid dice:

Scusatemi, a me sembrano le solite motivazioni pretestuose. Vi spiego: vivo in Sicilia e qui andiamo avanti col binario unico da 80 anni. Come se non bastasse, molte delle tratte sono state dismesse o sono non più utilizzabili a causa del frazionamento delle linee (provate a raggiungere in treno Palermo da Siracusa o Trapani da Messina...), a grande beneficio del trasporto su gomma.
Ora, tralasciando il fatto che siamo in Italia, con tutti i problemi di ordine economico e tecnico che gravano sulle opere pubbliche (appalti irregolari, corruzione, mafie: spendiamo il triplo degli altri per viadotti che crollano 2 anni dopo l'inaugurazione) il discorso TAV potrebbe essere condivisibile in linea di principio, se non fosse che le infrastrutture di base, per intenderci quelle usate quotidianamente dai pendolari per andare a lavorare, stanno cadendo a pezzi.
Vi chiedo: se voi, bravi padri di famiglia, già indebitati col mutuo per la casa, vi rendeste conto che la vostra vecchia Panda richia di lasciarvi a piedi, cosa fareste? Comprereste una modesta utilitaria nuova o ordinereste, cominciando a pagarla fin da subito, una nuovissima e costosissima fuoriserie che vi verrà consegnata solo tra 15 anni?
Abbiamo perso il buon senso, ecco cosa succede.

Ps: leggendo l'articolo ho immaginato i capitreno-samurai che decapitano seduta stante i passeggeri senza biglietto...

redatagli dice:

Chiaramente l'arretratezza di strutture come il famigerato binario unico siciliano è ingiustificabile da qualunque punto di vista: qualunque italiano merita infrastrutture degne di garantirgli un miglioramento nella qualità della vita.
Grazie per il commento.
UM

Simone Bortolazzi dice:

Mi piace abbastanza il vostro sito, scoperto da poco... ma questo articolo è proprio una merda.
Naturalmente argomento. Tutta la tesi esposta, non riguarda il fatto "se nel giappone si ha diritto al foglio di giustificazione per il lavoro in caso di ritardo anche solo di un minuto" (cosa che mi fa pensare a questo punto sia vero, sennò l'avreste scritto... ma già il fatto che abbiate omesso tale informazione mi fa pensare ad un atteggiamento "di parte" di chi scrive), ma è tutto incentrato sul fatto che nel nostro paese ci siano grandissime difficoltà nel realizzare le opere infrastrutturali a causa del "not in my garden".
Portate ad esempio di tale tesi il problema No Tav. Esempio infelicissimo. Nessun treno nazionale arriva tardi perchè manca il collegamento di una tratta internazionale come sarà quella della TAV in val di susa!!!
Quindi se io faccio tardi al lavoro prendendo il treno da frascati per roma, il problema sarebbe che non permettono di costruire la tav. I ritardi cronici e le corse saltate, le condizioni igieniche precarie dei tratti regionali dei treni italiani... sono dovute alle difficoltà di costruzione della tratta ad alta velocità. (sic!)
Ma scusate, ciò che si lamenta mica è se ci si impiega 10 minuti o 1 ora per arrivare... il problema non è quanto ci impego, ma se vengono rispettati gli orari programmati!!! Se si dice che per fare roma guidonia ci vuole ipotizziamo 1 ora, la lamentela espressa non riguarda il fatto che 1 ora è tanto, ma che poi ci mette spesso molto di più arrivando in ritardo, o peggio come spesso avviene non si arriva proprio perchè saltano moltissime corse!!!
Inoltre, non mi risulterebbero molti problemi di tipo "nimby" sulle tratte regionali, che sono quelle abitualmente utilizzate da chi va al lavoro con il treno... anzi le popolazioni locali spesso le invocano queste strutture!!! E si chiede espressamente che si investa di più nel migliorare i servizi regionali, spesso lasciati in pessime condizioni e che se funzionassero meglio potrebbero portare enormi benefici alla circolazione, invece di investire enormi somme su tav varie...
Infine, la parte finale dell'articolo riguardante la sicurezza, forse l'unica apprezzabile perchè riporta dati e non interpretazioni "politiche", ha però la pecca che va a criticare quella che si capisce essere alla fine una battuta!! "...e ringrazia pure di essere arrivato sano e salvo!!!" viene usato come modo di dire scherzoso, il punto centrale è che si viaggia male e si arriva in ritardo!!!

Simone Bortolazzi dice:

Dai, non ci arrampiachiamo sugli specchi... il punto centrale è la puntualità dei treni e le serietà delle compagnie che gestiscono il servizio... in italia il servizio ferroviario fa schifo rispetto alla media degli altri paesi sviluppati, e giustificare il tutto ricorrendo all'esistenza di un "partito del no" alle grandi e magnifiche opere infrastrutturali programmate è davvero una pessima interpretazione politica (nella peggior accezione del termine, è un argomento da politicante affarista e maneggione) oltre che fuorviante, infondata, e soprattutto non inerente al problema specifico.
Piuttosto un consiglio: un bell'articolo sulla bufala del "Partito del No" che rovinerebbe l'Italia sarebbe niente male!!! Ovvero: qui da noi ci sarebbe una lobby (sa molto di complotto!!) che non permetterebbe al nostro paese di svilupparsi ed innovarsi perchè ideologicamente contraria a qualsiasi innovazione (mentre nel resto del mondo non ci sarebbe alcuna discussione, dissenso, e conflitto sociale sui progetti ed investimenti, vige l'armonia sociale totale e il consenso unanime!!!). Mi piacerebbe un bell'articolo in merito... e cancellate invece questo che vi rovina il sito!!!
Saluti!

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