Adhd e abuso di psicofarmaci: proteggete i vostri figli

Adhd e abuso di psicofarmaci: proteggete i vostri figli

In un articolo apparso sul New York Times il 9 Ottobre 2012 dal titolo Attention Disorder or not, Pills to help in School (Deficit di attenzione o no, pillole per aiutare a scuola) il Dottor Michael Anderson, Pediatra di Cherokee (USA), dichiarava che l’ADHD, o Sindrome da deficit di attenzione, era stata in un certo senso “costruita a tavolino” per poter prescrivere ad alcuni bambini gli psicofarmaci che servivano a curare non tale sindrome in sé bensì la vera “malattia”, ovvero la mancanza di professionalità accademica e l’inadeguatezza del sistema scolastico.
Egli aggiunge inoltre: “abbiamo deciso a livello sociale che è troppo oneroso modificare l’ambiente dei bambini. Così abbiamo deciso di cambiare i bambini”.

Negli Stati Uniti psicofarmaci come il metilfenidato – classificato tra le anfetamine, tra l’altro – possono essere prescritti da un medico generico e un costume del genere sembra aver preso piede anche in alcuni stati europei come Germania, Austria, Svezia e Danimarca.
Pare quindi ovvio che l’introduzione anche in Italia di farmaci come il metilfenidato e l’atomoxetina possa mettere in allarme le associazioni di tutela dei minori affetti da Sindrome ADHD.

Va però detto che da noi la tutela del minore affetto da sindromi di questo tipo sia presa molto più sul serio di quanto non accada in molte altre società: la stessa diagnosi di Sindrome da deficit di attenzione richiede un iter che prevede interviste diagnostiche, scale di determinazione dei sintomi, questionari per genitori ed insegnanti, nonché un’attenta valutazione del livello cognitivo e delle abilità di lettura ed altri eventuali criteri clinici documentati.

Il tutto sotto la supervisione di neuropsichiatri infantili e con l’eventuale conferma finale della diagnosi positiva da parte di centri regionali di riferimento in possesso di determinate competenze e caratteristiche.
Si tratta di un’ indagine lunga e meticolosa sul paziente determinata da un rigido protocollo illustrato nel Registro Nazionale dell’ ADHD che illustra sintomatologie, possibili terapie farmacologiche e non.

adhdGli effetti collaterali di metilfenidato e amotoxetina (anche conosciuti come Ritalin e Strattera) sono pericolosissimi: tra i più gravi sentimenti suicidi, sindrome di Tourette, gravi scompensi epatici, aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.
Nel caso del metilfenidato la prima somministrazione avviene sempre nei centri certificati alla presenza di personale competente per i casi di eventuale intolleranza al farmaco.
Negli USA gli stessi medicinali vengono prescritti da pediatri e medici generici dopo semplici visite in ambulatorio.

La nostra è quindi una situazione di controllo e buon costume medico che sarebbe necessario salvaguardare; in tale direzione si muovono associazioni come la celebre Giù le Mani dai Bambini che si occupa di tenere sempre desta l’attenzione sull’espansione dell’uso di medicinali come quelli sopra citati.
L’obbiettivo primario rimane quello di prevenire un trend come quello americano, che si direbbe perlopiù concentrato a sopperire alla mancanza di competenze di un sistema educativo che in alcune circostanze pare essere fuori controllo.

Silvia Nazzareni
@twitTagli

 

 

Commenti

Trattamento ADHD

Dire che l'ADHD è costruito a tavolino è alquanto esagerato, come è assolutamente vero che negli stati uniti hanno la pessima abitudine di abusare di ritalin e simili.

Fortunatamente esistono protocolli per il trattamento di diversi disturbi dell'attenzione che non prevedono l'utilizzo di farmaci e hanno un efficacia clinica dimostrata da numerose ricerche. Il neurofeedback da ottimi risultati, duraturi nel tempo e senza le controindicazioni del Ritalin, molto probabilmente è il futuro nel trattamento di disturbi di questo tipo. (Il primo paper che ho trovato, ma di ricerce ne sono state fatte tantissime http://link.springer.com/article/10.1023/A:1022353731579)

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