Road to Milano: il pronostico sugli ottavi di finale di Champions League (prima settimana)

Road to Milano: il pronostico sugli ottavi di finale di Champions League (prima settimana)

La seconda metà di febbraio segna la ripresa delle coppe europee. Gli ottavi di finale della Champions League si completeranno nel giro di un mese; a marzo avremo il lotto delle migliori otto d’Europa.
È risaputo fin dai sorteggi di metà dicembre, le italiane non hanno avuto fortuna: i secondi posti nei rispettivi gironi hanno portato in dono Real Madrid e Bayern Monaco. Difficile dire chi, tra Roma e Juventus, abbia la prova più ostica.
Ma procediamo con ordine e analizziamo per voi la griglia delle partite di questi primi ottavi di finale.

PSG-CHELSEA 

Si incomincia martedì 16 febbraio, e si incomincia con il botto: PSG-Chelsea, un piccolo classico delle ultime edizioni. 
Quarto di finale di due anni fa, quando gli uomini allora guidati da Mourinho la spuntarono sui parigini; la replica, l’anno successivo, premiò i campioni di Francia.
L’incontro è suggestivo nonostante le due squadre arrivino all’appuntamento da percorsi molto differenti. Il Psg ha giù chiuso il discorso campionato dal momento che guida la classifica con 25 punti di vantaggio (VENTICINQUE) sul Monaco. Per una squadra così ricca di talento il racconto della disabitudine a un certo tipo di competizione non vale: la concentrazione dei parigini è interamente rivolta al match contro il Chelsea e alla stagione europea, con la ragionevole speranza che gli sforzi della dirigenza possano essere finalmente premiati.

Gli inglesi, d’altro canto, vivono la peggior stagione dell’era Abramovich e, dopo un doloroso avvicendamento in panchina – via Mou, dentro Hiddink, l’allenatore buono per tutte le stagioni –, hanno intrapreso una lunga risalita in campionato che li vede ancora lontanissimi dalle posizioni valevoli l’accesso alle coppe europee della stagione ventura.
Pensare alla Champions è di fatto un obbligo per i londinesi: la qualificazione alla prossima edizione passa da un eventuale trionfo a Milano il prossimo 28 maggio anche se, a meno di cataclismi insondabili, non sembra un esito possibile.
Il Psg invece è una squadra cresciuta esponenzialmente nel corso degli ultimi anni e ormai matura per completare gli ultimi step che le mancano ai vertici del calcio europeo. Il 4-3-3 con Verratti, Di Maria, Cavani e Ibrahimovic è, come si sual dire, tanta roba.  L’arrivo dell’argentino, l’uomo della decima in quel di Madrid un paio di stagioni fa, ha completato il puzzle. Blanc possiede un’armata inarrestabile, perlomeno per questo Chelsea.

Pronostico secco: il Psg ai quarti, i blues all’inferno.

BENFICA-ZENIT

Benfica-Zenit è il cosiddetto match da unoicsdue. Il Benfica è in testa al campionato e lotta con le solite due, Sporting Lisbona e Porto per il titolo.
Non avrà né Luisao – centrale brasiliano vicino alla Juventus un paio di stagioni fa – né Lisandro Lopez, l’oggetto del desiderio di Paulo Sousa per il reparto difensivo a gennaio.
Le punte di diamante sono l’argentino Jonas e il greco Mitroglou, i probabili titolari d’attacco di uno schema che prevede difesa e centrocampo a quattro.

Lo Zenit di Villas Boas, campione di Russia ma solamente quarto in questa stagione, si schiera prevalentemente con un 4-2-3-1 nel quale la punta è il russo Dzyuba già autore di 6 gol nella fase a gironi.
A lui e alle due stelle Danny – protagonista qualche anno fa di un acquisto record per circa 30 milioni – e Witsel il compito di condurre i russi ai quarti della competizione, mai raggiunti dalla formazione di S. Pietroburgo. L’incognita, come sempre accade per le squadre russe, è costituita dalla pausa invernale che ferma il campionato russo da dicembre fino a inizio primavera.
Il rischio è che lo Zenit possa aver perso il ritmo e che si presenti all’appuntamento contro i lusitani in condizioni fisiche non ottimali.

Pronostico secco: per l’accesso ai quarti vedo favorito il Benfica.

ROMA-REAL MADRID 

Mercoledì 17 scende in campo la prima italiana, la Roma contro il Real Madrid. La sfida tra i blancos e i giallorossi è imprevedibile nello svolgimento e - ahimè - fin troppo prevedibile nell’esito.
La Roma, seppur in ripresa rispetto alle ultime settimane della gestione Garcia, è tecnicamente inferiore al Madrid – cosa che in realtà si può tranquillamente sostenere di qualsiasi squadra non si chiami Barcelona. Francamente non vedo speranze per gli uomini di Spalletti; visto che però il trapattoniano
non dire gatto se non ce l’hai nel sacco è la traduzione calcistica del saggio never say never, provo a inventarne una per voi.
Come possono sfangarla i giallorossi?

A Spalletti suggerirei un approccio alla partita sereno e razionale, e soprattutto di non ripetere gli errori delle partite contro il Bayern (l’anno scorso) e il Barcelona quest’anno.
La Roma deve interiorizzare e accettare la sua inferiorità di fronte ai bianchi di Spagna; partire da questa ammissione e costruirci sopra una partita seria, di dedizione, applicazione e concentrazione, come se non vi fosse alcuna ambizione se non quella di sopravvivere all’ondata madridista.
I k.o. contro Bayern e Barcelona sono stati determinati da un approccio un po’ sostenuto che ha fatto credere ai giallorossi che in fondo un paragone tra loro e gli avversari poteva non risolversi in un mismatch a tutto campo. La lezione di cui la Roma deve aver fatto tesoro dalle due imbarcate europee che hanno segnato indelebilmente l’esperienza e la credibilità romana di Garcia è proprio la coscienza della propria debolezza.
La Roma, per quanto una delle formazioni più talentuose del campionato italiano, non è a livello delle corazzate europee. Se Spalletti riuscirà a comunicare ai propri uomini questo concetto nel modo giusto – cioè senza terrorizzarli e senza demotivarli – la Roma può costruirsi le proprie chance.

Il Real si aspetta una squadra chiusa e che cerchi con ostinazione la ripartenza? Bene, Spalletti dovrà spiegare ai suoi la necessità della sofferenza, di restare sul pezzo per tutti i circa 200 minuti (tra andata e ritorno) e di non aprirsi al gioco del Real.
La partita seria della Roma passerà dal non lasciare che nervosismo, paura, esasperazione facciano prendere le scelte sbagliate ai suoi uomini: non andranno forzate le giocate, non si dovrà ricercare il contropiede a tutti i costi; non andranno commesse sciocchezze al limite dell’area giacché a una squadra di campioni come quella madridista basta molto meno per seppellire di reti l’avversario.

Il timore è che i romanisti non riescano a mettere in pratico questo tipo di piano – che non è facile, lo riconosco. In fondo, lo svolgimento di questa stagione è la trasposizione a medio termine di quanto la Roma non deve fare nel doppio confronto contro il Real: un approccio entusiastico, un inizio incoraggiante; poi, alle prime crepe, l’oblio.
La coscienza della propria forza e l’orgoglio di non voler soffrire l’avversario sono fattori che vanno messi da parte per queste due partite. Impedire che il Real Madrid dispieghi compiutamente il proprio gioco: questa è la missione.
Se ciò significhi rinunciare totalmente all’offesa, non lo posso prevedere. Potrebbe anche essere; dipenderà anche da circostanze che a oggi non possiamo individuare. Ma ripeto: a livello qualitativo la squadra di Zidane non è seconda a nessuna; fare conto sulle incertezze difensive dei madridisti, che pur esistono, non è così semplice.

Pronostico secco: il Real passerà comunque; spetta ai romanisti stabilire come.

GENT-WOLFSBURG

L’ultimo incontro della settimana, il meno nobile, vede i belgi del Gent opporsi al Wolfsburg. I tedeschi sarebbero i naturali favoriti se non fosse che per i vicecampioni della passata edizione della Bundes l’annata non è delle migliori.
Il Gent, d’altro canto, è in piena corsa per bissare il titolo di campione belga conquistato per la prima volta l’anno scorso.
Si è qualificato in un girone piuttosto morbido – dietro allo Zenit e davanti a Valencia e Lione, due formazioni dal rendimento estremamente deludente quest’anno – e ha la possibilità di arrivare tra le migliori otto del torneo.

Pronostico secco: Draxler & co. – sì, proprio lui – sono favoriti, ma occhio alle sorprese.

Maurizio Riguzzi

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