Alcune cose che la Germania ha dato al mondo

Alcune cose che la Germania ha dato al mondo

Iniziando questo articolo vorremmo mostrarvi un'immagine. Se siete deboli di cuore, smettete subito di leggere; se non lo siete, sedetevi e prendete un bel respiro. Siete pronti? Poi non dite che non vi avevamo avvertito...

Quest'immagine, pubblicata dalla pagina filo-grillina Dimissioni e tutti a casa è stata condivisa 50.000 volte! Se ci aggiungiamo le condivisioni abusive (persone o pagine che invece che condividere direttamente il link copiano l'immagine sul loro profilo per poi ricondividerla), andiamo oltre i 100.000 (centomila!) utenti.
Eccovi il corpo del reato:

Centomila persone non solo pensano che la Germania non abbia dato al mondo altro che guerre, totalitarismo, eccidi e impoverimento di 1/3 degli europei, ma annoverano tra i meriti della Grecia anche l'Astrologia (non astronomia, proprio astrologia) che tra l'altro viene inserita nell'elenco molto prima della democrazia. E anche su quest'ultima ci sarebbe da dire qualcosa, ma il discorso si farebbe troppo lungo.

Siamo abbastanza sicuri che se state leggendo probabilmente non siete tra coloro che hanno condiviso quell'immagine, anche perché chi condivide un'immagine del genere facilmente è assai poco familiare con la lettura... ma rimane molto probabile che l'immagine vi sia passata davanti, condivisa da qualche contatto invasato. Con questo pezzo ci proponiamo di fornire ai suddetti un piccolo ripasso di quello che la Germania ha dato all'umanità.

Mettiamo quindi da parte la querelle Grecia vs Germania, i nostri giudizi di valore e di fatto sulla questione (che, peraltro, non sono certo generosi nei confronti dei tedeschi come potete leggere qui, qui e qui) e vestiamo per qualche riga i panni di Vittorio Sgarbi.

Cosa dobbiamo alla Germania:

  1. Cultura. Gutenberg, ce lo insegnano a scuola (a quanto pare mai abbastanza), ha inventato la stampa a caratteri mobili a metà XV secolo. Vi pare poco? Sappiate solo che la cultura in generale – e anche quella greca in particolare – devono tanto a questa invenzione, primo passo delle tecniche moderne di stampa, della riduzione dei suoi tempi e dei suoi costi, della maggiore e più rapida circolazione dei testi e dei libri. Se oggi le vostre case sono piene di libri, lo dovete anche al mondo tedesco. Capre!

  2. Letteratura. Qui lo sforzo è ancora minore, o almeno dovrebbe. Lo Sturm und Drang che anticipa la temperie romantica, le opere di Goethe, di Schiller, di Novalis, di Hölderlin, dei fratelli Grimm, di Thomas Mann, di Herman Hesse, di Franz Kafka, di Lessing…insomma, siete ancora convinti che la Germania non abbia dato nulla al mondo della letteratura? Capre!

  3. Scienza. Tralasciando per motivi di spazio tutti gli illustri nomi precedenti il 1900, mi limito ad un piccolo elenco: Planck, Heisenberg, Schroedinger, Pauli, Bohr, Einstein... praticamente la doppia rivoluzione (meccanica quantistica e teoria della relatività) che si è avuta nella fisica agli inizi del '900, che ha completamente ristrutturato la nostra comprensione dell'universo, è in gran parte appannaggio di fisici tedeschi. Ma non si tratta solo di fisica: gli studi di Freud (sì, è austriaco, ma di lingua tedesca)  sono ritenuti ancora classici basilari della psicologia, nel 1950 il medico Koch ricevette il nobel per la medicina. Non c'è campo dove la Germania non abbia dato contributi fondamentali alla scienza. Ma studiare quella robaccia coi numeri pareva brutto vero? Capre!

  4. Sport. Il medagliere olimpionico della Germania – sia divisa che unita – non ha mai languito. Nel calcio si possono citare i Palloni d’Oro vinti da Gerd Müller, Franz Beckenbauer (2 volte), Karl-Heinz Rummenigge e Lothar Matthäus. Il tennis ha avuto in Boris Becker un degno rappresentante e un signore di nome Micheal Schumacher ha dominato a lungo sulle piste di Formula 1. Aggiungerei che la Germania è il campione mondiale in carica di calcio, ma questo immagino lo sappiate già benissimo. Capre!

  5. Filosofia. Si parte dal razionalismo di Leibniz, si passa per il criticismo di Kant e l’idealismo di Hegel (probabilmente i più grandi filosofi della modernità), la critica economica e politica di Marx, le riflessioni di Schopenauer, le idee destabilizzanti di Nietzsche, fino all’analisi del linguaggio di Wittgenstein e alla sociologia di Weber e della Scuola di Francoforte. Citando solo i più noti. Anche qui, non pare proprio che la Germania se ne sia stata con le mani in mano... ma forse qualcuno non è mai andato oltre la terza superiore? Capre!

  6. Musica. Beh qui i contributi tedeschi sono quasi trascurabili: si parte da Bach, che ha sostanzialmente formalizzato il sistema tonale, per poi proseguire con un certo Ludwig van Beethoven (stiamo escludendo volontariamente Mozart e altri compositori di lingua tedesca, ma origini austriache), e avanti con Schumann, Mendelssohn, Brahms, Weber, Wagner, Richard Strauss, etc. Magari su “Dimissioni e tutti a casa” ascoltate solo gli One Direction, ma secondo me Beethoven lo avete sentito nominare anche voi, capre!

  7. Arte. Senza scendere fino a complesse a ancestrali radici etniche e archeologiche che possono sollevare polveroni, potremmo cominciare dal Rinascimento e dai vari Dührer e Grünewald, potremmo proseguire con la pittura romantica di Friedrich e di Runge, col movimento Die Bruke, con gli avanguardisti Ernst, Dix e Grosz, col design di Gropius e della scuola Bauhaus. Insomma, riprendetevi: il mondo è andato un tantino oltre l’equilibrio e la proporzione dell’arte classica greca. Non che per questo la si debba buttare via, ma solo per sottolineare che anche la Germania ha fatto la sua parte. E, tanto per cambiare, capre!

Tutto questo per dire che la Germania è bella, buona e impermeabile alle critiche? No, di certo, ma solo per arginare il malcelato populismo pressappochista che, nell’attuale congiuntura economica e politica, è interessato a dipingere i teutonici come una massa di mostri sanguinari, violenti e senza cervello. Anche la Germania ha dato il suo contributo alla cultura che, tante le volte fosse necessario ricordare, non ha bandiera nazionale, ma è al servizio del miglioramento di tutti.

Ora, gentilmente, togliete il like da quella pagina di cialtroni, e andate a studiare. Capre!

doc. NEMO, Luca Romano
@twitTagli

Commenti

Carino come articolo, anche

Carino come articolo, anche se agghiacciante l'origine.
Un appunto: Bohr era danese e si è in buona parte formato tra Danimarca e Inghilterra.
E mi sembra di ricordare che Pauli fosse austriaco.
Complimenti per il sito
Saluti

Carino come articolo, anche

Carino come articolo, anche se agghiacciante l'origine.
Un appunto: Bohr era danese e si è in buona parte formato tra Danimarca e Inghilterra.
E mi sembra di ricordare che Pauli fosse austriaco.
Complimenti per il sito
Saluti

Goulash

Bello, bello, però mi aspetterei un paio di controlli, in fondo wiki non è così difficile da consultare.
Franz Kafka era austriaco (ebreo praghese per giunta per cui culturalmente lontanissimo dal mondo tedesco);
Erwin Schrödinger era austriaco;
Wolfgang Pauli era svizzero (nato in austria);
Niels Bohr era danese.

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