L'Apparato dichiara guerra ai Marxisti per Tabacci

L'Apparato dichiara guerra ai Marxisti per Tabacci

È guerra. Per chi ancora restava convinto di una fantomatica “fine delle ideologie” e per chi ha creduto nello scioglimento dei ghiacci della guerra fredda con il crollo del muro di Berlino, quella di queste ora è una vera doccia fredda. Si è scatenata – sulle pagine del social network blu – la lotta senza quartiere tra la grigia organizzazione dell'Apparato e i bolscevichi dei Marxisti per Tabacci, in uno scontro che investe due opposte idee, la retorica del proletariato o il futuro del mondo sulla Via del Socialismo.Impossibile non schierarsi su una delle due sponde segnate dalla nuova cortina di ferro: da una parte circola la direttiva politica di “Io sto con l'Apparato”, dall'altra si canta in coro l'hashtag filo-sovietico di #IoStoConBr1. Vinceranno i quadri di partito o gli orsi bruni di Novosibirsk? I 15.000 like (in aumento) dell'Apparato non temono l'imponente onda della rivoluzione tabacciana, che si attesta su quasi 30.000 preferenze. Noi intanto sfruttiamo questi momenti di mobilitazione generale – che, secondo i maligni, potrebbero favorire il comune nemico (del popolo) Matteo Renzi - per tracciare un profilo dei due sfidanti: il Tabacciano e l'Apparatchik. Senza dimenticare che c'è sempre un terzo incomodo...

IL TABACCIANO

marxisti per tabacci no renzi
Segni distintivi
: barba incolta, colbacco di marmotta e pastrano anti-tormenta. Spesso fornito di falci e di martelli tascabili. Variazione sul tema: in alcuni casi può sfoggiare la sua copia del “Pensiero” di Br1 Tabacci infilata tra i bottoni del pastrano.

Padri spirituali: Br1 Tabacci, Che Guevara, Vladimir Lenin, Mao Tse-Tung.

Frase distintiva: “Br1 non è una personalità simbolo del socialismo, Br1 è il socialismo. Tutto il resto è Siberia!”

Obiettivo: diffusione globale della Via tabacciana al Socialismo.

Armi preferite: propaganda internazionalista e cooptazione delle intellighenzie. In alternativa, ricorso massiccio alla deportazione dei nemici del popolo.

Miglior risultato raggiunto: l'eloquente arringa del Caro Leader al confronto diretto con l'Armata Bianca di Renzi e Bersani.

Alleati: il proletariato, l'intrinseca giustizia della lotta di classe, l'industria siderurgica.

 

L'APPARATCHIK

l'apparato napolitano giovane

Segni distintivi: il completo marrone di Occhetto, gli occhiali da pentapartito, l'acqua di colonia primo prezzo, palline di naftalina in tasca.

Padri spirituali: Erich Honecker, Giorgio Napolitano, Massimo D'Alema, Alessandro Natta.

Frase distintiva: “L'eterno nemico dei Giovani e del Nuovo.”

Obiettivo: il controllo capillare e la manipolazione politica di ogni attività umana.

Armi preferite: le lungaggini burocratiche, le epurazioni, le telefonate dal Cremlino, la macchina del fango.

Miglior risultato raggiunto: custodito nell'archivio segreto, sito in località ignota.

Alleati: la gerarchia a compartimenti stagni, lo scorrere ineluttabile del tempo.

 

BONUS: IL VELTRONIANO (o CRIPTO-RENZIANO)
tabaccismo malattia infantile del comunismo

Segni distintivi: completo blu, camicia bianca, Clarks in pelle di renna. Afferma di aver tatuato la falce e il martello tra le scapole. O invece era lo scudo crociato?

Padri spirituali: Daniele Capezzone, Clemente Mastella, Rosy Bindi, Fausto Bertinotti.

Frase distintiva: “Tra i due litiganti...”

Obiettivo: il partito unico, il partito a vocazione maggioritaria oppure una costellazione di partiti antagonisti. Oppure no.

Armi preferite: l'occhio che ci vede lungo, l'inciucio, gli atti di responsabilità.

Miglior risultato raggiunto: l'Unione di Prodi.

Alleati: i menscevichi, il cattolicesimo da cartolina, i revisionisti in generale.

Matteo Monaco

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