Global warming volume 4 - Il ritiro dei ghiacciai montani

ritiro ghiacciai montani

Uno tra gli effetti più devastanti e più evidenti del riscaldamento globale in atto è certamente quello del ritiro dei ghiacciai montani. Un ritiro inesorabile che in appena un centinaio di anni ha fatto scomparire nevi perenni in tutto il mondo, dalle nostre Alpi al Caucaso, ai ghiacciai neozelandesi, allo stesso Himalaya. Una delle conseguenze di questo scioglimento è la variazione nel livello dei fiumi: si pensa che nei prossimi anni verranno acuiti gli estremi, con periodi di magra prolungati alternati a violente inondazioni.

Una zona particolarmente a rischio è la zona himalayana e in particolare il fiume Gange, il fiume sacro per gli Indù. Ogni anno, durante la stagione dei Monsoni, quando il fiume Gange e il Brahmaputra sono in piena, nel delta del Bengala vengono scaricati quasi 250.000 m3/s di acqua. I calcoli degli scienziati hanno stabilito che i ghiacciai alimentanti attualmente il Gange rischiano di fondere completamente fusi entro il 2030 (Report ONU 2007); questo significa che il Gange nel futuro prossimo verrà solamente alimentato dalle piogge, che in quell'area a causa del cambiamento climatico dovrebbero diventare più intense rispetto ad ora nel periodo del monsone. Le simulazioni mostrano che avremo mesi invernali in cui il Gange sarà in magra o in secca e periodi estivi in cui il fiume potrà dare inondazioni più devastanti di quelle che già si verificano. Invece, uno studio molto interessante di un gruppo di scienziati italiani sull’Indo, fiume che scorre in Pakistan, ritiene che vi sarà un aumento di inondazioni a causa di una crescita del 20% delle precipitazioni nell’area: queste inondazioni interesseranno aree più a valle di quanto avviene normalmente. 

Himalaya

Altra area in cui si sta registrando un rapido scioglimento dei ghiacciai è il Causaso, dove il ghiacciaio più esteso, il Tviberi, ha perso il 34.9% di superficie glaciale dal 1810 a oggi, ritirandosi di oltre 4 km; il secondo ghiacciaio per estensione, il Chaalati, ha perso oltre il 27% dei ghiacci e si è ritirato di oltre 2 km. (Dati: climalteranti)

Si potrebbe continuare per ogni area del mondo, ma guardiamo quello che succederà (e che è già successo) in Europa, in particolare sulle Alpi. Uno studio degli scienziati austriaci ha evidenziato che quattro tra i principali fiumi europei (Reno, Rodano, Po e Danubio) sono fortemente influenzati dai ghiacciai alpini per quanto riguarda la portata: il cambiamento climatico potrebbe modificare fortemente il flusso di acqua.

La probabile futura scomparsa dei ghiacciai che li alimentano sarebbe un grosso pericolo sia per le economie dei paesi che vengono attraversate da questi fiumi sia per l’aumento di incidenza di piene del fiume sia per gli ecosistemi dei fiumi. Nelle Alpi la superficie totale dei ghiacciai è passata da 4.474 km2 a 2.050 km2 dal 1850 al 2003: la perdita totale è stata oltre la metà. Secondo il glaciologo svizzero Matthias Huss entro il 2100 sulle Alpi rimarrà solo tra il 4% e il 13% della superficie totale dei ghiacci rispetto al 2003: in parole povere tutti i ghiacciai sotto i 3.500 metri scompariranno.

Guardando le singole nazioni, un lavoro di scienziati svizzeri, usando dati da satellite, ha stimato che dal 1973 al 1999 i ghiacciai elvetici hanno perso dal 6% al 65% della loro massa - ribadisco, in appena 25 anni! Numeri anche rilevati in altre zone d’Europa (in Austria e in Germania). Non va meglio neanche nel nostro Paese: vari studi hanno evidenziato che in appena 7 anni (1992-1999) i ghiacciai alpini lombardi hanno perso dal 3% al 26% della loro area. Il ghiacciaio che più ha risentito del cambiamento climatico già avvenuto nel corso degli anni si trova tra Valle d’Aosta e Piemonte: si tratta del ghiacciaio del Lys sul Monte Rosa che dal 1860 ad oggi ha subito una ritirata di 1.7 km.

lago_effimero_macugnagaUno dei problemi dovuti allo scioglimento dei ghiacciai è certamente la creazione di laghi alpini che possono tracimare a valle e causare danni (e vittime). Un caso eclatante è stato il Lago Effimero comparso sul Monte Rosa durante l'estate del 2002. Climatologicamente parlando l'estate 2002 fu una tra le estati più calde mai registrate: a giugno lo zero termico fu tra i 4.000 e i 4.500 metri, contro una media stagionale di 3.500 metri.
Lo scioglimento dei ghiacci del ghiacciaio del Lys diede origine al Lago Effimero, un lago di oltre 4 milioni di m3 di acqua e con una temperatura di 0.5°C. Nel mese di luglio la situazione si aggravò e furono necessarie delle idrovore per abbassare il livello del lago di ben 4 metri per evitare che tracimasse a valle. Attualmente questo lago esiste ancora e si trova a 2.160 metri di quota. Fenomeno analogo è avvenuto sul versante francese del Rocciamelone a quota 3.200 m: il lago (anche qui chiamato "Effimero") è nato nel 1985 e nel 2001 aveva al suo interno ben 200.000 m3 di acqua. Il lago ha continuato a crescere di livello fino a quando nel 2005 le autorità francesi hanno deciso di svuotare completamente il bacino per evitare pericoli per le popolazioni a valle.

Lo scioglimento dei ghiacciai causato dal riscaldamento globale è un problema molto serio che ci riguarda da vicino. Questo fenomeno, come abbiamo visto tenderà ad acuirsi nei prossimi decenni, quando il riscaldamento globale peggiorerà ancora: lì, probabilmente, vedremo la scomparsa definitiva di molti ghiacciai alpini, vedremo la formazione di nuovi laghi laddove e oscillazioni sempre più marcate nei livelli dei fiumi.

Alessandro Sabatino
@twitTagli

Fonti
  • Bocchiola et al. (2011), Prediction of future hydrological regimes in poorly gauged high altitude basins: the case study of the upper Indus, Pakistan, Hydrology and Earth System Sciences, 15, pp. 2059-2075.
  • Kaser, Grosshauser e Marzeion (2010), Contribution potential of glaciers to water availability in different climate regimes, PNAS.
  • Paul et al. (2004), Rapid disintegration of Alpine glaciers observed with satellite data, Geophysical Res. Letters, 31.

Commenti

cicciusprof dice:

Quando si dice :"... un lago di oltre 4 milioni di m² di acqua..."- e - "... aveva al suo interno ben 200.000 m² di acqua..." , s'intende la superficie del lago oppure è un errore, volendo dire del volume che sarebbe invece in m³? E quando si dice: "Secondo il glaciologo svizzero Matthias Huss entro il 2100 sulle Alpi rimarrà solo tra il 4% e il 13% della superficie totale dei ghiacci rispetto al 2003: in parole povere tutti i ghiacciai sopra i 3.500 metri scompariranno." S'intende veramente "sopra" i 3.500 metri o, più precisamente, "sotto" tale altitudine?

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