Quarant'anni di tennis femminile: dalla fondazione della WTA a Serena Williams - quinta puntata: le sorellone invincibili

Venus e Serena in doppio agli Australian Open

Le due sorelle Williams rappresentano il culmine darwiniano dell'evoluzione del tennis femminile: muscolari (soprattutto Serena) come nessun'altra giocatrice nella storia (le varie Davenport, Capriati e compagnia potevano piuttosto dirsi "potenti"); capaci di essere decisive al servizio come i colleghi maschi (per entrambe, spesso, oltre due punti su tre vinti con la prima di servizio e - questa è la vera rivoluzione! - circa un punto su due con la seconda); mostruose (soprattutto Serena) nei due fondamentali da fondo e di livello assoluto (soprattutto Venus) in quanto a sensibilità di mano e gioco di volo.

Venus e Serena Williams hanno vinto, insieme, la bellezza di 25 tornei dello Slam in singolare.
In doppio, facendo coppia, ne hanno conquistati 13.
Hanno portato, in una decina d'anni, il record di velocità della prima di servizio da circa 170 km/h negli anni '90 agli oltre 200 km/h negli anni '00: un'ulteriore accelerata impressa alle magnifiche sorti e progressive (ma poi davvero magnifiche anche a livello di spettacolo?) del tennis in rosa, che tanto era cambiato già nei vent'anni precedenti.

Nel 1976, sulla terra verde americana (leggermente più lenta del cemento degli US Open), Evonne Goolagong e Chris Evert impiegarono 24" per giocare 16 colpi (cfr. da 0'5"):

Nel 2008, le due sorellone impiegano 2" in meno per giocare uno scambio della medesima quantità di colpi (cfr. da 0'35"). 
È vero: la superficie dei due campi e la natura dei due scambi sono diverse. Ma questo è rilevante solo fino a un certo punto. Velocità, potenza, peso e rotazione dei colpi delle Williams sono di un'altra galassia: si direbbe che Goolagond ed Evert, rispetto a loro, praticassero un altro sport.

Classe 1980, Venus esordisce a 14 anni (!) nel circuito WTA. È la prima tennista afroamericana a diventare numero uno del mondo. Si aggiudica il primo Slam a Wimbledon ('00).
Serena diventa pro nel 1997 (l'annus mirabilis della Hingis!), vince il suo primo Slam nel 1999 (US Open) bagnando il naso alla sorella, e diventa numero 1 per la prima volta nel luglio del 2002. Nel 2003 si aggiudica l'ultimo torneo necessario per portare a casa il Career Grand Slam. 
I video proposti nella gallery in alto a destra valgono più di mille parole per apprezzare la portata della "rivoluzione Williams".

Serena è, da sempre, la più forte delle due. Lo diceva già papà Richard ai tempi dell'esordio di Venus: "Non sprecate troppi aggettivi per Venus. Vedrete che Serena, la sorella più piccola (!), è ancoera più forte".
Serena conduce la rivalità con Venus per 14 vittorie a 11: 7-5 negli scontri dello Slam e 6-2 nelle finali dei major. È quasi naturale, a questo punto, essere tentati dal (velleitario, ozioso, divertentissimo) giochino del chiedersi se Serena sia la giocatrice più grande di sempre.

Gli elementi che rendono "grande" (non sinonimo di "forte") uno sportivo sono vari. Tra questi: numero di vittorie, dominio nella propria epoca, meriti storici (introduzione di colpi o tecniche nuove - vedi Fosbury per il salto in alto), qualità e livello assoluti raggiunti nella propria disciplina.

In ciascuno di questi parametri la palma di migliore andrebbe a una giocatrice diversa: Serena, seconda a pari meritro con Navratilova ed Evert nel numero di vittorie negli Slam (prima resta la Graf con 22), ha dalla sua la durata incredibile del dominio (paragonabile a quello della Navratilova).
A livello di qualità delle avversarie, sorella a parte, il più grande scoglio per Serena è stata Justine Henin: la rivalità con la belga (la più forte giocatrice "non-Williams" insieme alla Sharapova, nonché meraviglia del tennis classico) si è conclusa in favore di Serena per 8-6; la Henin però prevale per 4-3 negli scontri nello Slam.
Si può dire, quindi, che la candidata al trono di più grande di sempre non è stata in grado di surclassare, negli scontri diretti, la più dotata delle sue avversarie contemporanee.

Un dominio lungo e indiscutibile, quello di Serena: ma non soverchiante. Che cosa intendo per soverchiante? Per esempio il record di 432 match vinti e 14 persi appannaggio della Navratilova pre-Graf, tra il 1981 e il 1987.
Parlando di vittorie, proprio la Graf (numero 1 a fine anno in 8 stagioni, contro le "sole" 4 volte di Serena) si aggiudicò il Grande Slam nel 1988 (Golden Slam considerando l'oro olimpico a Seul), vinse 3 Slam su 4 in altre quattro occasioni e - primato assolutamente clamoroso - è titolare di 4 Career Grand Slam (si è aggiudicata, cioè, almeno 4 volte tutti e quattro gli Slam).

Cosa si può dire, dunque, a vantaggio di Serena? Pur non potendosi definire "la più grande di sempre", la minore delle Williams sicuramente batterebbe - in ipotetici incontri one-to-one da "macchina del tempo" tra le giocatrici al loro meglio e a parità di attrezzature - tutte le più grandi di sempre.
Una cosa leggermente diversa dall'essere "la più grande di sempre", dal momento che ogni campionessa sviluppa gioco, tattica e preparazione atletica per rispondere alle sfide del proprio tempo, e non certo per battere fantascientifiche giocatrici arrivate dal futuro. 

Andrea Donna
@AndreaDonna

 

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