Io, che scrivo più di quel che leggo

Grafomania

Ultimamente ho difficoltà a scrivere per Tagli. Ok, nessuno se ne è accorto ed è proprio questo il punto: proverò a spiegarlo in questo mio contraddittorio post. Contraddittorio perché non ha proprio senso scrivere quello che sto per scrivere considerando che con altri pazzi come me, ho aperto e porto avanti un sito di approfondimento/informazione.

Il punto è che ultimamente mi sentivo in imbarazzo perché scrivevo molto più di quanto non leggessi. Questa cosa mi mette in imbarazzo perché mi rendo conto che sto diventando uno di quelli che dice la sua opinione su tutto senza aver in realtà tempo di approfondire veramente i temi di fondo: e questa cosa mi dà un fastidio del diavolo.

Credo che questo sia un grandissimo difetto del web 2.0: è talmente facile dire la propria su un qualche mezzo, che tutti – o quasi - lo fanno. Sarebbe anche positivo a patto che a) ci si renda conto che il fatto di poter dire la propria non vuol dire necessariamente che il proprio punto di vista abbia una qualche rilevanza; b) si sia aperti a leggere anche il punto di vista di altri.

Ecco, mi sono reso conto che tra lavoro, facebook, twitter, scrivere i pezzi per Tagli e editare i pezzi degli altri (cosa che per essere onesti faccio di rado, il grosso se lo smazza il buon Mangiardi) non avevo tempo di leggere tutti i post che pubblichiamo qui su Tagli, figurarsi leggere altro

Questa cosa mi ha provocato un tale disagio da attivare il più classico dei blocchi dello scrittore: improvvisamente il mio punto di vista, il mio “taglio”, mi sembra irrilevante, perso nella marea dei migliaia di post che vengono pubblicati ogni giorno anzi peggio, perso tra le decine che pubblichiamo qui su Tagli.

Eppure sono un grafomane, da sempre, se non mi esprimo mi esplode il cervello e allora sono venuto a patti con la mia coscienza sporca di lettore lavativo e ho stabilito questa regola: potrò scrivere un pezzo mio solo dopo averne letti almeno 5 altrui o in alternativa solo dopo aver letto un libro nuovo.

Mi sembra un compromesso accettabile, non trovate?

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

Commenti

Matteo Vozza dice:

Flaubert dichiarò che per scrivere "Bouvard e Pécuchet" avesse letto più di 1500 libri. Si pensò che esagerasse, fino a quando non li trovarono. Erano densi di annotazioni e spaziavano dalla filosofia alla botanica (oggi li si può ammirare nella biblioteca municipale di Rouen).
Senza arrivare a tanto, credo che la tua remora sia sacrosanta. Io leggo poco (e ancora non lavoro!) tuttavia penso anche non dovresti rimproverarti. La logica di siti come "Tagli" si allinea (per forza di cose) alle esigenze della rete: produrre tanto, essere sintetici, essere divertenti - regole diverse rispetto a un saggio scientifico (o una tesi di laurea), ma pur sempre regole! ;)

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