In parole povere: che cosa sono amnistia e indulto?

In parole povere: che cosa sono amnistia e indulto?

Una delle soluzioni prospettate per risolvere l’annoso problema del sovraffollamento carcerario in Italia potrebbe essere quella dell’amnistia. Non lo diciamo noi, ma si tratta di un’idea che hanno accarezzato parecchi guardasigilli di vari governi, con buona pace degli spasmi addominali della solita opinione pubblica giacobina.
Senza scendere sul piano del dibattito politico che interessa fino ad un certo punto - e sull’opportunità di risolvere l’emergenza carceri con amnistia e indulto - cerchiamo di capire meglio come funzionano questi due istituti giuridici. E iniziamo proprio dall’amnistia visto che è questo il busillis della questione.

Man Behind BarsL’amnistia viene annoverata tra le cause di estinzione del reato. Queste cause, sempre successive al commesso reato, estinguono il reato come “ente giuridico”.
Il reato come fatto storico non può ovviamente essere cancellato, ma possono esserlo le conseguenze giuridiche dello stesso.
Si potrebbe tranquillamente dire che in presenza di queste cause il reato non esiste più o è come se non fosse mai esistito. Semplificando ulteriormente, il fatto di reato nasce come penalmente rilevante ma successivamente accade un fatto che lo rende non più punibile.

Il primo comma dell’art. 151 del codice penale può aiutare a capire meglio come funziona l’amnistia: “L’amnistia estingue il reato, e, se vi è stata condanna fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie”. Può quindi intervenire prima della sentenza di condanna definitiva (amnistia propria) o quando l’esecuzione della pena è già in corso (amnistia impropria).
L’amnistia costituisce un’eccezione alle regole per l’estinzione del reato perché queste – la morte dell’imputato prima della condanna, ad esempio – operano solitamente prima della condanna definitiva.
Estingue sempre il reato ma la differenza sta nel fatto che l'amnistia propria ha efficacia abolitiva completa, l’impropria invece fa cessare l’esecuzione della condanna ma non altri effetti penali (la condanna costituisce comunque precedente ai fini della recidiva e della sospensione condizionale della pena).

L’amnistia deve essere votata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
Il legislatore può subordinare la concessione dell’amnistia a particolari requisiti e circoscritta a determinati reati.
Non ne possono beneficiare i recidivi reiterati e aggravati, i delinquenti abituali, i delinquenti professionali e i delinquenti per tendenza e può essere rifiutata dall’imputato che abbia interesse a far valere in aula la propria innocenza.

cella

L’indulto è invece una causa di estinzione della pena. Trattasi di cause che intervengono dopo la sentenza definitiva di condanna.
Anche in questo caso la lettera della norma, l'art. 174 del codice penale, può aiutare. “L’indulto condona, in tutto o in parte, la pena inflitta o la commuta in un’altra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna".

Ha dunque un triplice effetto:

  1. condonare e quindi estinguere totalmente la pena,
  2. condonarla parzialmente ossia ridurne la durata
  3. commutare la pena in altra specie.

Le modalità per la concessione dell’indulto sono le stesse che riguardano l’amnistia. L’indulto può essere applicato anche ad una pena già completamente espiata (qualora al soggetto interessi ottenere una simile declaratoria), non può essere applicato ad una pena pecuniaria già pagata né all’ergastolo.

Al di là delle valutazioni soggettive e al timore di trovarsi dall'oggi al domani in un Paese pieno di criminali a piede libero, l'amnistia potrebbe essere molto più di un semplice rattoppo al problema, soprattutto considerato che può essere limitata ai reati di più lieve entità.
Tempus fugit, direbbero gli antichi: l'Italia entro il 2014 deve ridurre il numero di detenuti all'interno dei propri istituti di pena per evitare una procedura di infrazione da parte dell'Ue e la rampogna delle organizzazioni per i diritti civili.
Poco, troppo poco per costruire o allargare carceri esistenti.

A.P.
@twitTagli

Commenti

Domenico dice:

Nell'amnistia impropria c'è disparità di trattamento. Poniamo il caso che uno sia condannato oggi e un'altro abbia un'udienza penale di cassazione fissata tra sette giorni nella quale sarà normalmente confermata la condanna. Nel frattempo viene approvata dai due terzi del Parlamento un'amnistia. Il primo vedrà sempre attivi gli effetti penali della condanna (recidiva, condizionale ecc.) il secondo, invece, vedrà un colpo di spugna sui suoi reati che non produrranno alcun effetto o conseguenza. Se non è disparità di trattamento questa!

Aggiungi un commento

I commenti su Tagli non sono soggetti a moderazione preventiva. La Redazione declina ogni responsabilità circa il loro contenuto, e si riserva il diritto di rimuoverli a propria assoluta e totale discrezione.
Tagli ribadisce pertanto che ogni opinione, accusa o illazione inviata nei commenti è sotto la responsabilità civile e penale dell'autore. La Redazione si riserva di fornire gli estremi dell'autore di ciascun commento ritenuto lesivo all'autorità giudiziaria.
Per maggiori informazioni, consulta la sezione Termini e condizioni di utilizzo.

Plain text

  • No HTML tags allowed.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.
  • Lines and paragraphs break automatically.
CAPTCHA
This question is for testing whether or not you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.