Sul Cammino di Santiago fischiettando l'Internazionale: Torino - Ponferrada

Sul Cammino di Santiago fischiettando l'Internazionale: Torino - Ponferrada

17 agosto 2010

Castello dei Templari, Ponferrada Castello dei Templari, Ponferrada

 

Logisticamente il viaggio è stato un gran successo, tutto ha funzionato come un orologio svizzero. Il 49 da via Bologna, treno da porta Susa, bus da Milano Centrale a Bergamo, aereo per Valladolid e bus sino a Ponferrada. Siamo usciti di casa alle 5 e abbiamo raggiunto l’Albergue del Pellegrino a Ponferrada alle 21… Il Braders aveva previsto e organizzato tutto alla perfezione!

Temo che abbiamo grandemente sottovalutato l’aspetto linguistico della trasferta: quasi nessuno è in grado di esprimersi anche nel più basilare inglese, all’ufficio informazioni della stazione dei bus di Valladolid, un ragazzo di poco più di vent’anni ha sgranato gli occhi alla parola «post office». Fortunatamente, con una faccia di bronzo degna del Pieraccioni di «Fuochi d’artificio», Lore è riuscito a farsi da capire più che bene con una sorta di idioma italo-spagnolo.

Il primo impatto con Valladolid non è stato dei migliori, il paesaggio era abbastanza brullo e la città mi sembra abbastanza anonima. Ricorda un po’ una brutta copia della California. Fortunatamente il paesaggio è notevolmente migliorato man mano che ci avvicinavamo a Ponferrada, virando decisamente verso il verdeggiante.

Eroe indiscusso delle giornata si è rivelato un mitico impiegato della «Correos», le poste. Cercando di sfruttare la sosta forzata di tre ore a Valladolid in attesa del bus per Ponferrada, ci siamo lanciati nella difficile impresa di individuare un ufficio postale presso il quale spedire parte del nostro bagaglio direttamente a Santiago. Di primo acchitto, considerando le difficoltà linguistiche a cui accennavo, ci pareva un’impresa disperata; l’unico anglofono incontrato non aveva idea di dove potessimo trovare le poste. A questo punto il Braders, prende la situazione in mano, entra in un pub e con il suo fluente spagnolo riesce a farsi indicare il più vicino ufficio, situato nel seminterrato di un grande magazzino stile «Rinascente».

Camino 2Il nostro incedere da «pellegrini» suscitava più di uno sguardo incuriosito tra le file di espositori di rossetti e profumi. Individuato il nostro obiettivo, cerchiamo di procedere con la nostra missione. Lore cerca di spiegare il nostro intento: quello di spedire a noi stessi il nostro bagaglio presso l’ufficio centrale di Santiago. Ad accoglierci troviamo un impiegato dall’aria apparentemente indolente che sembra prenderci per matti. Pare subito voler frustrare le nostre speranze, ma poi improvvisamente prende la situazione in mano e con calma olimpica e professionalità espleta tutte le pratiche, impacchetta per bene i nostri bagagli e si rivela di una gentilezza e di una professionalità scandinava. In questo modo possiamo dire di aver trovato un serio candidato all’ambito ruolo di miglior attore protagonista della vacanza.

Fieri di aver svolto questa parte burocratica, affrontiamo tranquilli le tre ore di viaggio verso la prima notte da pellegrini. Vista l’ora, l’ostello è pieno, dovremo accontentarci dei materassi all’aperto. Ma siamo carichi e l’ambiente è stimolante, siamo pronti per iniziare l’avventura!

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

 

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