Sangue buono, sangue cattivo - volume secondo (come la medicina risponde al rifiuto alle trasfusioni)

Alternative alla trasfusione - testimoni di Geova

Come già spiegato in un articolo precedente la questione del divieto alle emotrasfusioni è, per i Testimoni di Geova, cosa delicata e complessa soprattutto perché li obbliga a dare spiegazioni a livello sociale di un loro dogma religioso.
Se ci fermiamo un attimo a pensare, capiamo che il rifiuto di una trasfusione in casi di emergenza non coinvolge solo il malato che si nega tale possibilità.
C’è, dall’altra parte, un medico (o un'equìpe di medici) che deve accettare l’idea, talvolta, di non intervenire nel momento in cui un suo paziente rischia la vita - concetto del tutto estraneo al mestiere che ha scelto di svolgere.
Inoltre ci può essere un coinvolgimento dell’azienda ospedaliera, che deve chiedersi che protocollo attuare in casi del genere e fino a che punto mediare tra deontologia e volere dell’individuo.
In alcuni casi è stato richiesto l’intervento della Procura, per farsi dare il permesso di agire in extremis su casi disperati, gesto che ha visto in taluni casi il fiorire di denunce per lesioni personali.
Insomma, non è che la si possa definire una scelta del tutto inscritta nella dimensione privata di una persona: infatti gli ospedali, i medici e la medicina in generale hanno cercato di trovare una soluzione a un problema sempre più ingombrante.

I testimoni di Geova da decenni ormai insistono nel dire che rifiutare le trasfusioni, oltre che essere un atto di fede, sarebbe anche un atto di buon senso e si adoperano a spiegare in lungo e in largo come mai tutti, TdG e non, dovremmo rifiutarle: si appigliano all’emergenza AIDS e Epatite (in effetti negli anni ’80 e primi ’90 la contrazione di virus HIV e malattie tramite emotrasfusioni era un rischio effettivo, ma adesso i controlli sono ben maggiori) e all’insormontabile costo del sangue.
Ma, soprattutto, spiegano in lungo e in largo quante e quali progressi la medicina abbia fatto per eliminare la necessità di trasfondere sangue e quali alternative esistano.

Il sangue viene trasfuso per due fondamentali motivi: mantenere il volume dello stesso all’interno del corpo (in assenza del quale si va in shock ipovolemico, la pressione si abbassa e si rischia l’infarto) e al trasporto di ossigeno che alimenta gli organi.
Andiamo a scoprire in che modo e quanto queste due condizioni possono essere mantenute senza trasfusioni. 

IL PRE-DEPOSITO DI  SANGUE – Se si deve affrontare un’operazione chirurgica mediamente impegnativa ci si accingerebbe, in casi normali, a tenere pronte delle sacche di sangue in caso di perdita allarmante.
Con il pre-deposito il paziente può, due mesi circa prima dell’intervento, andare in ospedale e farsi prelevare una quantità di sangue bastevole da poter utilizzare in caso di emergenza in corso di operazione.
I due mesi sono necessari per una riformazione del volume del sangue all’interno dell’organismo, che deve arrivare al giorno dell’operazione il più forte e sano possibile. Ovviamente, ciò che viene da chiedersi è: e se una persona non avesse la possibilità di aspettare due mesi dall’annuncio di dover essere sottoposto ad intervento all’effettiva pratica?
Inoltre, che ve lo dico a fare, non è un’alternativa valida nel caso in cui uno, reduce da incidente stradale, arrivi al pronto soccorso su una barella e con metà del suo volume sanguigno sparso sull’asfalto.

I SOSTITUTI DEL SANGUE – Per mantenere o ripristinare il volume del sangue è possibile fare uso di alcuni sostituti artificiali. Tra questi i più conosciuti e utilizzati sono: Ringer Lattato, Dextran (destrani), Emagel, Amido Idrossietilico. 
Sono prodotti artificiali e benché siano estremamente utili in molti casi (e in effetti, in quanto artificiali, è indubbio che non si possa incappare nella contrazione di virus tramite essi) hanno dei limiti, anche forti.

Il Ringer lattato ha delle controindicazioni: non si può usare in caso di iperkalemia, ipercalcemia, scompenso cardiaco congestizio o insufficienza renale. Nel caso in cui si sia anemici non risulta nocivo ma pressoché inutile perché non contiene globuli rossi.

Ringer lattato

I destrani invece sono polimeri del glucosio e funzionano esclusivamente per il ripristino di volume del sangue: i componenti del destano possono portare a forti allergie e shock anafilattico.

L’amido idrossietilico è un prodotto complesso che, come i destrani, aumenta il volume ma non porta maggiore ossigeno, se non facendo circolare quello rimasto in corpo. Inoltre si può esserne allergici, come ai destrani.

L’Emagel è un prodotto molto simile, come viscosità e pressione, al plasma umano: all’Emagel si può essere ipersensibili e allergici ed ha, sommariamente, le controindicazioni degli altri sostituti sopra citati.

LA CHIRURGIA ENDOSCOPICA –  Un corpo che è stato chirurgicamente aperto con un taglio di svariati centimetri e il cui interno è molto esposto risulta più a rischio di sollecitazioni, rotture vascolari e non contenimento dei fluidi rispetto ad un organismo al quale è stato praticato un piccolo foro e dal quale entrano strumenti fini e poco invasivi.
Ovviamente la chirurgia endoscopica non è utilizzabile in tutti i casi: è piuttosto difficile trapiantare un fegato attraverso un foro, per esempio...

LA MACCHINA CUORE-POLMONI – Detta macchina crea una circolazione esterna al corpo umano, permettendo al corpo di rimanere ossigenato ed in perfetta salute. Fino a poco tempo fa la macchina andava attivata grazie a una o due sacche di sangue esterno ma ora è possibile farla partire senza l’ausilio di esse (questa seconda opzione è l’unica accettata dai TdG).
Si rivela totalmente inutile, è chiaro, laddove si tratti di emergenze e dove non ci sia stata una precedente perdita ingente di sangue.

Macchina cuore-polmoni

ERITROPOIETINA – Si tratta di un ormone prodotto dal midollo osseo che aiuta la generazione dei globuli rossi e conseguentemente aiuta il trasporto dell’ossigeno.
Si può produrre in laboratorio (come ben sanno gli appassionati di ciclismo) e, se somministrato nelle settimane antecedenti un intervento, porta alla creazione effettiva di sangue in più e di un quantitativo di globuli rossi sufficiente a sopportare un’operazione rischiosa.
Si possono inoltre dare al paziente nei giorni precedenti ferro, vitamina B12 e acido folico.
Come nel caso del pre-deposito e di altre pratiche alternative, risulta insufficiente nel caso di interventi di emergenza.
Per l’ossigenazione dei tessuti è anche possibile l’utilizzo della camera iperbarica che, però, è un macchinario non adatto a tutti gli organismi e può avere diverse controindicazioni.

Alla luce di ciò, e considerata la vasta richiesta di trovare modi di operare e salvare vite umane senza l’utilizzo del sangue, la medicina ha fatto enormi progressi: anche in Italia viene attualmente sperimentata la chirurgia senza sangue con successo.
Ad Arezzo ad esempio una donna è stata operata al retto senza l’utilizzo di trasfusioni: l’operazione, che in un altro ospedale si erano rifiutati di eseguire, è durata 5 ore (ovvero il doppio del tempo generalmente previsto per quella procedura).
Una struttura specializzata ed esperta nelle operazioni trasfusione-free è l’Ospedale Luigi Sacco (Milano), che mette in atto laboriose tecniche di chirurgia alternative – attraverso l’utilizzo di bisturi laser o elettronici, per esempio – con alcune eccezioni, come il trapianto di fegato.
Ricordiamoci però che sono tecniche ancora in fase di adattamento, non sono idonee a tutti i tipi di pazienti e, se eliminano i rischi che una trasfusione potrebbe comportare, ne creano altri: un'operazione che richiede il doppio di tempo per essere conclusa, banalmente, richiederà il doppio dell'anestesia, che potrebbe non essere tollerata da organismi non perfettamente sani.

L’idea generale che ci si fa nell’analisi della complessa e ampia questione delle alternative alla trasfusione è che si siano fatti passi da gigante: in determinate occasioni, con l’aiuto di precisi fattori, si può effettivamente avere un vantaggio nel poter fare a meno del sangue.
È tuttavia un po’ esagerato credere, come leggiamo su un sito gestito dai Testimoni di Geova, che “molte delle tecniche sviluppate per i pazienti testimoni di Geova diverranno in futuro lo standard in campo terapeutico” (il sito tra l’altro dice di citare una “rivista medica” senza specificare quale, di che numero si tratti, o altro).
Questo può essere vero in alcuni casi, ma nello sfortunato frangente in cui un individuo anemico, allergico, che ha avuto un incidente e deve essere operato d’urgenza debba fare a meno del sangue, quali sono le sue possibilità effettive di guarigione senza conseguenze?

Sembra tra l’altro che i Testimoni di Geova stessi si rendano conto, dopotutto, che fare a meno tassativamente del sangue sia praticamente impossibile; si dà il caso infatti che talvolta vengano autorizzate le trasfusioni dei singoli componenti (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine, ecc.).
Eccezione alla regola un po’ sospetta, se consideriamo che sempre di sangue si tratta.
Il comitato direttivo dei Testimoni di Geova consiglia ai devoti di appellarsi alla propria coscienza e fede in Geova: il comitato sottolinea astutamente come non si tratti di un lavarsene le mani, ma anzi di una stretta e corretta lettura della Bibbia; fanno infatti notare come tra le pagine del Nuovo e del Vecchio Testamento non ci siano indicazioni in merito a piastrine e globuli rossi...

Silvia Nazzareni
@twitTagli

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