La vera storia del campionato di calcio 2015-2016

La vera storia del campionato di calcio 2015-2016

Antefatto: fino alla fine dello scorso campionato di calcio, la fenomenologia dei post sulla mia pagina facebook dalle 18 di domenica pomeriggio fino a circa le 23 di lunedì sera (ora in cui solitamente i depressi da Game of Thrones prendevano il sopravvento), si riduceva fondamentalmente a tre categorie:

i tifosi della juve...

 

 

...i tifosi delle altre squadre...

 

 

...e io.

Questo per dire che a me del calcio importa quanto dei combattimenti clandestini tra galli a Buenos Aires.
"Ecco, questo è il solito radical chic che si sente moralmente superiore perché non segue il calcio, ora ci verrà a dire quanto siamo tutti stupidi a seguirlo!"
No, no, assolutamente... non rivendico nessuna superiorità. 
Anzi, sono una persona orribile: vendo droga ai bambini, penso che Hitler fosse un tipo a posto, e sono solito passare i sabati sera immolando capretti al principe delle tenebre su un altare sacrilego. 
Ora che vi sentite meglio, possiamo continuare.

Dicevamo... Fino all'anno scorso il campionato di calcio serviva principalmente a stabilire chi avrebbe giocato la Champions League e chi sarebbe retrocesso in serie B, mentre la Juve vinceva lo scudetto con la stessa facilità con cui Schwarzenegger vincerebbe un incontro di pugilato contro Marco Pannella. 

La corsa scudetto era l'impero della noia, la quintessenza del già visto, la fiera della prevedibilità: allo stadio gli ultras si menavano per mancanza di altro da fare.
Vista la seria prospettiva che Genny a'Carogna si trovasse un lavoro differente, tipo il politico o l'arcivescovo, i dirigenti del calcio italiano dovevano trovare una soluzione.

Luglio 2015, intorno alle 23, bunker segreto sotto all'area di rigore dello stadio S.Siro

Moratti: "Petrachi, Cairo, Preziosi, Corvino... direi che ci siamo quasi tutti"
Gandini: "Dove sono Sabatini e Lotito?"
Ausilio: "Stanno cantando Faccetta Nera a Tavecchio per farlo addormentare, arriveranno"
Moratti: "Molto bene, vi ho convocati qui perché la situazione è ormai ingestibile: se la Juve vince un altro scudetto, il campionato di calcio diventerà talmente prevedibile che su Sky oltre che mettere le partite in pausa si potrà anche fare 'avanti veloce'. Dobbiamo fare qualcosa!"
Petrachi: "Mioddio, siamo già a questo punto?"
Cairo: "Le mie fonti nell'editoria mi dicono da due mesi la Gazzetta dello Sport ha sostituito le rotative con delle fotocopiatrici, e nessuno si è ancora accorto della differenza".
Corvino: "Cosa possiamo fare?"
Moratti: "Non c'è altra scelta. Qualcuno di noi deve sacrificarsi, dobbiamo mettere su uno schema Mosley".
Preziosi: "Cosa sarebbe uno schema Mosley?"
Ausilio: "Uno schema Mosley è quando una squadra vince troppo, e va fermata a tutti i costi. Allora si guarda tutto ciò che rende forte quella squadra, dagli schemi di gioco all'attrezzatura, e si cambiano le regole del gioco, decidendo che da domani tutto questo è illegale. Venne inventato da Max Mosley nella Formula 1, dopo che nel 2003 e nel 2004 Schumacher aveva vinto guidando senza mani, in retromarcia e doppiando pure la stella cometa del presepio di Bernie Ecclestone. I tecnici di Mosley si introdussero nei box, presero le misure di tutte le componenti del motore Ferrari, e dall'anno dopo tutti i componenti con quelle misure furono messi fuorilegge".
Preziosi: "Non capisco però, perché hai parlato di uno di noi che deve sacrificarsi?"

Le facce si fanno gravi, mentre tutti guardano Cairo, l'esperto di media e comunicazione della ghenga.

Cairo: "La gente nel giro di un po' di tempo tende a subodorare che i cambiamenti alle regole sono un gigantesco cetriolo contro la squadra vincente... a quel punto bisogna distrarli. Bisogna che quando viene fuori il nome di uno di noi al bar, la prima cosa che viene in mente non sia più il calcio. Nel 2008 venne ritrovato un filmato di 5 ore, in cui Max Mosley travestito da deportato si faceva frustare sulle palle da cinque prostitute sadomaso d'alto bordo in uniformi naziste. Pochi mesi dopo, Bernie Ecclestone andò in TV a dire che i regimi totalitari erano meglio delle democrazie, e che ammirava Hitler. Da allora, nell'immaginario collettivo essi non sono più quelli che hanno cambiato il 93% del regolamento di uno sport per sfavorire una singola squadra, ma coloro che hanno ridefinito da zero il concetto stesso di figura di merda. Pensavamo di usare Tavecchio, ma si è bruciato in anticipo... quindi tocca ad uno di noi".

Con le facce gravi, i partecipanti si preparano a vedere chi di loro estrarrà il bastoncino corto dal mazzo.

Nel frattempo, a Torino, sede della Juventus

Marotta: "...vincere non basta più capo, dobbiamo far vedere che noi sappiamo vincere anche in modalità difficile. Che abbiamo la tattica, la strategia, la tecnica, una visione long-term... e poi guardiamo al ritorno in termini di commercial marketing: la Juventus come leader nel settore del talent-scouting, la Juventus che apre le porte del suo spogliatoio ai giovani, invece che chiuderle con l'arbitro ancora dentro, pensi all'appeal!"
Agnelli: "Senti, stai parlando da meno di 10 minuti e avrei già vinto al bingo delle cazzate da meeting aziendale... ma non ho ancora capito perché abbiamo venduto Tevez e Vidal in cambio di gente che non sa nemmeno disegnarlo un pallone".
Marotta: "Detto sinceramente? Perché ci servono soldi: abbiamo Lapo Elkann che continua a pipparsi l'area di rigore, Buffon che ha chiesto di poter parcheggiare il suo yacht dentro lo stadio per far bella figura con quelle che si porta a letto, e le cambia più in fretta del tasso di umidità. Poi c'è il parrucchiere di Pogbà...
Agnelli: "E gli abbonamenti?"
Marotta: "Più bassi del previsto capo. D'altronde è come il biglietto di ingresso al cinema per vedere Alien&Predator vs Chuck Norris: nessuno paga per vedere un film che dura 14 secondi. Le nostre partite durano poco di più: facciamo il primo, facciamo il secondo e poi cazzeggiamo 89 minuti, perché dopo Germania-Brasile insistere oltre è considerato crimine di guerra".
Agnelli: "Vabbè, ma lo scudetto lo vinciamo lo stesso? Che poi se no Marchionne ci taglia i fondi sul serio".
Marotta: "Giurin giuretta, possa io lavorare per un'altra squadra se non dico la verità".

Di nuovo Milano, nel bunker segreto.

Lotito: "Fermi tutti! Abbiamo un messaggio dal nostro agente segreto, ce l'ha fatta!"

A Torino, Daniele Pradè si toglie la maschera da Marotta e guarda il vero Marotta, legato e imbavagliato in una limousine.

Pradè: "Puoi raccontare la verità e passare per pazzo... oppure far finta di nulla. Tanto ormai Tevez e Vidal sono andati".

Ora, se volete un articolo approfondito sul perché la juve non vince più quest'anno, potete leggere qui: ci trovate analisi, controanalisi, la supercazzola bitumata come fosse antani anche scribai con cofandina.
Ma il risultato in soldoni è che quest'anno i post su facebook dalle 18 di domenica alle 23 di lunedì, continuano a dividersi in 3 categorie. Ci sono i tifosi della Juve...

 

...ci sono i tifosi delle altre squadre...

 

 

 

...e poi ci sono io

Luca Romano

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