Ma come fa una famiglia con 16 figli a sembrar "normale"?

Ma come fa una famiglia con 16 figli a sembrar "normale"?

Sedici figli, venuti al mondo come conigli. Perché in tempo di Festival, con tanto di famiglia più numerosa d’Italia sul palco di Sanremo, la citazione musicale è d’obbligo. In Toscana esiste un verbo ad hoc per definire tutto questo: “sconigliolare”. Per dirla in termini ancor più prosaici, appunto scopare come conigli.
Già, perché i simpatici leporidi rappresentano proverbialmente (e naturalmente) il trionfo della fertilità, l’esaltazione della famiglia numerosa, tutto grazie alla loro strategia riproduttiva: la cosiddetta “riproduzione indefinita” che, al contrario di quella umana, consente di partorire quanti più esseri possibili, indipendentemente dalla loro effettiva capacità e/o possibilità di sopravvivenza.
In poche parole, il coniglio se ne frega.
Scopa, mangia l’erba, figlia come un pazzo e se ne frega.

Perché il coniglio non ha bisogno di latte in polvere o di costosi omogenizzati. Non va a scuola. Non necessita di vestiti nuovi, libri, mense scolastiche, giocattoli, motorini, di un’educazione dignitosa e adeguata.
Il coniglio non ti chiede la paghetta e si nutre nello stesso punto in cui espleta le sue funzioni corporali. Niente pannolini che valgono quanto zaffiri per il coniglio, solo un mare d’erba.
E se si ammala, pazienza. Al coniglio non servono cure, medicine, nottate trascorse al capezzale di un letto, misurando la febbre ogni quarto d'ora e sperare che sia scesa almeno un po’.

(Questa utente è particolarmente orgogliosa della sua personalissima sconigliolata)

Oltre a farmi pensare ai conigli, vedere la famiglia Anania sul palco dell'Ariston mi ha profondamente offesa. Perché sotto gli applausi, sotto quelle domande frivole e le risposte deliranti dal retrogusto medioevale, sotto i riflettori che illuminavano un modello famigliare di stampo ottocentesco, si nasconde ben altro che qualche punto di share televisivo.
C'è l'immagine della donna sottomessa e regina del focolare, quella di chi ci considera ancora delle incubatrici atte solo a sfornare pargoli come fossero brioches calde.
E noi, complici passive, glielo lasciamo fare. Mettendo persino a repentaglio la nostra vita.
Perché sì, con 16 gravidanze nel giro di vent'anni una donna può anche morire.
Dall'altra parte però il capofamiglia Aurelio ha dimostrato una certa (falsa) modestia, sostenendo che non è tutto merito suo:

L'uomo con le sue capacità, l'intelligenza, non riesce a fare quello che vedete qua: questo lo fa solo il Signore, grazie allo Spirito Santo”, ha detto. E subito rimpiangi Sanremo '93, quando Renato Zero, da tempo smessi i lustrini e le piume di struzzo, intonò Ave Maria. Strappando persino un dignitosissimo quinto posto.
Al di là delle evidenti lacune in catechesi e persino nelle più elementari nozioni di teologia (per quanto riguarda quelle scientifiche, preferisco soprassedere), possiamo affermare con una certa sicurezza che non è stato lo Spirito Santo a rendere possibile il concepimento, né tanto meno sarà la divina provvidenza di manzoniana memoria che manterrà quei 16 bambini, bensì gli assegni familiari elargiti dallo Stato, insieme allo stipendio da custode all'Accademia di belle arti di Catanzaro percepito da Aurelio.

Da Famiglia Cristiana apprendiamo che:Ogni giorno c’è bisogno di circa tre chili e mezzo di pane e quattro litri di latte.
La casa dove abitano, in via Fleres a Catanzaro, è ampia 110 metri quadrati, in una stanza i sette maschi, in altre due le femmine.
La giornata tipo?
Per mamma e papà la sveglia suona alle 6.15, dopo la colazione i grandi vanno a scuola in autobus, i piccoli accompagnati da papà con il pulmino da nove posti parcheggiato in cortile.

Questo perché si ignorano (o meglio, si rifiutano) le regole base della contraccezione, tipo il preservativo, noto persino agli antichi egizi. E lo si fa con un atteggiamento medievaleggiante, à la “ipse dixit”, lo stesso che per secoli ha negato (e ci prova ancora) la discendenza dell'uomo dalle scimmie, bruciando donne e intellettuali sul rogo.
Senza chiedersi mai il perché, il come.
Accettando passivamente e indiscutibilmente tutto ciò che viene imposto dall'alto, secondo una visione del mondo verticistica, immobile, pericolosamente dogmatica.

Perché nel 2015, in uno stato laico e persino multietnico, in prima serata e in diretta nazionale, devo ancora sentir parlare di “Spirito Santo” sulla tv pubblica? Perché continuano a imporci un modello di famiglia così reazionario?
Perché non è stato chiesto a Tiziano Ferro, omosessuale (coraggiosamente) dichiarato, di raccontare la sua versione di famiglia?
Alcuni sostengono che gli Anania abbiano fatto da contrappeso all'ospitata di Conchita Wurst, una sorta di antidoto puritano alla barba della cantante en travesti. Perché, si sa, a tutti piace osservare il freak, ma è bene che se ne resti in gabbia, lontano dalla nostra cosiddetta “normalità”.
Ma non credo sia rilevante, in questa sede, abbandonarsi alle dietrologie e al complottismo. Il punto è che, anche a distanza di giorni, continuo a sentirmi offesa.
Come donna, come cittadina. Ma anche e soprattutto come futura madre.

Io non sono madre. Per lo meno, non ancora. Ma ho molte amiche che hanno già compiuto questo importantissimo passo. E ci parlo, con queste donne.
Le vedo svegliarsi presto la mattina, tornare tardi la sera. Faticando, arrancando, con tutti quegli obblighi e doveri che da sempre spettano alle madri, ma che oggi si sommano agli stipendi da fame, al lavoro precario, ad un'instabilità sociale e talvolta anche emotiva. No, la famiglia “straordinariamente normale” non sono gli Anania.
La vera norma oggi sono soltanto i genitori precari. Perché credo che oggi, già riuscire a metterne al mondo uno, di figli, costituisca il vero miracolo.

Deborah Macchiavelli
@twitTagli

 

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede.
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

(Fabrizio De André, Il testamento di Tito)

Commenti

Il qualunquismo è il profumo della vita

Cosa c'entra la società multietnica?
Cosa c'entra il 2015?

E cosa c'entra la laicità dello stato?
Una società laica non rinnega la presenza della religione, ma sa che deve separala dal proprio apparato legislativo.
Mai stato così d'accordo su qualcosa.

Cosa c'entra la televisione?
Lacitià dello stato ok, ma la libertà di espressione?
Se davvero c'è libertà di culto, si può esprimere la propria religiosità, giusto? Nessuno ha imposto niente con la presenza di questa famiglia sul palco di Sanremo: solo testimoniato la loro realtà, che mi sembra, a questa famiglia vada benissimo così.
Se come dici tu è servito da fare da peso a Conchita, non lo so, ma ci sono stati entrambi. Non è certamente stato il festival degli Anania, e se a te fanno venire i nervi persino POCHI MINUTI di questa realtà, il problema sei tu e la tua gestione della calma, non loro.

Cosa c'entra il rifiuto del preservativo e dei contraccettivi?
Questa è una scelta personale, in cui tu, dall'alto della tua penna così tanto tagliente, non puoi, non DEVI mettere becco.
Come una qualsiasi coppia regoli la vita sessuale che li accomuna non è passibile di giudizio, è UNA LORO SCELTA PERSONALE.
Loro non sono andati lì a dire che non bisogna farne uso, ma che loro non ne sentono la necessità. E non puoi certo farne un torto.
Inutile che ti dia fastidio! Potrebbe darti fastidio solo se io venissi da te e mi permettessi di giudicare LA TUA di vita sessuale e le scelte che fai nel viverla.

Cosa c'entra lo stipendio?
Se il signor Anania guadagna tanto, buon per lui, se lo sarà meritato, avrà faticato per ottenerlo.
Nel caso non abbia faticato, affari suoi, ma non sembra che se ne freghi dei suoi figli, anzi, sembra che di denaro per loro ne spenda un bel po'.
Vuole chiamare tutto questo provvidenza? Dove sta il problema?

Dici che nessuno si chiede il perché e il per come.
Ma ti sei chiesta i perché e i per come prima di scrivere questo articolo?
Hai provato a fare un passo empatico un po' più lungo, e pensare che c'è la possibilità che certe persone vedano la vita in modo diverso da te?
Hai capito che 16 gravidanze in 20 anni possono anche essere un rischio, ma che per certe donne sia un rischio nullo di fronte alla possibilità di una persona che vive, indipendentemente che sia la prima, la terza, la sedicesima?

Non devi condividerlo, OVVIO, devi semplicemente capirlo prima di esprimere un giudizio asettico, distante, genericamente qualunquista, da vero "pensatore" che però pensa solo se è molto moderno pensarla così, altrimenti sei out e sfigato e medievale e oppressore e...

Peccato.
Avevi l'opportunità di andare nel profondo, di analizzare con più calma e determinazione un argomento, portando tesi molto più valide... invece hai raschiato la crosta, preferendo restare nel terreno fertile delle affermazioni mediocri.
Si, voglio essere tagliente tanto quanto hai provato ad esserlo tu.

Oh, e prima di passare per quello bigotto.
Io non ho nè la fede nè la stessa visione di famiglia dei signori Anania, ma capisco una cosa.

Se vogliono comunicarci che la felicità può anche passare da lì, per qualcuno, ben venga.
In fondo, cosa ne sai di cosa è giusto?

Quoto!

E nel medioevo di cui parli stai pure tranquilla che c'era già, purtroppo per loro, gente che la pensava come te Deborah.

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Sottoscrivo. Certe volte mi

Sottoscrivo. Certe volte mi chiedo se sia una moda quella del cosiddetto giornalista/blogger di scrivere e pubblicare facili opinioni superficiali su argomenti presentati da altri media a loro volta superficiali. La televisione ha il tasto per essere spenta, il giornale può essere chiuso, con un minimo di buonsenso però si può guardare oltre. Questo ancora ho difficoltà a trovare in qualsiasi media moderno, la volontà del giornalista di andare oltre la superficie, non buttare opinioni infiammate per niente, non dare a un comportamento che ci infastidisce un valore universale della società tutta, specie se è portato in un media così poco affidabile come la televisione. Aspetto ancora il giorno in cui coloro che si sentono giornalisti e vivono per informare vorrano veramente voltare pagina, dare poco peso a ciò che è fatto per stupire le persone troppo facili da stupire e dare più peso al proprio modo di vedere ciò che gli capita intorno. Troppo facile dire che vai "controcorrente", se prendi posizione all'esatto opposto del tuo "nemico" in realtà sei più simile a lui di quanto pensi. Mai cercare lo scontro, il conflitto, semmai cercare la riflessione, la comprensione. E informare per il gusto di farlo con criterio, non perchè ci piace attirare l'attenzione o ci girano le boletas per una cazzata vista in televisione.

Grazie

Chiunque tu sia, grazie.
Mi dimostri che al mondo c'è qualcuno che pensa, e che, forse, non sono l'unico pazzo.

Se solo riflettessimo di più, da tutte le parti... non sarebbe un mondo migliore?

Speriamo che il messaggio arrivi.

Ancora, grazie.

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per Carlo

ho solo una domanda: perché invitarli al Festival? Qual è stata la motivazione che ha spinto la produzione ad invitarli?

Perché? Casomai, perché no?

Ginevra,
un commento molto interessante, ti ringrazio.

Vedi, purtroppo non sono un organizzatore del Festival, quindi tenterò di dare la risposta migliore che un uomo qualsiasi come me potrebbe formulare in totale assenza di informazioni.

Io non ne ho idea.

Nel senso, magari ci sta anche la cosa del "bisogna fare par condicio, se c'è Conchita Wurst dobbiamo tenere tranquilla la fetta di ascoltatori conservatori"... magari ci sta la SPORCA MANO DEI PRETI MANOVRATORI (poi non venitemi a dire che chi crede nelle teorie del complotto è un idiota), o chissà quale altro oscuro disegno per manovrare le masse.

Ma come ho detto prima, io non ho informazioni... tutto quello che posso fare è interpretare la cosa a modo mio.

Perché si legge un libro?
Perché si guarda un film?
Perché si fanno le canzoni?
A che diavolo serve un palcoscenico sul quale si presentano... "cose"?

Al di là dei vari aspetti commerciali, penso che lo scopo sia raccontare una storia, giusto?

Queste persone hanno raccontato una storia, la loro. Magari non hanno usato pennelli o note musicali, ma lo hanno fatto con decisione e dignità.

Il punto è, per me, nonostante le esperienze non possano (e nemmeno debbano) piacere a tutti, non è giusto indignarsi della loro esistenza, insultarle e bollarle come sbagliate.

Se un libro, un film o una canzone non ci piacciono, forse quelli non sono messaggi utili nella nostra vita, possiamo passare oltre e trovare qualcosa che ci rispecchi di più.
Se il modello di famiglia degli Anania non ci piace, inseguiamone un'altra.

Dobbiamo smetterla di scusare la nostra intolleranza e farla passare per classe e cultura.
Perché si, mi sembra che l'intolleranza sia anche questo, il fastidio verso qualcosa che a noi non va molto a genio.

Qualsiasi sia il motivo, io prenderò quello che c'è di buono, un nuovo punto di vista.
Tu?

Almeno leggi!!!!!!!

La laicità dello Stato c'entra eccome Carlo, così come il fatto che ormai non ci sono solo più i cattolici qui, ma tante altre religioni diverse dalla nostra. Si discute sull'ora di religione nelle scuole, figuriamoci se ancora possiamo stare a guardare una famiglia che ricorda quella di Giuseppe nella Bibbia sul programma più seguito d'italia. Non è libertà di scelta o di espressione quella degli Anania, ma DELIRI in piena regola (cioè questo è convinto seriamente di aver fatto 16 nuovi Gesù????). Pure il Papa ha detto che non bisogna figliare come conigli per essere dei buoni cattolici (anche se poi ha un po' rivisto questa opinione). http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_19/papa-essere-cattol...
Poi questa famiglia vive grazie ad assegni STATALI, dunque soldi NOSTRI, idem per il lavoro che fa l'uomo (ovvero il bidello), quindi categoria PROTETTA, e non se l'è certo "FATICATO" come scrivi tu il posto lavorativo, ma gli spetta (ed è giusto che gli spetti, sia chiaro) perché, per dirlo fuori dai denti, NON è NORMALE come ha chiaramente dimostrato nei suoi deliri da fanatico religioso. Poi, la libertà sessuale è ben altra cosa: mettere incinta una donna per metà della sua vita vuol dire farle seriamente rischiare la vita. Se questa è libertà, allora lo può essere anche l'infibulazione. Inoltre ti ricordo che i blogger e i giornalisti vengono pagati apposta per esprimere opinioni, a differenza tua (e mia ovviamente). Se non ti piace quello che scrivono, allora come suggerisci tu stesso non leggere (ma non commentare nemmeno allora!!!!). Cioè, ora che hai scritto un commento quasi più lungo dell'articolo, giusto per trovare qualcun altro che ti dia ragione (ma dato che questo articolo ha 500 mi piace, direi che i tre miseri commenti che hai preso sono un po' scarsi al confronto), ti senti meglio?appagato? la tua vita è più piena?

Ma io ho letto. Tu hai pensato?

Ciao Fabrizio, grazie per la risposta.
continuo a ripetere che la laicità dello stato non c'entra niente.

O meglio, si vuole farla centrare a tutti i costi quando non ce ne sarebbe bisogno: bisognerebbe lottare contro un partito fondamentalista, non certo per un'idiozia come l'ora di religione, che potrebbe aiutare i giovani a comprenderle di più invece di farsi idee da soli, magari sbagliate.

Se si discute sull'ora di religione è uno spreco tanto quanto scandalizzarsi per i pochi minuti degli Anania.
Che sono stati del tutto privi di deliri. Non è un delirio dimostrare la propria fede: è evidente che tu la consideri stupida, quindi ti sembra un delirio, ma non lo è.
Lui non ha detto di aver generato il messia, non ha dato il minimo segno di fanatismo, solo di fede.

Se vive di assegni statali o ha un'eredità da milionario, non mi interessa. Non mi sembra che abbia generato quei figli apposta per potersi comprare un Ferrari, nè tantomeno, ed è molto più importante, lascia quei figli a crepare di fame come fa sottointendere l'articolo, insinuazione molto grave.
Se l'assegno statale è stato pianificato è segno di una società che prevede degli aiuti a chi ne ha bisogno, se non ci fossero stati sarebbe comparso un bell'articolo su quanto l'Italia faccia schifo nell'abbandonare i suoi cittadini.
Qualsiasi cosa ne pensiate, resta un dato di fatto sacrosanto e unico: i diritti sono anche per le cose non ci appartengono, che non capiamo, ragazzi.

L'infibulazione?
Ma stai scherzando?
No dico, pensi davvero che non ci sia differenza tra una coppia che FA UNA SCELTA e l'infibulazione? Penso che tu non sappia davvero quello che hai scritto in quest'occasione.

Fabrizio, non ho bisogno di conferme, non ho scritto quel commento per poter trovare nessuna approvazione: solo per farti rendere conto che forse si può andare oltre a un'emotività abbastanza basilare, per farti capire, soprattutto, che possiamo non condividerle senza per forza insultarle, e in modo abbastanza approssimativo.

Non faccio a gara di mi piace, sapevo che sarei passato per il bigottone moralista e sfigato (probabilmente mi immagini come un senza vita che ha bisogno di internet per sentirsi appagato), cerco solo di farti capire come io intendo critica e dialogo.
Se ho potuto farti anche solo leggermente spostare il tuo punto di vista, allora si, la mia vita sarà più piena e appagata.

Il confronto dovrebbe arricchire, mica demolire come l'articolo.

Fondamentalismo

Non vedo quale sia la differenza tra il signor Anania e un fondamentalista islamico. Il delirio di stampo religioso mi sembra sullo stesso piano. Probabilmente partirebbe pure per le Crociate se ci fossero ancora.

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