E il navigar m’è dolce, in queste acque (Portogallo, parte seconda)

E il navigar m’è dolce, in queste acque (Portogallo, parte seconda)

Porto è meravigliosa, certo, ma a poche ore di macchina si aprono scenari che avevo solo immaginato nei miei sogni più belli.

Il fascino dell’entroterra portoghese, senza tempo, viene mostrato in tutto il suo splendore nella Valle del Douro e nella cittadina arroccata di Amarante. Ma andiamo con ordine. Amarante è una cittadina piccola piccola, senza arte né gloria, che merita però una visita se vi recate nella Valle del Douro.

Tranquilla, riservata, romantica e anche vagamente retrò, Amarante è tagliata in due dal fiume Tâmega. Che, seppur placido a prima vista, di guai nel corso degli anni ne ha combinati. E parecchi. Se cercate vita notturna e divertimenti, fate inversione a U e tornate a Porto. Qui ad Amarante potrete trovare altre esperienze, altrettanto o forse ancora di più indimenticabili. Questa cittadina è ideale per chi è alla ricerca di pace, relax, buon cibo e ottimo vino. Con un pizzico di cultura.

Tra i monumenti che meritano una visita, un posto di primo piano è dedicato alla Chiesa e Convento di San Gonzalo in cui, secondo la leggenda, chi è alla ricerca dell’amore della propria vita può pregare ed essere esaudito. Oppure, si può chiedere che la propria unione sia benedetta per l’eternità. Di fronte alla Chiesa, un ponte del XVII secolo che si butta a capofitto verso la riva opposta.

Proprio di fronte, si trova la Casa da Calçada, membro dei Relais & Châteaux, ricavata all’interno di un edificio del XVI secolo, un tempo dimora del Conte Redondo. L’atmosfera che vi si respira è magica e romantica allo stesso tempo. È la location perfetta per un weekend romantico. Non certo per un gruppo di amici. Senza contare che, al suo interno, si trova uno dei ristoranti stellati del Portogallo (1 stella Michelin, per il momento), il Largo do Paço Restaurant, votato secondo miglior ristorante di tutta l’Europa. I prezzi, ovviamente, si adeguano al trend stellato. Tuttavia, in pausa pranzo, è possibile lasciarsi coccolare da piatti sublimi senza spendere un occhio della testa: con 85 € viene, infatti, servito un eccellente menu degustazione.

Da Amarante, ad un tiro di schioppo, avrete la possibilità di immergervi nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità della Valle del Douro. Prima regione vinicola ad essere riconosciuta come tale (nel lontano 1756!), qui vengono prodotti il famoso e sublime vino Porto, gli spumanti, i moscati. La natura la fa da padrona: selvaggia, inospitale, scoscesa, per domarla i portoghesi hanno dovuto sudare le leggendarie sette camicie. Il panorama che si staglia imponente, oggi, è caratterizzato da terrazzamenti su cui trovano vita e prosperità le vigne del Vino Porto che dall’alto dominano il maestoso fiume Douro.

Anche qui, inutile a dirsi, gli amanti della gastronomia e dei vini avranno l’imbarazzo della scelta. Io vi consiglio di sostare, per pranzo, presso la Vintage House Hotel a Pinhão. D’estate, sotto un gazebo di un bianco abbagliante, a bordo fiume, sarà possibile assaporare piatti tipici della gastronomia portoghese, cullati dalla melodia delle acque che scorrono tranquille a pochi passi dai tavoli. Dopo pranzo, rimettetevi in macchina alla volta della Quinta do Panascal per una passeggiata con audio-guida attraverso i vigneti, alla scoperta dei processi di produzione del vino e, a conclusione, per una sessione di degustazioni di Porto. Vino a parte, la vista da qui è assolutamente indimenticabile.

A questo punto direi che un piccolo suggerimento anche su come arrivare è utile. La compagnia di bandiera TAP Portugal propone comodi voli a/r da Milano e Roma per Porto, a partire da 110 € tutto compreso.

 

Per maggiori informazioni sulla destinazione, visitare i siti www.visitportugal.com/it e http://it.visitportoandnorth.travel/.

Annalisa Costantino
@twitTagli 

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