Ho deciso di volermi male e guarderò tutto Sanremo - Quarta serata

Ho deciso di volermi male e guarderò tutto Sanremo - Quarta serata

La quarta serata del Festival, la penultima di questa edizione, è la prima serata di verdetti. Verrà premiato l'artista vincitore tra le «nuove proposte» e ci saranno le prime quattro eliminazioni tra i «campioni».
A questo giro compare la giuria critica, dunque abbiamo una componente in più nella ripartizione dei voti: il pubblico peserà per il 40%, la critica e il televoto per il 30%.
Come ho avuto modo di dire, non nutriamo eccessive illusioni, ma osserviamo.

Cominciano i giovani, le semifinali sono Amara contro KuTso e Enrico Nigiotti contro Giovanni Caccamo. Il primo confronto, lo confesso, sarebbe stata la mia finale ideale.
Pazienza.
Amara appare più sicura questa volta, non è sufficiente però a contrastare il dilagare dell'ilarità e della vivacità – leggere, ma contagiose – dei KuTso.
Sono loro ad approdare alla finale, smentendo (con mia gioia) ogni mio pronostico.
Quella tra Nigiotti e Caccamo è una sfida più aperta e viene vinta per un pugno di voti dal secondo. Non c'è niente da fare, questo Caccamo piace. Non che Nigiotti mi abbia mai particolarmente convinto, ma dalla sua almeno aveva il motivo che è – da un punto di vista pop – ben architettato.

Caccamo piace, piace talmente tanto che fa man bassa di premi. A metà serata non solo la sfida finale è vinta da lui, ma anche il premio Emanuele Luzzati, il premio della critica Mia Martini e il premio della sala stampa Lucio Dalla.
C'era la possibilità di dare un segnale di diversità ai giovani, dimostrare che anche per l'eccentricità e, perché no, per il rock ci può essere posto a Sanremo. Invece vince il conformismo, prendiamo atto. 

Tutti i «campioni» devono esibirsi di nuovo. Tutti e 20. Sarà una serata lunga, molto lunga. Troppo lunga.
La speranza è che almeno qualcuno faccia qualcosa di meglio di quanto mostrato fin qui. Poi però ci pensi: le canzoni son quelle, tanto più in là non si può andare.
In effetti tutti quanti i concorrenti confermano le impressioni lasciate durante la prima e la seconda serata. Anche se, a dirla tutta, non mancano le eccezioni: Annalisa, ad esempio, canta meglio e affronta il palco con più personalità, peccato che la canzone sia la banalità che sia; discorso simile anche per Nek che, forse galvanizzato dalla vittoria ottenuta alla serata delle cover, spinge un po' di più e ci mette della grinta.

Peggio della prima volta – e bisognava impegnarsi – riescono a fare solo Nesli, la Atzei e Moreno. Da registrare le ovazioni e i consensi roboanti che arrivano dagli spalti per i Il Volo, una favola che come da copione conquista trasversalmente il pubblico: da bambini-prodigio dei programmi canori Rai in parabola ascendente fino al Festival di Sanremo.
Per me è un incubo che diventa realtà, per altri (molti altri) è una cosa commovente, strappalacrime. La voce e la tecnica possono anche esserci, ma è un po' poco se le parole continuano a narrarci sempre le stesse storie d'amore e di romanticherie smelense.

L'unico ospite per quanto attiene alla musica della serata è Giovanni Allevi che, indovina un po', fa anche parte della commissione musicale del Festival. Perché non sfruttare l'occasione per presentare il nuovo brano del nuovo disco in uscita?
Questo nuovo pezzo, come tutti gli altri, è talmente leggero e semplice che non si capisce se sia di una banalità o piuttosto di una profondità sconcertante.
Sospendo il giudizio, ma devo dire che l'arzigogolata e cervellotica spiegazione fornita da Allevi dopo l'esecuzione mi disarma. Però, sopravvalutato o meno che sia, quanto meno suona e comunica qualcosa. A differenza dei sintetici e piatti The Avener che si esibiscono dopo.

Finalmente - nonostante Conti abbia tenuto a ricordarci in continuazione il fatto che i pezzi in gara fossero tutti belli e meritevoli - viene il momento della classifica finale. Viene composta aggregando i dati delle votazioni delle prime due serate con quelli della serata. Tornano a casa Biggio & Mandelli, Lara Fabian (qualche fischio dagli spalti), Raf (fischi più insistiti) e Anna Tatangelo.
Se sul duo comico e sulla moglie di D'Alessio non posso che essere d'accordo, prima di depennare Raf e la Fabian avrei preferito di gran lunga che venissero eliminati concorrenti come la Atzei o Moreno.
Pace, ce li sorbiremo domani durante la serata finale che svelerà (onestamente non so se voglio davvero scoprirlo) chi ha vinto quest'edizione del Festival.

doc. NEMO
@twitTagli

(Crediti foto: ANSA.it)

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