Buttafuoco, quel musulmano che non va giù

Buttafuoco, quel musulmano che non va giù

L’articolo 3 della nostra Costituzione afferma che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”. È il terzo articolo, sul podio della Costituzione - e quindi nemmeno così irraggiungibile da chi, pur non masticando il diritto o pur non volendosi cimentare nella lettura integrale della Carta, voglia sfogliarla per vedere cosa s’inventarono quei mattacchioni nel 1947.
Davvero: è un inizio non troppo impegnativo, e permette già di fare una bella figura se sfoderato in qualche ordinaria conversazione.

Ma l’Onorevole Giorgia Meloni (sul podio anche lei, ma quello delle polemiche discriminatorie) sembra non esserne al corrente, ed urla allo scandalo non appena un collega (l'Onorevole Attaguile, coordinatore di “Noi con Salvini” in Sicilia) propone come ipotetico successore di Crocetta il giornalista scrittore Pietrangelo Buttafuoco.
Catanese, ex missino, giornalista e raffinato scrittore con un passato al Foglio, al Giornale, su Canale 5 e su La7, ed un presente che comprende anche il Gruppo 24 Ore ed il Fatto Quotidiano, Buttafuoco (foto a destra) è senza dubbio un intellettuale di caratura nazionale.
Lo riconosce perfino la Meloni, che sul suo profilo Facebook di lui scrive: è “senza dubbio un validissimo intellettuale e una icona della destra”, oltre che “un amico”. Ma, poveretto, il suo amico ha una pecca: si è convertito all’Islam.

La pecca è talmente grave che la Meloni prosegue, dichiarandosi pronta persino a prendere le distanze dalla Lega Nord e dal suo altrettanto amico Matteo Salvini. Questo perché, attenzione, l’Italia e l’Europa in questo momento devono “rivendicare le proprie origini greche, romane e cristiane davanti a chi vorrebbe spazzarle via”. Ergo, non si deve di certo permettere a un musulmano di fare politica.

La bella notizia è che sulla pagina Facebook dell’Onorevole Meloni - oltre ai commenti in cui ricorre la sempre divertente gara a chi ha fatto o inventato di più tra Cristiani e Musulmani, e a chi nei secoli ha sterminato più persone - persino qualche suo fan storce il naso e le dice che, nonostante l'affetto e l'immutata e immutabile stima, la signora ha “toppato di brutto e mostrato scarsa cultura nel trattare la questione” perché “la Destra della Tradizione, dei Popoli, dell’Identità e della Sovranità non deve poggiare su posizioni tanto sempliciotte e superficiali”.
Ne so ben poco, di questa destra e delle sue quattro specificazioni; ma deo gratias qualcuno di razionale c’è ancora anche da quella parte.
La dolce-amara notizia su cui in molti concordano (anche su Twitter) è invece che così facendo, la Meloni riesce a far sembrare Salvini - che, si sa, è famoso per non nutrire un amore spassionato per i musulmani in Italia - quasi umano e tollerante. 
Decisamente un primato da Guinness.

Commenti (e idee) come quello largamente condiviso dell’Onorevole Meloni sull’argomento mostrano quanto questo Paese e i suoi abitanti siano diventati, o forse siano sempre stati, intolleranti.
Sono spaventati, l’Italia e gli Italiani; spaventati da ciò che è ormai italiano e tra i nostri confini, ma lo è soltanto da qualche decennio e non da qualche secolo.
Finiscono per generalizzare su tutto; finiscono per perdere il senso della ragione illuminista (questa sì, intrinseca alla storia continentale, e di cui sarebbe il caso di riappropriarsi).
Finiscono per discriminare un italiano per la sua religione; finiscono per credere che ogni musulmano sia un potenziale membro dell'ISIS; tremano al pensiero che Buttafuoco voglia addirittura islamizzare la Sicilia e farla tornare all’epoca saracena.

Tornando al nostro caro articolo 3, secondo comma, leggiamo che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli […] che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Non so voi, ma in questo momento a me sembra che atteggiamenti come quello della Meloni siano l’ostacolo di cui si parla in questo articolo. 
Sarebbe compito della Repubblica, e di noi cittadini, rimuoverli.

Elle Ti
@twitTagli

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