Le preferenze di cui (in realtà) non frega niente a nessuno

Preferenze

Il Partito Democratico nella circoscrizione nord-ovest ha preso 3.234.068 voti. A fronte della possibilità di esprimerne quasi dieci milioni (!), le preferenze espresse per i candidati del PD sono state 909.036.

Senza voler entrare nello specifico di ogni singola circoscrizione o colleggio, fidatevi di me: più o meno in tutta Italia la situazione è questa. E parliamo del PD, il partito i cui elettori, di gran lunga, hanno espresso il maggior numero di preferenze. Ci sono partiti che hanno eletto Parlamentari europei con poche migliaia se non centinaia di preferenze.

E, qui in Piemonte, un discorso quasi speculare si potrebbe fare per le preferenze sui consiglieri regionali, che hanno visto un netto calare dei voti di preferenza espressi. 
E poi - guardando sempre alla mia circoscrizione e alla mia regione - i primi tre per preferenze sono, indovinate un po’, i tre capilista: Mosca, Cofferati, Bresso alle Europee e Gariglio, Pentenero e Laus alle Regionali. Nell’esatto ordine in cui il PD li ha “piazzati” sulla lista NON bloccata.

Ma…  fermi un attimo, non siamo un Paese dilaniato, distrutto, annientato nel suo cuore democratico dall’impossibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento. Mesi, anni, passati a stracciarsi le vesti sulle famose liste bloccate del “porcellum”, sugli apparati che si scelgono i fedelissimi da mandare in Parlamento e poi, quando finalmente si ha l’occasione di esprimere il proprio diritto di scegliersi i rappresentanti, lo fa solo una persona su dieci?! Per di più scegliendo quasi sempre di votare chi è stato indicato come “da eleggere” da parte delle segreterie?

Verrebbe allora quasi da pensare che quella sulle preferenze sia una polemica strumentale, che trova spazio negli strali sui social network, nei salotti televisivi e sugli editoriali dei grandi giornali, senza però scalfire l’interesse degli italiani.

Già, verrebbe quasi da pensarla così…

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

Commenti

Bella osservazione

Pienamente d'accordo. Forse avremmo bisogno di collegi uninominali (o nominanti un ristretto numero di rappresentanti) per sentirli più vicini. Una circoscrizione elettorale da 15 milioni di abitanti è davvero troppo grande (tanto varrebbe averne una sola a livello nazionale come in Germania)
Avere un parlamentare di riferimento ("il mio rappresentante") sarebbe anche ottimo per controllare l'azione politica dal basso. E perché no, l'assenteismo. Forse non è semplice nel caso europeo, dove abbiamo un parlamentare ogni quasi-milione di abitanti, ma lo sarebbe per la Camera e la regione.

Dire che mettere le

Dire che mettere le preferenze è inutile perché tanto vincono sempre i capolista è come dire che non serve votare perché tanto vince sempre la Democrazia cristiana.
Il motivo per cui le preferenze sono state così poche rispetto al totale dei voti è perché buona parte della gente che ha votato Pd l'ha fatta scegliendo "il meno peggio", non perché è veramente un elettore del Pd (cioè non lo ha votato negli scorsi anni). I capolista prendono più voti perché sono i più conosciuti, le preferenze servono per non mandare al parlamento gli impresentabili. E anche se continuano a essere più votati i capolista, non significa che bisogna togliere le preferenze. Non abbiamo smesso di votare perché vinceva sempre la Dc.
Il mondo migliore per aumentare il numero di preferenze è migliorare la qualità dei candidati.

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