Piccole insofferenze... linguistiche

Piccole insofferenze... linguistiche
  • Non sopporto i puntini di sospensione usati con la frequenza delle virgole. 
  • Non sopporto l'avverbio di luogo "dentro" quando segue aggettivi come "vivo", 'bello" e "vuoto". 
  • Non sopporto la sostituzione del pronome personale "io" con "personalmente". 
  • Non sopporto l'uso desemantizzato e polemico di "sinceramente". 
  • Non sopporto "strumentale", "strumentalizzare" e tutto il resto della serie. 
  • Non sopporto "appunto" e non sopporto "difatti". 
  • Non sopporto l'accento grave sulle congiunzioni tronche. 
  • Non sopporto tante altre cose, come l'orribile "piuttosto che" al posto di "oppure".
E voi che cosa non riuscite proprio a tollerare? 
Mauro Loewenthal
@twitTagli

 

Commenti

paola donna dice:

chi usa avverbi senza criterio e chi inizia le frasi (oggi si usa molto nei post su facebook ) con puntini di sospensione seguti da e poi!
...e poi ti accorgi che oggi è venerdì e la vita ti sorride! TREMENDO

Emiliano dice:

Non odio praticamente nulla, nemmeno gli errori grammaticali o le K prese in prestito dal linguaggio del cellulare. Però odio una certa supponenza, ed anche quella sorta di autoammirazione con cui alcuni autori di cui non faccio il nome - Baricco ad esempio - scrivono le loro inutili opere derivate da corsi di scrittura creativa. Badate, non odio la scrittura creativa in sè, ma quella certa autocelebrazione inutile (e che risalta persino nel testo) che di solito accompagna chi la usa. Oltre a questa, odio un'altra cosa: tutta quella serie di libri scritti tutti nel medesimo modo, che rende impossibile continuarne la lettura - causa noia mortale - dopo la soglia dei 3/4. Mi riferisco a libri scritti più o meno così : "Il Signor Burton si alzò improvvisamente col suo classico ed inconfondibile aplomb da diplomatico ormai consumato ed iniziò il suo discorso. Poco più in là, seduti ad uno dei tavoli più vicini ed eleganti, stavano i coniugi Higgins, attenti a non perdersi nemmeno una singola parola del discorso che il Signor Burton stava così abilmente esponendo. Il Signor ... La signora... La signorina... ". Libri scritti tutti nel medesimo modo, (queste son due frasi che ho inventato all'istante, chiunque sarebbe infatti in grado di scrivere romanzi di bassa lega in questo linguaggio ormai trito e ritrito) con la stessa cadenza e la stessa ritmica nelle frasi che questi scrittori (anche famosi eh!), solitamente, perpetrano con gran scassamento di cocchi e senza alcuna pietà dalla prima all'ultima riga del di-solito-non-corto romanzetto... Il tutto condito con una serie interminabile e ripetuta fino allo sfinimento di "la signora disse, il Signor x disse, ecc; ancor peggio quando i cognomi sono - e lo sono quasi sempre - inglesi. Questo odio, linguisticamente parlando

Mimmo dice:

La parola "tra parentesi" accompagnata dalla mimica delle dita che indicano le virgolette

umbertomangiardi dice:

Aggiungo anche il "dò" scritto con l'accento. A meno che esso non sia accompagnato da una polemica quasi esistenziale con la lingua italiana, tipo "So che la regola non lo vuole, ma non capisco perché 'dà' si dovrebbe poter confondere con la preposizione 'da" mentre invece 'do' scampa questo rischio con il 'do' nota musicale".

Alessandro dice:

ho, bella zio, se non avrei spesi tutto questi soldi per impararvi l'itagliano, mi deste piu sodisfazzioni. Cmq Vi asp. ASAP

...E Quant'altro....

steo dice:

io invece adoro l'aggettivo "importante" accompagnato a qualsiasi cosa, persona, virtù, aggettivo e valutazione possibile immaginabile. Lo adoro soprattutto perchè viene utilizzato allo strenuo dagli esponenti del mondo calcistico, noti per essere dei pensatori e dei bagagli ambulanti di sinonimi. La celebrazione parossistica di questo meraviglioso costume è incarnata dallo storico allenatore juventino, mister Gigi Del Neri, che, non sapendo pronunciare la "R" ha coniato l'inimitabile "IMPOVVVTANTE": "un giocatovve impovvtante, un carattere impovvtante, dei valori tecnici impovvtanti, una prestazione impovvtante..". Un mito.

Jack O. Hearts dice:

Chi usa i pronomi personali al contrario... es. "digli" invece che "dille" oppure "digli" invece che "dì loro"... Osceno e per giunta fastidiosissimo da sentire.

douxamer dice:

"Dille di chiamarmi. Diglielo!"
In questo caso il clitico "gli" (maschile!) viene utilizzato come femminile. Per me non è un'eccezione ma una prova (non troppo evidente) che quelli che per noi sono errori da orticaria in realtà sono perfettamente applicati da tutti.
Se sto chiaramente facendo riferimento a una donna diventa superfluo distinguere fra "digli" e "dille": più che un errore grammaticale è un fatto di economia.

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