Tra cannabis depenalizzata e cannabis letale: 5 punti per capire

Tra cannabis depenalizzata e cannabis letale: 5 punti per capire

Il Consiglio dei Ministri si è pronunciato sul tema della cannabis, dando il via ad una pioggia di articoli a riguardo: alcuni chiari e semplici, altri confusi, altri fuorvianti.
Contemporaneamente alcuni quotidiani hanno riportato la notizia della pericolosità della cannabis come farmaco. Quali sono le notizie vere e quelle false sul tema?
Per fare un po’ di chiarezza sul tema della depenalizzazione della cannabis e sulle notizie degli ultimi giorni a riguardo, vi lasciamo questi 5 punti, brevi ma chiari:

1 - La coltivazione di cannabis rimane un reato: non datevi al giardinaggio, rischiate un processo penale.
La depenalizzazione riguarda la coltivazione a fini terapeutici, quindi come minimo ci vuole una prescrizione medica per assumerla. E comunque non si produce, non si coltiva, non si vende, non si cede e non si consegna a qualcuno!

2 - La produzione di cannabis per fini terapeutici era già prevista; sono le prescrizioni per chi la produce ad essere state semplificate.
Quindi, gli enti già autorizzati alla produzione di cannabis che violeranno le prescrizioni non commetteranno più un reato penalmente rilevante, ma soltanto un illecito amministrativo.
Per intenderci, le persone di questi enti che commetteranno errori non andranno a processo ma pagheranno una multa.

3 - La depenalizzazione non porterà alcun beneficio in termini di sgravio di lavoro per i giudici dei processi penali, e nemmeno un aggravio. Gli unici enti autorizzati a coltivare cannabis - e dunque a beneficiare di questa normativa - sono il CRA (Consiglio della Ricerca e della Sperimentazione in Agricoltura) di Rovigo e l’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze.
Due soli enti non hanno il potere di intasare i Tribunali, ve lo garantisco.

4 - La cannabis non è letale. La notizia riportata da alcuni quotidiani di una persona in fin di vita a causa di un farmaco in fase di sperimentazione a base di cannabis è falsa.
C’è una persona in fin di vita (e altre ricoverate) a causa dell’assunzione di un farmaco in fase di sperimentazione.
Il farmaco in questione è un cannabinoide sintetico, cioè un prodotto progettato e sintetizzato in un laboratorio chimico-farmaceutico: questo prodotto chimico-farmaceutico ha alcune proprietà della cannabis, ma non il suo principio attivo. Nulla a che vedere con la cannabis naturale, dunque!

5 - La droga non è morte, per quanto mai leggerete a mia firma un pezzo in cui la si considera una buona strategia di vita.
Ma qui bisogna essere molto chiari: se si parla di droghe e fini terapeutici stiamo parlando di farmaci, non di sostanze per sballarsi.
I farmaci hanno sempre degli effetti collaterali, effetti che talvolta possono anche portare alla morte: è perfino scritto nei foglietti illustrativi di molti medicinali.

Dunque cosa è cambiato? In sostanza, nulla. Tranne ovviamente che per il CRA di Rovigo e per l’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, che non dovranno più temere processi penali in caso di sviste. Provvedimento anche sensato, alla resa dei conti.
Quando invece cambierà davvero qualcosa per i privati cittadini?
Quando la droga smetterà di essere un tabù, ma una cosa di cui discutere in maniera seria e approfondita: smettendo ad esempio di credere alle bufale e scegliendo di conoscere, interrogarci e se possibile capire.

Eleonora Ferraro

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