DC contro Marvel. Chi sta vincendo la sfida al cinema?

DC contro Marvel. Chi sta vincendo la sfida al cinema?

Marvel e DC sono due nomi che appartengono alle radici della cultura popolare da più di settant’anni: due case editrici di fumetti che mettono in scena uno di quei dualismi atavici degni di Beatles contro Rolling Stones, Star Wars contro Star Trek, Apple contro Android, carbonara contro amatriciana.
Da diversi anni però, la lotta non si limita alla carta stampata, che anzi rappresenta una percentuale minore rispetto al mercato nel quale operano le due imprese: il cinema ha scoperto lo sterminato potenziale commerciale dei supereroi, e gli anni 2000 hanno segnato una vera e propria nascita del genere “cine-fumetto”.
Quale studio cinematografico, tra i Marvel Studios, di proprietà Disney, e la DC Comics, i cui diritti di sfruttamento sono in mano alla Warner Bros, sta avendo il maggior successo commerciale al box office? Chi dei due colossi editoriali di fumetti ha prodotto i migliori risultati, in termini di qualità e ritorni economici?

L’altro giorno stavo avendo questa conversazione con me stesso. Il primo me stesso ha subito risposto:
Beh, sicuramente la Marvel. Spiderman da solo sta sbancando botteghini da un decennio e mezzo, e dal 2007 ad oggi i Marvel Studios hanno realizzato una visione ambiziosa di universo narrativo collegato, multi-franchising di successo e puro e semplice “world-building” a cui il suo concorrente non può nemmeno aspirare.

Al che, il secondo me stesso ha ribattuto:
Batman.

Pensavo che il secondo me stesso avesse vinto. Di solito, rispondendo “Batman” si vince sempre. Ma ultimamente pare che Batman sia diventato terribilmente simile a Ben Affleck, quindi ho deciso di approfondire la questione e cercare dati precisi per rispondere alla domanda. Chi, tra i due giganti del fumetto americano, sta vincendo la guerra al cinema?

Il primo dato da considerare è che Hollywood sta producendo adattamenti di fumetti della DC da decisamente più tempo rispetto alla Marvel. Quest’ultima ha dovuto aspettare Sam Raimi e Bryan Singer prima di tirare fuori un film decente da una sua proprietà, ed è “nata cinematograficamente” con Spider-Man e X-Men.
La DC, d’altra parte, ha portato Superman al cinema già dal 1978 e gode dei due brand più importanti dell’intero settore: anche i sassi conoscono Clark Kent e Bruce Wayne, mentre prima del 2008 il nome “Tony Stark” era roba per pochi.

Ora, pensate a Superman e Iron Man come a due marchi. Quanto immaginate sia cresciuto il brand Superman dal ’78 ad oggi, e quanto è incrementato il valore del marchio Iron Man?
I tentativi di rilanciare Superman al cinema, dopo l’esaltante successo della saga degli anni ’80 con protagonista Christopher Reeve, sono molteplici; tuttavia, nessuno può dirsi un successo assoluto. L’ultima operazione, fondata su un reboot completo ad opera di Zach Snyder, David Goyer e Christopher Nolan, ha portato all’uscita de “L’uomo d’acciaio” nel 2013.
Nonostante il discreto successo commerciale, il nuovo Superman cinematografico ha incassato meno dei sequel dedicati ai due personaggi “minori” dei Marvel Studios, Thor e Capitan America.
In sostanza, il prodotto di punta del marchio DC, il supereroe per eccellenza con cui tutto il mondo è familiare, non produce risultati all’altezza di due personaggi Marvel teoricamente “poco collocabili” come il dio del tuono e il soldato a stelle e strisce.

Il caso di Iron Man è diamentralmente opposto a quello appena presentato. Il film del 2008 è il primo prodotto ufficiale dei Marvel Studios come casa cinematografica indipendente: un personaggio poco noto al grande pubblico interpretato da un attore privo dello star-power necessario per guidare un film alla sicurezza commerciale.
La premessa era quella della più rischiosa e costosa scommessa che uno studio al suo primo lancio ufficiale abbia mai tentato. Il risultato è stato il mattone fondamentale alla costruzione dell’universo narrativo dei film Marvel, la trasformazione di Iron Man in uno dei più popolari supereroi mai disegnati e il veicolo che ha permesso al suo interprete, Robert Downey Jr, di diventare l’attore più pagato al mondo.

Ma come si traduce questo discorso in numeri? È possibile avere un verdetto allo scontro Marvel – DC attraverso la contabilità dei biglietti staccati nei cinema?
I dati economici, rilevabili da portali come Boxe Office Mojo e Imdb, dichiarano un chiaro vincitore: uno studio cinematografico capace di mettersi in tasca (includendo anche le licenze di sfruttamento vendute alle altre case) 17.7 miliardi di dollari in un tempo relativamente breve. Avete ancora dubbi sull’identità di questo studio, o devo arrabbiarmi tipo Bruce Banner? (che per chi non lo sapesse, quando si adombra diventa grosso verde e cattivo: foto a lato).

In termini di business, la Marvel sta semplicemente distruggendo il suo concorrente diretto nel settore dei film supereroistici. Secondo una ricerca di theverge.com, la DC Comics non arriva a 9 miliardi in biglietti venduti dal ’78 ad oggi, tenendo presente inflazione e cambiamenti fisiologici di mole di pubblico.
Nel podio dei maggiori tre incassi tra tutti i cine-fumetti mai distribuiti, le prime due posizioni sono occupate da film Marvel: segnatamente, The Avengers (altrimenti conosciuto come “il più grande film di tutti i tempi”) e Iron Man 3.

 

Per la terza e quarta posizione, pensate alla risposta del secondo me stesso. Immaginate un mondo (commercialmente) dominato da Hulk, Iron Man e Thor, e poi inserite un solo uomo in tuta da pipistrello a reggere la baracca traballante della sua azienda.
Se la divisione cinematografica della DC Comics è ancora viva, lo deve all’unico personaggio dimostratosi capace di sfondare al cinema nel terzo millennio. Batman ha sempre goduto di una visione alle sue spalle, autori, scrittori e registi più o meno in forma ma comunque in grado di portare a casa un risultato commerciale di altissimo profilo.
Non per caso, al momento di pensare al secondo capitolo del franchise cinematografico dedicato a Superman gli autori hanno rapidamente virato su un più attraente “Batman contro Superman”, sperando che l’indiscusso valore del brand Batman trascini al successo anche il suo collega DC.

L’esperimento poteva avere un senso. Poteva segnare un cambiamento di strategia all’interno dei piani di DC Comics e Warner. Ma la verità è che il progetto sul lungo periodo presentato dai dirigenti sembra troppo imitare frettolosamente le attività, ben programmate e strutturate nel tempo, dei loro rispettabili competitor.
L’idea “Batman contro Superman” si è presto convertita in “Dawn of Justice”, un’introduzione al film corale dedicato a tutti i supereroi DC, quella “Justice League” che finirà inevitabilmente per apparire come una tardiva imitazione agli occhi del pubblico generalista.

Mentre la DC annaspa in cambi di direzione, incertezze e progetti ambiziosi sviluppati troppo in fretta, Marvel sbanca i botteghini americani con un film i cui protagonisti sono un procione e un albero parlante. Dimostra coraggio, visione, voglia di sperimentare e affidare progetti ad artisti emergenti più che autori affermati. 
Dimostra, infine, che il business della Marvel sta massacrando la concorrenza, e la DC ha ancora tanta strada da fare.
Detto questo, se vi chiedono qualcosa voi rispondete: “Batman”. Di solito funziona. 

Davide Mela
@twitTagli

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