Sul Cammino di Santiago fischiettando l'Internazionale/7° tappa: Olveiroa - Finisterre

Sul Cammino di Santiago fischiettando l'Internazionale/7° tappa: Olveiroa - Finisterre

26 agosto 2010

Sembra incredibile ma questa avventura affascinante è finita! Abbiamo raggiunto la fatidica pietra miliare «0.000» e il Faro di Finisterre, fine storica del pellegrinaggio.

Oggi però, soprattutto per me, è stata durissima. La tappa di ieri ha chiesto il suo fio. Ho dormito pochissimo a causa del mal di gambe, e una volta partiti le gambe proprio non andavano, facevo fatica a mettere un piede davanti all’altro, dovevo farmi violenza ad ogni passo. Speravo che macinando qualche chilometro le cose sarebbero un po’ migliorate, invece è accaduto l’esatto contrario; con una sincronia perfetta, quasi ogni parte del corpo ha iniziato a farmi male, soprattutto i piedi.

Per di più il tempo gallego era contro di noi, eravamo accompagnati da foschia, pioggia e vento. Fossi stato da solo oggi dubito che avrei percorso più di 10 chilometri. Per mia fortuna invece Lore, probabilmente esaltato dal clima montano, è in forma e carica a testa bassa tutta la tappa, ogni tanto rallenta il passo per aspettarmi, io stringo i denti e in qualche modo la portiamo a casa. Decisamente è stata per me la prova più dura. Ma, altra lezione del Cammino, a volte il compagno di viaggio è più importante della forma fisica!

Ad ogni modo durante la tappa ci siamo goduti il paesaggio, ed è stato per certi versi epico concludere con questo tempo da lupi la nostra avventura. Arrivati all’Oceano ci esaltiamo, è sempre uno spettacolo maestoso, soprattutto quando,come oggi, è un po’ nervoso.

Negli ultimi 10 chilometri il percorso peggiora, quasi tutto in statali pericolose, ormai  contiamo solo i metri. Come a Santiago, l’arrivo a Finisterre città è anonimo e privo di magia, ma il nostro obiettivo è il Faro. Il vento si fa sempre più forte e la pioggia fastidiosa, ma chi se ne frega?!?!? Raggiungiamo il nostro fatidico punto zero e l’emozione è ancora una volta tanta. Molti hanno appeso dei loro vestiti al traliccio che domina il Capo di Finisterre, io lascio le scarpe con cui sono arrivato sino a lì, le stesse con cui ho anche corso la maratona di Nizza-Cannes, mentre Lore lega al traliccio una maglietta di Andrea. Peccato per il tempaccio, la vista sarebbe stata spettacolare.

Qui finisce il nostro viaggio a piedi, sembra sia iniziato molte settimane fa, invece sono passati solo 9 giorni. Sembra strano ora ricominciare a spostarsi con i mezzi «normali», non con le proprie gambe e tornare al mondo reale. Per giorni e giorni abbiamo incontrato solo persone che si muovevano verso la nostra stessa direzione, verso il nostro stesso obiettivo. Tutti rispondevano gentili al saluto ed erano tutti aperti a fare due chiacchiere. Sarà dura tornare a salutare solo le persone conosciute e fare nuove amicizie con più difficoltà.

 Tirando un po’ le somme posso dire che è stata un’esperienza fantastica, non credevo potesse piacermi tanto una simile avventura. Invece è stata molto formativa e mi ha fatto riscoprire un’intensità di emozioni anche per le piccole cose che avevo dimenticato. Ricordo che Lorenzo Bertoldini, raccontandomi del suo Cammino, mi aveva detto di come alla fine della tappa una birra potesse sembrare la cosa più bella del mondo. Pensavo esagerasse, invece aveva assolutamente ragione, è così ed è stupendo.

Come dice il Braders, ti aiuta anche a capire quante cose diamo per scontate tutti i giorni: la sicurezza di un tetto, di trovare un posto dove mangiare, di trovare una presa elettrica…Parlando con gli altri pellegrini che hanno iniziato il Cammino dall’inizio, viene voglia di farlo tutto. Sono tutti sereni, rilassati, aperti a parlare con tutti e sembrano conoscersi tutti tra loro anche se si conoscono da meno di un mese e provengono da posti totalmente diversi, questo perché hanno condiviso così tanto insieme.

Credo che prima o poi lo farò…Stasera siamo tornati a Santiago per l’ultima sera, nel nostro ristorante preferito, dove ormai ci trattano con i guanti da clienti abituali, mitici. Da domani diventerà una vacanza «normale», come è ovvio ci divertiremo ma credo che Lore abbia ragione, ci mancheranno questi giorni in cui l’unica cosa importante era camminare uno di fianco all’altro. Credo di poter dire che questo viaggio non ci abbia regalato nessuna mistica illuminazione religiosa ma delle esperienze indimenticabili e difficilmente ripetibili in altre parti del mondo e in altre condizioni.

Poi grazie a questo «diario di viaggio», ho riscoperto il piacere di scrivere con carta e penna, un’altra cosa che avevo quasi dimenticato, credo che continuerò a farlo, mi aiuta a scrivere più spontaneamente, con meno filtri. Direi che il modo migliore per concludere sia l’augurio del pellegrino: BUEN CAMINO!

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

Leggi tutte le tappe del Cammino di Santiago:

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