QUESTA sarà la classifica finale di Serie A (e vi spieghiamo perché)

QUESTA sarà la classifica finale di Serie A (e vi spieghiamo perché)

L’esonero di Rudi Garcia non è altro che un breve appendice del girone di andata di Serie A conclusosi ufficialmente domenica sera con la vittoria della Juventus a Genova sulla Sampdoria di Montella.
Il Napoli di Sarri e Higuain sopravanza lo strano duo Inter-Juventus: strano perché se i nerazzurri hanno a lungo guidato la classifica salvo perdere la leadership proprio nell’ultimo turno, i bianconeri sono reduci da una vertiginosa scalata che li ha visti inanellare 9 vittorie consecutive e passare dal dodicesimo al secondo posto in poco più di due mesi.
E poi Fiorentina, la Roma (che vivrà lo Spalletti-bis), le sorprese Sassuolo ed Empoli e le delusioni Milan e Lazio, via via scorrendo fino a Frosinone, Carpi e Verona che occupano mestamente gli ultimi posti della classifica.

Siamo a metà gennaio, il girone di ritorno prende il via oggi e i valori in campo sono ormai delineati: vero. Ma questo non significa che non ci sia spazio per le sorprese. Cosa succederà in questo mini campionato che va da qui a maggio? 

LA VOLATA SCUDETTO

Quel grumo di squadre che si contendeva le prime posizioni a inizio campionato ci aveva un po’ confuso.
Assodato che Milan e Lazio (rispettivamente a -12 e -14 dal Napoli) sono fuori dalla lotta scudetto e posto che Sassuolo ed Empoli non hanno gli organici per resistere a queste altezze, rimangono, dal basso verso l’alto, Roma, Fiorentina, Inter, Juventus e Napoli, le big five del nostro campionato.

Senza l’esonero di Garcia mi sarei sentito sicuro nel chiamare fuori i capitolini dalla corsa per lo Scudetto; con l’arrivo di Spalletti, tecnico già amato sul Tevere una decina d’anni fa, una piazza calda e facile agli entusiasmi come quella giallorossa può rianimarsi, e i sette punti di distanza dal Napoli possono non essere troppi.
Ma se a livello di parco giocatori la Roma rimane la più completa assieme alla Juventus – ma manca un centrale difensivo da affiancare a Manolas – ed è superiore a Inter e Fiorentina, le perplessità rimangono: cosa succederà una volta esaurita la propulsione della novità Spalletti?
La Roma resta l’incompiuta del campionato: sarà più facile vederla in quota 73-77 punti e in lotta per l’accesso alla Champions League con Inter e Fiorentina che più in alto a disturbare Juve e Napoli.

Per Inter e Fiorentina vedo un destino comune: un girone di ritorno meno scintillante di quello d’andata. A Firenze (previsione: quinto posto finale) si avvertono i primi scricchiolii tra dirigenza e tifoseria da una parte e tra dirigenza e guida tecnica dall’altra per un mercato di riparazione in stallo. Paulo Sousa si è guadagnato un credito che dovrebbe riuscire a spendere con i tifosi per acquietarli un poco e con la società per farsi accontentare.
Spero che i pregi e gli elogi non diventino difetti e critiche: già vedo orde di giornalisti scrivere che la Fiorentina è troppo leggera, non ha profondità e non ha ricambi all’altezza. La Fiorentina, a questi livelli, è quasi un paradosso se si considerano spese effettuate e monte ingaggi. Il quinto posto deve essere un obiettivo di cui andare orgogliosi.
Dopo alcuni mesi da capoclassifica, l’Inter sembra attualmente in difficoltà, ma questo non è necessariamente un male: conoscere ora un periodo di appannamento può significare maggior freschezza in primavera. Destano preoccupazioni le cause: la squadra manifesta limiti oserei dire strutturali in attacco.
Il calcio di Mancini è situazionista, affidato alle intuizioni dei singoli e poco propenso a sviluppare un ragionamento collettivo. La mancanza del campionissimo – Icardi a parte, che però, al di là dei gol, non trascina i propri compagni – rende rischioso questo affidarsi alla singola giocata offensiva. L’Inter contenderà alla Roma il terzo posto più che il primo a Juve e Napoli.

LE PRIME DELLA CLASSE

Sarri versus Allegri. il primo ha ridestato l’anima in giocatori che con Benitez soltanto sei mesi fa sembravano persi, e insieme a essa una logica di gioco che i suoi uomini portano fieramente in campo senza timori reverenziali; il secondo ha fatto l’equilibrista tra un rinnovamento sino a qualche mese fa imprevisto e le voci che lo volevano traballante dopo quella serie di pareggi&sconfitte d’inizio stagione.
Il Napoli gioca meravigliosamente e il suo primo posto è più che meritato. Piccola annotazione: da un campionato così combattuto il Napoli non può che trarre un guadagno. I 41 punti del girone di andata sono un punteggio che, se replicato, fa 82; se fosse scudetto, sarebbe la peggior media punti per una squadra campione d’Italia nell’era delle venti squadre.

Il Napoli è in ottima forma da mesi: il netto percorso europeo e le vittorie contro quasi tutte le big del campionato lo dimostra. E quindi?
Mi sembra difficile che i partenopei migliorino ulteriormente lo score. Se la quota Scudetto si attesterà intorno agli 85 punti – magari a scendere – il Napoli è strafavorito.

La Juventus, oltreché che essere l’unica vera rivale del Napoli, mi sembra l’unica in grado di superare quella cifra ipotetica: le nove vittorie in fila testimoniano non soltanto uno stato di forma notevole, ma una forza radicalmente superiore a quelle delle altre squadre.
Al di là delle apparenze, anche superiore al Napoli. Dybala o Higuain? Avere uno dei tre centravanti migliori del mondo (Suarez, Lewandovski, Higuain: scegliete voi l’ordine) farà la differenza. E veder giocare così Hamsik, giocatore dall’intelligenza calcistica superiore, mi fa godere.

VERSO IL BASSO

Scorrendo la classifica, registro i progressi del Milan e la buona annata del Sassuolo.
Non so se il rapporto tra Mihajlovic e il Milan proseguirà, ma i rossoneri torneranno abbondantemente sopra la quota sessanta dopo tre anni. In assenza della benché minima traccia di progetto tecnico – la cessione di Luiz Adriano racconta bene questo stato di fatto – non è un risultato che si rifiuti.
Sassuolo, Lazio (grande delusione), Bologna, Empoli si giocheranno le posizioni di metà classifica.
Atalanta, Chievo, Udinese, Sampdoria e Torino otterranno la matematica salvezza nelle ultime giornate pur senza rischiare mai. Sul Torino, un personalissimo mea culpa: l’avevo designata la rivelazione dell’anno e invece la squadra di Ventura si è infilata in un loop negativo che sta affossando le legittime ambizioni europee di inizio stagione.
Verona, Carpi, Frosinone, Genoa e Palermo: le grandi sofferenze sono tutte qui. La squadra di Del Nerisembra obiettivamente già condannata. Salvarsi senza aver vinto una partita nel girone d’andata sarebbe un primato difficilmente eguagliabile. Più che un giro di boa, un giro di boia per gli scaligeri.
La lotta per gli altri due posti è complessa. Le due neopromosse lottano, ma non convincono. I loro alleati potrebbero essere i presidenti di Genoa e Palermo, uomini abituati al grande calcio ma con la tendenza a occupare il centro della scena a scapito delle loro stesse squadre. Zamparini ha già cacciato due allenatori, ricevuto un rifiuto per il ritorno in panchina dal primo e assunto un terzo pescato non si sa come in Argentina.
Da Preziosi aspettiamo l’ennesima rivoluzione di gennaio con la quale Gasperini si ritroverà con 4 portieri e magari senza attaccanti. Penso che però alla fine i liguri e i siciliani potranno festeggiare l’ennesima permanenza in A. Per Carpi e Frosinone sarà un lungo arrivederci.

LA CLASSIFICA

Ma siamo in debito di una classifica completa: visto che ci piace rischiare, non solo mettiamo le posizioni ma anche una stima della quota punti. Per tutte le squadre. Si accettano scongiuri:

Napoli 85

Juventus 82
Roma 74

Inter 72
Fiorentina 67
Milan 65

Sassuolo 57
Lazio 54
Empoli 52
Bologna 50
Udinese 46
Torino 46
Chievo 45
Sampdoria 45
Atalanta 44
Genoa 39
Palermo 37

Frosinone 32
Carpi 30
Verona 24

Maurizio Riguzzi

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