La bufala della violenza maschile come prima causa di morte per le donne

La bufala della violenza maschile come prima causa di morte per le donne

La tesi della "violenza maschile prima causa di morte per le donne" circola in varie versioni, dalla più universale - e chiaramente assurda - a quelle via via più circoscritte, limitate a specifiche fasce d'età o aree geografiche.
Il meccanismo psicologico che ha garantito (e che tutt'ora garantisce) successo e viralità a questa tesi è quello tipico di tutte le bufale (abbiamo provato a spiegarlo qui).

È invece la circolazione ad alto livello (media nazionali - tra gli altri TG5, TG3, TgCom, Il Fatto Quotidiano) a rappresentare un'eccezione, un vero e proprio salto di qualità rispetto ad altre bufale, circolanti principalmente sul web. Il fatto interessante, e grave, è che tutti questi media hanno accettato e rilanciato il dato senza nemmeno provare a verificarlo.
Difficile dire se l'inventore di questa bufala fosse in buona fede - alla ricerca di un dato impressionante per sensibilizzare il pubblico su una questione importante come la violenza contro le donne - o spinto da intenzioni meno nobili.
Quello che è certo è che nessuna menzogna fa un buon servizio a una giusta causa.

E questa è, a tutti gli effetti, una menzogna. Facilmente smascherabile. Prendiamo in considerazione la tesi nella sua versione più circoscritta e prudente, quella secondo cui "la violenza domestica/maschile è (sarebbe) la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni in Italia".
Quest'affermazione è stata recentemente ripetuta e pubblicata da Rashida Manjoo, relatrice speciale ONU sulla violenza di genere, nel "Rapporto ONU sul femminicidio". Qualche tempo fa (22 novembre 2012) l'affermazione è stata riportata al Senato da Annamaria Serafini nella sua "Mozione sul femminicidio".

violenza_sulle_donne_2Secondo i dati Istat 2008 (i più recenti a mia disposizione), su 4.598 decessi annuali in Italia di donne tra i 15 e i 44 anni di età, la prima causa di morte sono i tumori (2.139 decessi). Gli "accidenti di trasporto" hanno causato 387 decessi. Le malattie infettive hanno causato 178 decessi. L'Aids ha causato 114 decessi. E così via.
I decessi per "omicidio e aggressione" (attenzione: non tutti commessi da uomini e non tutti episodi di "violenza domestica") sono stati 55 (aprendo il link e cliccando su "Tavole" è possibile scaricare il file Excel completo).

Ritanna Armeni ebbe a dichiarare a "Domenica In", Rai Uno, 11 marzo 2012, che la violenza contro le donne "è la prima causa di morte in Europa per le donne tra i 16 e i 44 anni". Altra clamorosa sciocchezza.
Dai dati Eurostat "Crime and Criminal Justice, 2006-2009" emerge che il maggior numero di omicidi si commette Lituania, con 8 omicidi circa ogni 100mila abitanti. L'Italia fa registrare un omicidio circa ogni 100mila abitanti. I dati non sono divisi per genere.
Le principali cause di morte, per genere e per fasce d'età, sono accuratamente dettagliate da Eurostat, Yearbook 2012, e fruibili qui e qui.

Andrea Donna
@AndreaDonna

Commenti

Roberto Frigerio dice:

Mille grazie per questo chiaro e documentato articolo, a proposito delle menzogne con cui vengono propalate le isterie "politically correct" sul c.d. "femminicidio" (a proposito, l'Italia è uno dei paesi più sicuri, insieme a Grecia, Irlanda, Danimarca, per l'incolumità delle donne. Le donne uccise, in Italia, sono 0,5 su 100.000. In Svezia (paese "femminista" per antonomasia!) sono 0,6, in Svizzera 0,7, Germania 0,8, Francia 0,9 (quasi il doppio dell'Italia!), per non parlare di USA (ben 2 donne uccise ogni 100.000 abitanti, 4 volte l'Italia!) e Russia (8,7 donne ogni 100.000 , 17 volte l'Italia!).
Questi sono dati ONU molto aggiornati ! (homicides by sex)

http://www.unodc.org/unodc/en/data-and-analysis/homicide.html

Volevo peraltro informarvi che la bufala di Ritanna Armeni ieri ha trovato una nuova inattesa seguace. Nella soap opera di Rai3 "Un posto al sole", alle 20,40, l'attrice Marina Tagliaferri (che interpreta il ruolo dell'assistente sociale Giulia Poggi) ha ripetuto pari pari la menzogna, affermando che: "In Europa la violenza di mariti, fidanzati, ex, è la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni!"

Sarebbe ora di protestare in massa con la RAI, per diffusione di notizie false, con riserva di denunciarli PENALMENTE per procurato allarme.
Questa paranoia del "femminicidio" sta già provocando non poche odiose conseguenze.
Due giorni fa a Como una classe di 27 ragazze di un istituto per ragionieri è stata INTOSSICATA dalle esalazioni di gas al peperoncino, con cui 3 ragazze hanno cercato di impedire un compito in classe.
Questa paranoia ha infatti portato ad un'impennata di vendite di spray al peperoncino tra le donne, ma non di rado viene usato in modo irresponsabile, non pensando che usarlo in luoghi chiusi può causare gravi danni, malori, allergie, intossicazioni, danni irreversibili alla vista, ecc.

Per lo meno, nel caso delle ragazze di Como, non potranno dire di essere state danneggiate da "mariti, fidanzati, ex".

perchè'

perchè questa gentaglia che spara balle a raffica non viene mandata nelle miniere di sale?

"La bufala della violenza

"La bufala della violenza maschile come prima causa di morte per le donne".

Invece è vero.
Se gli uomini (XY) non esistessero, le donne (XX) non morirebbero!
L'ha detto, tra le righe, anche Papa francesco qualche giorno fa: l'iniquità (cioè il non-uguale, il mysterium iniquitatis) è la radice di tutti i mali sociali.

Quindi, perché fate disinformazione?

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