Definizioni complesse/1 - Onestà intellettuale

Ceci n'est pas une pipe

Una buona definizione, per essere tale, deve essere, nell’ordine, univoca, non tautologica, sintetica.

Con il primo aggettivo si indica il fatto che una stessa definizione non può calzare per due realtà diverse (“macchina volante” è una definizione inadeguata per “aeroplano”, giacché anche l’elicottero è una “macchina volante”).

Con il secondo aggettivo, l’unico negativo, si intende dire che una buona definizione deve appunto spiegare, e non soltanto descrivere, la realtà cui si riferisce.

Con il terzo si indica il fatto che, tra due definizioni ugualmente efficaci per univocità e pregnanza, ma diverse per lunghezza, si deve preferire quella meno verbosa.
Le definizioni dei singoli termini si trovano su qualsiasi (buon) dizionario. Dove trovare, invece, uno strumento che dia la definizione di espressioni composite di uso comune?

L’idea è provare a farlo qui, su Tagli.me. Mi fa piacere impostare questa nuova rubrica come una specie di gioco: la redazione proporrà un concetto da definire e proverà a darne la propria definizione.

Ciascuno di voi e ciascuno di noi è invitato, nei commenti, a giudicare la definizione proposta ed eventualmente a suggerirne una migliore (quindi, nell’ordine: meno ambigua, o almeno meno tautologica, o almeno più sintetica).

Iniziamo con l’espressione “onestà intellettuale”. Secondo me, una buona definizione è la seguente: “Onestà intellettuale è discutere con gli argomenti, mentre discutere con tutto il resto è il suo contrario”.

Mi sembra una definizione per nulla tautologica, forse un po’ ambigua (c’è altro che si può definire alla stessa maniera? Magari sì) e ancora un po’ verbosa.

Chi riesce a fare meglio?

Andrea Donna

@AndreaDonna

PS: “nazional-popolare” e “politicamente corretto” sono i due prossimi concetti che mi piacerebbe provare, insieme, a definire.

Commenti

Matteo dice:

Atteggiamento morale di chi affronta un problema di definizione senza porre vincoli esterni alla propria capacità interpretiva.

ottima rubrica!

Umberto dice:

Io direi: la capacità di valutare e utilizzare fatti e opinioni nella loro verità (= no omissioni e distorsioni), nella loro linearità (= no ingigantimenti/sminuimenti), apprezzandone il significato pieno nonostante esso possa andare contro il proprio immediato interesse.

Bellissima definizione.

Bellissima definizione. Complimenti. Da tempo ne cercavo una perchè spesso mi piacerebbe trovare più onestà intellettuale percependone il significato ma non sapendola definire.

Vittoria dice:

Potrebbe essere: la capacità di discutere oggettivamente e con argomenti alla nostra portata. (una definizione un po' informale :-> )

Dante dice:

In un confronto, ammettere ed accettare altre verità oltre alla propria, senza timore di risultare, nel confronto, "sconfitti".

Andrea Donna dice:

Mi piace molto la definizione proposta da Dante. Invece, Francesco, ci vorresti dare la (tua) definizione di "anatreptica"?

Sandro dice:

Ciao,bella rubrica!
Gli spunti dati nei commenti sono molto buoni. Personalmente darei questa definizione: "Capacità di accettare le verità oggettive anche se in contrasto con le proprie opinioni". Ho tolto di proposito il concetto di discussione poiché l'onestà intellettuale si può applicare anche al di fuori di una discussione.

Luigi dice:

Per i romani, l'"honestas" era la qualità richiesta a chi ricopriva un "honorem", un incarico pubblico, facendo il bene dello stato e non il suo e l'intellettuale era colui che che era in grado di "leggere dentro" la verità senza lasciarsi influenzare dalle passioni e dall'esperienza personale... per cui io darei come definizione "Capacità di riconoscere la verità senza lasciarsi influenzare da passioni o tornaconti personali"

Francesco Da Paola dice:

:) la mia definizione di anatreptica consiste nella ricorrente, frustrante sensazione che non sia la bontà di un ragionamento a passare in primo piano: che vinca piuttosto la persuasione, la seduzione, l'arte melliflua di accenna, sottintende e divaga. anatreptico (per me) è colui che si avvale di significati non linguistici per farla franca. e ci riesce, perché nel suo pubblico non ci sono abbastanza Luca (vedi sopra) :P

Andrea Donna dice:

Appuntamento a lunedì, allora! Si parlerà di "politicamente corretto". Va da sé che chi vorrà proporci un post con un proprio concetto e una propria definizione non ha che da farsi avanti.

Ragnal dice:

Onestà intellettuale: Farsi solo sempre i propri interessi e dichiararli solo se utile a perseguirli.

Paolo Aiello dice:

Tendenza ad avvicinarsi il più possibile a una verità oggettiva, senza lasciarsi fuorviare da sentimenti, inclinazioni e desideri personali.
In una discussione implica:
- la massima attenzione agli argomenti altrui
- la costante disponibilità a cambiare idea di fronte ad argomenti convincenti
- concepire la discussione come una collaborazione alla ricerca di una verità comune e non come una gara dialettica.

Paolo dice:

Onestà intellettuale:
Tendenza ad avvicinarsi il più possibile a una verità oggettiva, senza lasciarsi fuorviare da sentimenti, inclinazioni e desideri personali.
In una discussione implica:
- massima attenzione alle idee e agli argomenti altrui
- costante disponibilità a mettere in discussione le proprie convinzioni, e a cambiare idea di fronte ad argomenti persuasivi
- concepire la discussione come una collaborazione alla ricerca di una verità comune e non come una gara o un combattimento dialettico

Byron dice:

'Onesta' intellettuale' e' una cagata pazzesca,
senno' voglio anche Onesta' fisica, morale, spirituale, finanziaria, lavorativa, etc. credo che il 99% delle persone lo dice ad-cazzum, senza neanche sapere cosa vuole dire, giusto per fare effetto. Gli altri perfavore usate 'coerenza'.

Giovanni Presutti dice:

Onestà intellettuale. Spesso chi ne fa uso manca proprio di onestà intellettuale in quanto manca di capacità di analizzare eventi, senza farsi influenzare da logiche soggettive.

Onestà intellettuale

Definizione di onestà intellettuale:
Capacità di non autoconvincersi di ragionamenti fatti a posteriori.
Spiegazione: Le persone, quasi la totalità, arrivano a delle conclusioni (relativamente arbitrarie) per poi dopo costruire un ragionamento, razionale in apparenza a colui che lo elabora, che avalli tali conclusioni; con conseguente incapacità di formulare o accettare ragionamenti più efficaci o corredati di prove che arrivano a conclusioni differenti. Questa è "disonestà intellettuale".

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