La verità sul Captagon, la droga dell’ISIS

La verità sul Captagon, la droga dell’ISIS

Il Captagon, la droga potentissima che regala il coraggio. Una pasticca per togliere la paura. L’anfetamina che trasforma i combattenti dell’ISIS in soldati dai poteri sovraumani.
Non è una novità che durante la guerra vengano utilizzati farmaci e sostanze stupefacenti per permettere ai soldati di stare svegli, essere spietati, sopportare il dolore. Cocaina, anfetamine, morfina hanno accompagnato i soldati in ogni battaglia.
Ma che cos’è questa nuova pasticca di cui si parla dopo gli attentati di Parigi?

Il Captagon è il nome commerciale dello psicostimolante composto da fenetillina, utilizzato per la cura dei disturbi da deficit di attenzione e come coadiuvante nelle terapie per la depressione e la narcolessia.
Nel 1986 l’Organizzazione Mondiale della Sanità vieta l’utilizzo di questa sostanza a causa dei suoi effetti collaterali: dipendenza, disturbi del sonno come letargia e insonnia, disturbi alimentari, gravi effetti sul sistema cardiovascolatorio.
Il Captagon ha gli effetti collaterali tipici delle anfetamine, nonostante sia considerato più leggero di altre sostanze appartenenti a questa grande famiglia. Questa droga ha un effetto energizzante e euforizzante, inibisce la sensazione di dolore, potenzia il battito cardiaco, aumenta la temperatura corporea, toglie la fame e il sonno. Proprio come le anfetamine che assumono i ragazzi occidentali alle feste, ai concerti o in discoteca, il Captagon aumenta l’energia, la concentrazione, fa restare svegli e provoca una sensazione di euforia e di maggior sicurezza in se stessi.
Non si acquisisce audacia e forza, non si diventa tolleranti al dolore.

I “vantaggi” di questa anfetamina sono il basso prezzo e il basso rischio di fenomeni psicotici nel breve periodo. Può essere assunta per via orale o iniettata.
Il ritrovamento della sostanza nella stanza di un jihadista è solo un indizio che questa possa essere la droga dell’ISIS, non è una prova accertata.
Sicuramente la Siria è uno dei maggiori produttori di questa anfetamina molto diffusa in tutto il Medio Oriente, non solo tra i miliziani ma anche nelle feste. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e della prevenzione del crimine, in Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Siria la maggior parte delle persone che hanno sviluppato una dipendenza assumono anfetamine, in particolare il Captagon.
Si tratta dunque di un consumo diffuso di questa sostanza come in Italia lo sono la cannabis e la cocaina .

Il Captagon non traforma in supereroi, non aumenta le capacità di una persona di commettere atrocità. Se le anfetamine svolgessero questa funzione i locali occidentali sarebbero colmi di questi "eroi negativi". Ma non è cosi: banalmente, i ragazzi occidentali usano anfetamine perché a loro piace quella sensazione di euforia.

I miliziani dell’Isis sono dei criminali e basta. Ciò che assumono non c’entra con le barbarie. Sono dei criminali esaltati, a prescindere da ipotetiche droghe.
E qui, per noi, casca l'asino: il punto è la difficoltà culturale che abbiamo nell'inquadrare l’efferatezza dei combattenti. Pensare che la violenza sia frutto di un agente esterno - come la droga - ci permette di prendere le distanze da un pensiero terrificante. La droga è la scusa che stiamo iniziando a raccontarci per non ammettere il vero problema: a spasso per il mondo ci sono nostri simili molto, molto crudeli. 

Il Captagon permette ai combattenti di sostenere più facilmente i ritmi della guerra, cosi come gli Inca masticavano foglie di cocaina,  i nazisti il pervitin (un’altra anfetamina), i fascisti usavano la cocaina, gli americani in Vietnam l’eroina etc..
Dire che il Captagon o qualsiasi altra droga trasforma in "supereroi cattivi" non fa altro che demonizzare la droga e di riflesso coloro che la usano.
Si sta riproponendo un'equazione ciclica, criminale = drogato. Purtroppo, un criminale lo è a prescindere da ciò che usa; e un tossicodipendente usa sostanze per diletto e svago o per necessità, e le uniche barbarie di cui è direttamente responsabile le commette in primis verso se stesso.
In sintesi: la droga fa male, ma la disumanità fa ancora peggio.

Eleonora Ferraro

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