Chi paga il Bayern Monaco?

Chi paga il Bayern Monaco?

Anche se quest’anno le cose sembrano andare leggermente meglio, l’unico argomento sul quale noi tifosi italiani concordiamo è la crisi del nostro calcio. Colpa della crisi economica, si dice, che ha danneggiato i nostri “paperoni” impedendo loro di competere con i grandi investimenti del calcio europeo.

È vero, il calcio europeo sembra sempre meno economicamente sostenibile. Se però vogliamo porre uno sguardo un po’ più attento alle dinamiche del nostro pallone e capire i motivi di questo declassamento – del perché non fa più notizia se la squadra che sta per vincere lo scudetto a quota 100 e rotti punti viene eliminata in semifinale di Europa League da una portoghese, o del come sia possibile che il club che si presenta ai nastri di partenza del campionato da “secondo favorito” (pare uno di quei casi in cui un’espressione come questa è terribile ed efficace) subisca una lezione brutale dai campionissimi (per carità!) del Bayern Monaco raccogliendo il pallone in fondo al sacco per 7 volte in soli 90’ – potrebbe essere utile dare uno sguardo al “Football Money League”, il documento redatto ogni anno da ‘Deloitte’, e giunto alla XVIII edizione.

Perché si scoprono dati interessanti. Per esempio, che la squadra che ha dominato il calcio europeo per prestazioni e continuità negli ultimi cinque anni non ha alle proprie spalle né sceicchi né paperoni dell’est (o dell’ovest) ed è il Bayern Monaco. 
Il Bayern non è noto per le spese pazze del mercato estivo, anche se nel 2013 ha portato a casa un centrocampista come Javi Martinez – non esattamente un fenomeno – per 40milioni; i Suarez, i Neymar, i Bale, i Ronaldo e i James Rodriguez si dirigono verso altri lidi perché non fanno parte della sua politica societaria.
Rimane però la constatazione che la rosa di Guardiola è una delle migliori per qualità.

COSA DICE IL “FOOTBALL MONEY LEAGUE” DEI TEDESCHI 
Il ‘Football Money League’ mette in luce due aspetti: 

1) il bilancio pone la società tedesca tra le virtuose del calcio europeo
2) ciò avviene senza l’intervento di capitale straniero: “il Bayern ai bavaresi” si potrebbe dire. 

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: chi paga il Bayern Monaco?

Nella stagione 2013/’14, il Bayern Monaco si è attestato al terzo posto in Europa nella classifica che rendiconta le entrate complessive (ricavi da trasferimenti di giocatori esclusi), con un incremento di ben 50 milioni rispetto alla stagione precedente. Al primo posto si trova il Real Madrid (549.5 milioni di incassi), al secondo il Man Utd (518), autore di un balzo di quasi 100 milioni nonostante una stagione fallimentare (lo United è fuori dalle coppe europee per la prima volta dopo quasi vent’anni). Poi Bayern (487.5) e Barcelona, l’anno prima secondo, con 484.6.
Nonostante il sorpasso del Manchester United, la passata stagione è stata ottima per le casse dei bavaresi dato l’incremento del 13% per le entrate, un dato superiore sia in percentuale sia in valore netto alle due spagnole. 
Per capire le ragioni di questa brillantezza economica è bene procedere per gradi: il primo passo è l’analisi della struttura societaria dei tedeschi.

L’AZIENDA BAYERN

Questo è lo schema societario del Bayern prima dell’ingresso di Allianz, avvenuto tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 per un totale di 110 milioni di euro.
La detentrice delle maggioranza assoluta delle quote del FC Bayern München AG (la squadra di calcio) è la FC Bayern München e.V, in cui “e.V” sta per eingetragener Verein, una società gestita attraverso il meccanismo dell’azionariato popolare.
La società di controllo, secondo quanto stabilisce la legge tedesca per le società sportive, non può scendere sotto la quota del 50%+1 e attualmente possiede il 75% delle quote della squadra di calcio (più, in quanto polisportiva, quelle delle società di altri sport).
Il restante 25% è suddiviso tra i tre investitori tedeschi, tutti egualmente all’8.33%: l’Adidas, l’Audi e l’Allianz. 

La società calcistica “FC Bayern München AG” controlla il 100% dell’Allianz Arena München Stadion GmbH, proprietaria dello stadio bavarese, e con quote del 50% le società Allianz Arena Payment GmbH, Arena Stadium Beteiligungs Gmbh & Co. Kg e FC Bayern Tours Ltd [1]. 
Restando alla FC Bayern München e.V, si devono spendere due parole sullo strumento dell’azionariato popolare e sulla sua natura di polisportiva.
Nessuno dei due è molto diffuso in Italia anche se si tratta di un sistema intelligente , e in questo caso mi riferisco alla polisportiva, che permette l’abbattimento dei costi – dal merchandising all’acquisto del materiale tecnico, che in molti casi può essere effettuato sotto il nome di una stessa azienda avvalendosi di un consistente ribasso dei prezzi. 
Oltre alla sezione calcistica, il Bayern possiede una società di basket, di pallavolo, di calcio femminile più altre sezioni sportive minori [2].

Per quanto riguarda l’azionariato popolare, i tedeschi non sono l’unica squadra europea a dotarsi di un sistema simile, e anzi, l’esempio più famoso è legato all’esperienza di successo del Barcelona, il mes que un club simbolo della Catalogna che in anni recenti ha dato spettacolo in tutta Europa. E anche le finaliste della scorsa edizione della Champions League sono organizzate allo stesso modo. 
L’azionariato popolare permette ai tifosi di finanziare il club in maniera diretta attraverso una loro società che, tramite un’assemblea generale, esprime un consiglio direttivo spesso decisivo nel momento della ratifica del bilancio.

In questo modo si garantiscono due cose: la partecipazione dei tifosi – il che vuol dire legare i propri tifosi alla causa sportiva, con tutte le conseguenze che questa decisione può avere in termini di merchandising e seguito allo stadio – e il mantenimento di una certa stabilità societaria nei momenti di cambio ai vertici o in presenza di presidenti particolarmente eccentrici o che strumentalizzano la squadra per motivazioni personali.
Senza arrivare agli estremismi catalani, dove il Barcelona è davvero una delle rappresentanze più forti dell’orgoglio regionale, anche nel caso del Bayern si evidenzia il forte legame tra territorio e società. 

I tifosi sono così soci (ne esistono di tre tipi: onorari, effettivi e promotori): con un costo di adesione di circa 60 euro, la FC Bayern München e.V. ne conta più di 250.000, per la precisione 251.315 al 31/12/2014.
Il presidente del consiglio di amministrazione del Bayern München AG (la squadra di calcio) è l’ex centravanti dell’Inter (oltreché, ovviamente, dei tedeschi) e due volte pallone d’oro, Karl-Heinz Rumenigge. Karl Hopfner è il presidente della società “FC Bayern München e.V.”

Tornando ai 487 milioni di euro, va considerato prima di tutto che questo denaro è frutto soltanto della gestione calcistica.
Come si suddivide questo enorme flusso di denaro?
Il bilancio di ogni società di calcio è costituito da tre tipi di entrate: i ricavi commerciali (commercial), il broadcasting (i diritti tv) e i ricavi derivanti dalla gestione dello stadio (matchday).
Il Bayern ottiene specificamente il 60% dai primi, il 22% dal secondo e il restante 18% dai terzi. 

COMMERCIAL
Nel 2013/’14 i bavaresi si sono classificati al secondo posto in Europa per introiti commerciali, fatturando quasi 292 milioni di Euro. Solo il Paris Saint Germain ricava di più (327.7 milioni, +12%): si tratta però di un accordo, quello tra i parigini e il Ministero del Turismo del Qatar, sicuramente facilitato dal fatto che la Qatar Sports Investments sia la proprietaria della società parigina dal 2011.
Il risultato del Bayern in questo senso è ancora più eclatante perché non è la diretta conseguenza di contratti la cui natura economica è perlomeno discutibile.

Un nuovo accordo con il main sponsor, la “Deutsche Telekom”, permette al Monaco di incassare 30 milioni l’anno, ma è il merchandising che ha reso oltre le più rosee aspettative assestandosi, con un aumento del 27%, a 105 milioni di euro.
Il Bayern, nella stagione che l’ha visto laurearsi campione del mondo (2013-’14), ha venduto 1.3 milioni di magliette, più di tutte le altre squadre della Bundesliga messe assieme.

BROADCASTING
Il broadcasting (diritti tv) determina un ricavo di 107 milioni, dei quali meno di trenta provengono dal campionato.
La Bundesliga è, in questo senso, una delle leghe che meno si valorizza (monetariamente), se si considera che il Norimberga, ultimo nella stagione 2012/’13, aveva incassato “soltanto” 13.6 milioni in meno dei campioni di Germania, assestandosi a quota 12.2 milioni di euro.
Ai match di campionato devono essere aggiunti i diritti derivanti dalle competizioni UEFA e FIFA (il Bayern disputa ogni anno la Champions League e nel 2013/’14, in quanto vincitore della Champions, ha giocato e vinto la Coppa del Mondo per Club FIFA), i match di Coppa di Germania e le amichevoli che, nel mercato globale, i grandi club disputano per il momento soprattutto durante l’estate. 

MATCHDAY
L’Allianz Arena, costruito nei primi anni Duemila in occasione dei Mondiali di Germania 2006, è lo stadio di Monaco e ha una capienza di 71.137 posti che lo inserisce nella lista degli impianti più grandi d’Europa.
La società assicurativa Allianz ha acquisito il naming rights per i prossimi trent’anni; tuttavia, la particolare regolamentazione dell’UEFA, che vieta la cessione del nome di uno stadio a uno sponsor, fa sì che nelle partite di Champions League o come nella finale di Champions League del 2012, l’Allianz Arena assuma la denominazione di “Fußball Arena München”.

Nel 2013/’14, gli introiti derivanti dallo stadio hanno sfiorato i 90 milioni di euro, attestandosi a quota 88, mentre due anni prima si assestavano a 72.
Ciò ha permesso alla società bavarese di estinguere il debito contratto per la costruzione dello stadio con 16 anni di anticipo (la scadenza prevista era il 2030). Un particolare non di poco conto: da questa stagione, la totalità dei proventi delll’impianto entrerà nelle casse del Bayern Monaco e sarà destinata o alla campagna di rafforzamento della rosa o agli eventuali ampliamenti della stessa costruzione che, a quanto pare, sono già in fase di studio. 

CONCLUSIONI: IL BAYERN, L’ITALIA E L’ARRETRATEZZA DI UN MOVIMENTO
Il Bayern rappresenta pertanto un eccezionale esempio di gestione sportiva e finanziaria per un club di calcio in grado di compiere quel passo che porta le società sportive, nel calcio in primis, a essere vere e proprie imprese capaci di slegare le perfomance sportive dai destini finanziari.
In Italia, purtroppo, nessuno sembra potersi avvicinare a questi numeri. La Juventus, con la costruzione dello stadio di proprietà, si è incamminata su questo percorso, ma la strada è ancora lunga, anche per via di un movimento che si sta muovendo sulla strada dell’innovazione imprenditoriale e della gestione manageriale dei club – con notevole e colpevole ritardo – soltanto ora.
Le altre squadre italiane, al netto di progetti, investimenti e investitori stranieri o nostrani che o non si sono ancora materializzati o non hanno (ancora) prodotto risultati apprezzabili, guardano il modello bavarese ancor più da lontano.

Il caso del Bayern dimostra soprattutto un fatto: che, pur essendo indipendente da magnati o grandi investitori stranieri, il calcio è ancora uno sport sostenibile.
A patto che lo si gestisca seriamente.

Maurizio Riguzzi
@twitTagli 

[1] Inizialmente era previsto che il secondo club bavarese, TSV München 1860, avrebbe acquisito il 50% delle quote, ma nel 2008 si optò per questa soluzione e ora il Bayern detiene il 100% dell’Allianz Arena.

[2] Il bilancio di ciascuna società è del tutto indipendente dai ricavi generati dal colosso calcistico.

Commenti

Aggiungi un commento

I commenti su Tagli non sono soggetti a moderazione preventiva. La Redazione declina ogni responsabilità circa il loro contenuto, e si riserva il diritto di rimuoverli a propria assoluta e totale discrezione.
Tagli ribadisce pertanto che ogni opinione, accusa o illazione inviata nei commenti è sotto la responsabilità civile e penale dell'autore. La Redazione si riserva di fornire gli estremi dell'autore di ciascun commento ritenuto lesivo all'autorità giudiziaria.
Per maggiori informazioni, consulta la sezione Termini e condizioni di utilizzo.

Plain text

  • No HTML tags allowed.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.
  • Lines and paragraphs break automatically.
CAPTCHA
This question is for testing whether or not you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.