Ho deciso di volermi male e guarderò tutto Sanremo - Il panorama del festival

Ho deciso di volermi male e guarderò tutto Sanremo - Il panorama del festival

Domani inizia il Festival della Canzone Italiana, giunto alla sessantacinquesima edizione. Prima di turarci il naso e di tuffarci nel vivo della manifestazione, ecco qualche considerazione sugli artisti che andranno a comporre la rosa dei nomi.
Ci saranno venti «campioni» (leggi: quelli in gara per il titolo finale) e otto «nuove proposte», cui sono da aggiungere i vari musicisti che interverranno in veste di ospiti.

La prima considerazione da fare è che, fortunatamente, non sarà un festival di “dinosauri” della musica italiana. Se si escludono i nomi di Raf e di Marco Masini, il resto dei partecipanti si mantiene su una classe accettabile d'età.
Certo leggere nomi come quelli di Nek (ma da dove lo hanno ripescato?), Gianluca Grignani, Irene Grandi, Anna Tatangelo (anche lei, da dove mi rispunta?) e Alex Britti fa un po' sorridere, ma tutto sommato bisognava aspettarselo considerando che, nonostante tutto, è pur sempre Sanremo.
Non è un'attenuante, è solo un – ahimè, tristo – giudizio di fatto.

La seconda considerazione ci porta a sottolineare come sia oramai prassi consolidata arrivare al Festival via talent show. Non starò qui ad aprire una parentesi su quanto la cosa sia amara e triste, fatto sta che cinque dei nomi in gara vengano dai vivai (sic!) di Amici o X Factor.
Per la precisione, dal primo vengono Annalisa, i Dear Jack e Moreno, mentre dal secondo avremo Chiara e Lorenzo Fragola.
Possiamo inoltre far rientrare in questa categoria della passerella televisiva-trampolino di lancio anche i Il Volo, passati tutti e tre per Ti lascio una canzone del 2009; Grazia Di Michele, insegnante di canto del programma Amici; Biggio e Mandelli, meglio noti come duo comico-cabarettistico targato MTV (qualcuno ricorda I Soliti Idioti?  Ecco, appunto). 
Anche tra le nuove proposte figura una “leva” di Amici, Enrico Nigiotti, che – per chi segue tali programmi – sarà noto per la sua auto-eliminazione per motivi sentimentali (per la serie, mi si nota di più se...).

Terza considerazione: ma non abbiamo da proporre nient'altro che musica pop? Non ci sono altri artisti interessanti in altre aree musicali?
Del tutto o quasi assente in questa edizione risulta il rock, anche in una sua versione pop o comunque sia edulcorata. Con buona pace di chi, dopo l'edizione del 2013 – quando parteciparono i Marta sui Tubi e gli Almamegretta – si era un po' illuso in una progressiva “apertura” di Sanremo oltre la propria tipica proposta.

No, neanche lontanamente ravvicinabili alla categoria i Dear Jack che, nonostante le varie influenze che dichiarano di avere, sembrano in grado di perderle (o meglio di annullarle) tutte nel proprio sound.
Parziale eccezione la fanno i KuTso, band irriverente e tendenzialmente demenziale dal curriculum interessante e che potrebbe un po' spezzare la monotonia dell'Ariston.
Certo, non sono Elio e le Storie Tese, ma sempre meglio che niente.

Altri generi che esulino dal solito pop mainstream, sentimentale e mieloso che tanto piace in Italia sono poco rappresentati. Interessanti tuttavia, tra le nuove proposte, il jazz semplice e malinconico che fa da base a Serena Brancale, ma anche il brano della cantautrice Amara; Nina Zilli, tra i campioni, porta nel suo sound e nel suo stile vocale influenze della black music (soul, r&b) e dello swing.

A voler essere del tutto onesti bisognerebbe parlare anche dei rappresentanti “rap”, Moreno e la nuova proposta Kaligola (con la k, che fa tanto gggiovane). La loro formula è però talmente pulita, ridicola, finanche infantile e banale da risultare – giustamente – offensivo per gli amanti del genere definirli rapper.
Segno inequivocabile che tale stile stia diventando sempre più macchiettistico e modaiolo (una crisi di cui abbiamo già parlato qui e qui).

Sereno variabile sugli ospiti, infine. Quanto a musicisti internazionali avremo il nient'affatto malvagio Ed Sheeran, gli Imagine Dragons e la band indie Saint Motel.
Niente di tremendo, ma neanche di troppo entusiasmante a parere di chi scrive.
In certa misura è invece coraggiosa la scelta Conchita Wurst, presenza provocatoria e del tutto che scontata in un ambiente come quello di Sanremo; musicalmente chiudiamo invece gli occhi, che è meglio.
Conti ci ha un po' cullato col sogno dei Pink Floyd all'Ariston, ma conferme fin'ora non ce ne sono state.
In compenso avremo Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Albano e Romina Power, Gianna Nannini. E qui mi sia concesso un sonoro me'cojioni!

In conclusione c'è poco da dire. I giudizi si daranno più compiutamente a Festival iniziato, ma qualche domanda la vorrei comunque lanciare: è questo il meglio che l'Italia musicale ha da offrire?
Sono davvero questi i migliori rappresentanti della nostra musica dell'ultimo anno?
Non può proprio esserci una rappresentanza più degna e varia da un punto di vista stilistico e compositivo?
Domande sicuramente retoriche e che certo non cambieranno il mondo, ma ci vorrà pure che qualcuno inizi a farsele. 

doc. NEMO
@twitTagli

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