Cronache calabre/1 - L'arrivo

Cronache calabre/1 - L'arrivo

Al sud ci devi arrivare, innanzitutto. Devi trovare un mezzo di trasporto, individuarlo, sceglierlo, acquistare il biglietto e salirci sopra. 
Nessuno di questi passaggi è scontato, ragazzi miei.
In tal senso prendere un aereo per Delhi ha una percentuale di certezza molto più alta che prendere un mezzo per la Calabria, l'ho sperimentato in prima persona.

Per anni tutta la mia famiglia ha raggiunto la Calabria in treno e nessun altro mezzo era annoverato nel ventaglio delle scelte. Potevi decidere se preferivi il notturno o il diurno, se volevi cambiare a Milano o a Bologna, se c'era una coincidenza a Bari solo per ferrati conoscitori di tratte ferroviarie, ma era sempre la rotaia a portarti a destinazione.
Noi del treno guardavamo quelli che prendevano il pullman con un misto di pietà e compassione. Forse costoro lo facevano per una forma di sacrificio religioso, forse era un ex voto! Non v'era altra spiegazione plausibile. Mio nonno scuoteva la testa ripetendo "non ti puoi alzare, in pullman non puoi nemmeno sgranchirti le gambe. E per andare in bagno? Che ce lo devi chiedere all'autista come alla schola?". Tranchant.

L'aereo non è mai stato nemmeno preso in considerazione, un po' per un elemento di rassicurante abitudine, un po' perché l'aeroporto più vicino distava 5 ore di viaggio in macchina su sterrato (sempre che avessi qualcuno che poteva venirti a prendere) e gli aerei arrivavano matematicamente a orari impossibili per prendere qualsivoglia mezzo pubblico successivo.

Per noi che bazzichiamo nei pressi di Crotone, l'avvento della provincia (KR, capite, KR!) ha segnato la svolta. Da lì a un attimo è spuntato l'aeroporto e con "soli" 7/800 euro potevi gustare un comodo aereo Torino-Crotone.
Ma nemmeno questo ha scalfito le convinzioni familiari, va da sé.
Fino a quest'anno. L'anno famigerato in cui hanno tolto i treni notte (per poi rimetterne delle parvenze, quando era ormai troppo tardi), obbligando i viaggiatori nord-sud che volessero fare la tratta in treno a 3 o 4 cambi. Non solo dunque 15 ore di viaggio, ma per di più nel perenne sali e scendi.

E vabbé, si fa, direte voi. No che non si fa, perché se stai andando giù in treno vuol dire che il tuo bagaglio è composto da nonni, cane, valigie, mangiare, acqua, pentole e altri orpelli decorativi. Come gli Iron man hanno bisogno di un anno per riprendersi dallo sforzo della competizione, così la famiglia in viaggio ha bisogno di almeno 10 ore per riprendersi dallo sforzo di caricare i bagagli sul treno. Altrimenti non c'è ammortamemto.
E quindi quest'anno siamo scesi tutti in aereo e tutti scaglionati. Io sto viaggiando oggi, da sola. Al momento sono a Crotone e voci di corridoio mi hanno detto che un pullman mi porterà a destinazione.

"Da quale stallo parte?"
"Buh, poi vediamo"
"E a che ora?"
"12.30, se l'autista arriva in tempo..."

La conseguenza è che al momento sono seduta al tavolino del bar della stazione dei bus e le mie speranze di arrivare a casa non sono calcolabili: potrei essere in spiaggia alle 14, come potrei non farcela mai.
Ma il bello, in fondo, sta proprio qui.

Vicino a me bevono Brasilena (se non sapete cos'è dovrete attendere, perché la Brasilena merita in capitolo a parte, abbiate pazienza), i bambini urlano, tutti mangiano e io mi sento a casa.
In 20 minuti una famiglia mi ha invitata da loro a Bologna (perché siamo calabresi e lavoriamo anche noi in Comune, praticamente siamo parenti), l'autista dell'autobus almeno sessantenne mi ha chiesto il numero di telefono, il vicino di posto aveva un fratello a Torino e sapeva che da noi fa freddo, i due ragazzi di fianco all'andata sono stati abbandonati da un pullman fuori dall'aeroporto, congedati con la seguente frase "essù, non fatemi fare tutto il giro".
Ed è solo l'inizio.

C.
@twitTagli

Ps: sono salita su un pullman che recava la scritta "Cirò M- Torre Melissa". Scelta coerente, dovendo andare a Cirò. Sono andata dall'autista per fare il biglietto e lui mi ha detto:

"Non è questo"
"Ah. Ma c'è scritto..."
"Lo so, ma non si ferma. Vai di fianco."

Non ho protestato. Non si protesta di fronte al Mistero.

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QUI LE ALTRE PUNTATE

Cronache Calabre 1 - L'arrivo
Cronache Calabre 2 - I saluti
Cronache Calabre 3 - Il Ferragosto
Cronache Calabre 4 - La Brasilena
Cronache Calabre 5 - La fede e la superstizione
Cronache Calabre 6 - I sistemi educativi

Commenti

Babyjan dice:

Che bello leggere queste cose, quanti ricordi! La mia famiglia ha sempre optato per l'auto, guidava solo mio padre. Così non avevamo problemi con gli spostamenti in loco che, se abiti in un paesino arroccato su una collinetta, non è da sottovalutare.
Ogni anno esportavamo quantità industriali di Brasilena!!! Qui è introvabile...

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