Il mondo è un posto peggiore. Ed è tutta colpa di Batman

Il mondo è un posto peggiore. Ed è tutta colpa di Batman

Ancient holy wars
Dead religions, holocausts
New regimes, old ideals
That's now myth, that's now real
Original sin, genetic fate
Revolutions, spinning plates
It's important to stay informed
The commentary to comment on
Oh, and no one ever really knows you and life is brief
So I've heard, but what's that gotta do with this black hole in me?

Father John Misty, Holy Shit

La sera del 14 luglio un camion ha ucciso passanti, famiglie e turisti sulla Promenade des Anglais di Nizza. L’autista, un franco-tunisino di 31 anni, è stato fermato e ucciso dalla polizia locale, non prima di avere causato decine di morti e almeno altrettanti feriti. 

Questi sono fatti. Hanno drammaticamente monopolizzato l’informazione delle ultime ore, e non sarà certo compito mio fare la cronaca degli eventi o commentarli. 

Non è mia responsabilità lanciarmi in un’improvvisata analisi sociologica, politica o psicologica, offrire risposte o parole di conforto di qualunque tipo. Non mi sogno neanche di immaginare possibili misure anti-terrorismo. Non sono capace e non ho uno straccio di competenze per parlarne con serietà.

Il mio compito, lo sento sempre di più man mano che la mia vita prosegue e tutti i piccoli, frivoli guai quotidiani appaiono grotteschi se paragonati alle tragedie del mondo esterno alla mia bolla da privilegiato, è parlare di cazzate. 
Posso parlarvidi quella volta che pensavo che una ragazza mi volesse rimorchiare e poi voleva presentarmi il suo amico gay.
Potrei raccontare di quando ho passato la notte in un ex-manicomio abbandonato per fare la guardia all’attrezzatura di un set. 

Oppure, forse, potrei raccontare delle due settimane in cui ho vissuto a Nizza con i compagni di scuola per un soggiorno-studio. Era il 2004, avevo 15 anni e in Francia coefficiente di persone che sparavano sulle folle era decisamente più basso. Era un mondo migliore?

Forse. Di sicuro, nel 2004, mi ricordo che Batman aveva come imperativo categorico quello di non uccidere. 
Cosa c’entra? Niente. Ve l’ho detto: il mio compito non è scrivere di massimi sistemi. Io qui sono stato arruolato per parlare di Batman. 

Il Batman targato 2016 non si fa alcun problema ad ammazzare la gente. Prendete l’ultima rappresentazione cinematografica del personaggio messa in scena dal regista Zack Snyder e interpretata da Ben Affleck: il crociato incappucciato di Gotham City sgranocchia criminali come noccioline, picchia, spara e soprattutto “supera quel famoso confine”; viola il proverbiale imperativo categorico che negli anni gli lo ha sempre bloccato, anche quando era a tanto così dal fare fuori il Joker e togliersi dai piedi un terrorista una volta per tutte. 

Il Batman del 2016, quello di Ben Affleck, non si fa scrupoli a uccidere. E secondo me è un segno dei tempi. 

Un po’ come è un segno dei tempi che soffra nel leggere e ascoltare notizie di attentati più di quanto abbia mai sofferto nella mia vita. Chiedo scusa in anticipo ai retorici del “ogni morto è uguale, quando la gente muore in Siria ve ne fottete”. Ahimè, che lo vogliamo ammettere o no, un po’ ce ne fottiamo: ci dispiace un sacco, ma per noi la Siria è come fosse Saturno. 
Nizza è dove va in vacanza tuo cugino. La Promenade des Anglais è dove passeggi con gli amici mentre fai finta di andare a lezione di francese. Il 14 luglio, se capiti in Francia, è quando vai a fare festa insieme ai mangiarane. 

Quindi è davvero un mondo peggiore, ma non solo perché la guerra è stata portata dietro casa nostra. Lo è anche perché stamattina mi sono alzato e non potevo fare a meno di pensare agli immigrati: a quanto abbia intrinsecamente paura del concetto di immigrazione, e che nel nostro cervello, anche nel più ultra-liberale e progressista dei cervelli, è ormai instillato il pensiero che qualche tipo di provvedimento vada preso. 

Il mio stoicismo progressista sta vacillando, e questo non conterà nulla ma la verità è che nella mia testa il mondo è un posto peggiore soprattutto per questo motivo: perché il mondo è un insieme di punti di vista, e il mio è stato condizionato e peggiorato da un’epoca storica fatta di sangue versato in luoghi e situazioni “familiari”, di male assoluto appena girato l’angolo. 

Il mondo è un posto peggiore perché nel 2016 Batman uccide. E la cosa più grave è che ha perfettamente senso che lo faccia. 

Batman ha sfondato la barriera morale, vacillante e quasi malsana, in nome della quale lui non si sarebbe mai potuto spingere allo stesso punto-limite dei suoi avversari. Perché in quel caso non avrebbe più riconosciuto la differenza tra sé stesso e i mostri che combatte. 

Oggi Batman se ne fotte: se beccasse mai un autista di camion kamikaze a Gotham City, Zack Snyder dirigerebbe una scena in cui Ben Affleck gli spara in faccia. 

Avete presente quel buco nero che vi si crea nella pancia quando sorprendete voi stessi a pensare qualcosa di inaccettabile? Qualcosa tipo: “Sono le 2 di notte e sul marciapiede c’è un arabo che mi viene incontro. Che faccio? Cambio strada?” 

Io abito in quel buco nero, ed è terribilmente logico che sia così. È logico che la prima cosa che ti venga in mente, quando leggi di stragi come quella di Nizza, è la necessità di espellere tutte le persone di una certa razza, confessione o nazionalità dall’Europa perché condividono razza, confessione o nazionalità con gli autori dell’attentato. 

Quello che non è logico è decidere di essere il “Batman vecchia maniera”, quello del 2004. Reggere la tua baracca morale finché non arriverà il colpo decisivo a sfondarla: hai voglia a continuare a fare riflessioni sulle motivazioni e le radici del male, quando c’è quella vocina interiore (che sia Zack Snyder?) che ti sussurra i pensieri più facili nei quali abbandonarsi, le considerazioni più rabbiose.
Hai voglia a continuare a ridere in faccia a Donald Trump e Matteo Salvini, quando la retorica e lo sciacallaggio di un loro comizio è il pensiero più dolce e meno ipocrita a cui un cittadino europeo possa aderire in questo momento storico. 

Tra poco, nessuno di noi sarà più in grado di pensare ai migranti e alla tolleranza quando dietro casa nostra ci saranno stragi una volta al mese. Tra poco questo genere di attacchi ci ridurrà nello stato mentale di volere evocare qualcuno che abbia le palle di uccidere i cattivi, non solo di picchiarli; di adottare misure drastiche, non mezze misure. 

E a quel punto il mondo sarà davvero un posto peggiore

Davide Mela

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