Abbiamo un nostro uomo in Brasile: le elezioni presidenziali raccontate dai brasiliani

Abbiamo un nostro uomo in Brasile: le elezioni presidenziali raccontate dai brasiliani

Paese che vai, elezioni che trovi: dopo aver vissuto la campagna di Segolene Royale e Sarkó in Francia, le strade della vita mi hanno portato vivere un’altra aventura in un Paese Straniero.
Mi ritengo fortunato ad essere qui in Brasile in questo momento storico: vivere un’elezione ti dà la possibilitá di conoscere subito il popolo che abita il Paese; ogni giorno si sta parlando di programmi, aspettative, paure e futuro.
Ho deciso di smuovere un po' le acque nel mio cerchio di contatti, dai colleghi alla gente comune: mi sono messo a solleticare, a buttare lì qualche mezza frase per osservare le reazioni, per capire come i miei compagni di strada sono posizionati. Da lì a farne un piccolo reportage per Tagli il passo è stato breve.

Anche qui é come in Italia, molti ritengono di detenere la veritá assoluta, che gli avversari siano stupidi: ho visto poca gente in grado di comprendere la complessitá di un’elezione. Una complessità di cui, per altre vicende, sono riuscito a rendermi conto bazzicando la Fondazione Amendola e la sua eterogenea cricca - un'opportunità per cui non li ringrazierò mai abbastanza.
Ho dunque preparato un questionario: da bravo "sondaggista" (si fa per dire) l'ho sottoposto a persone diverse conosciute in contesti diversi. Ma per orientarci nel momento storico-politico-sociale forse serve un iniziale focus generale della situazione. 

Fino a qualche mese fa il duello sembrava scontato: contendersi il primato era una questione a due, tra Dilma Roussef - presidente uscente del PT (Partito dei Lavoratori) nonché successore di Lula - e Aecio Neves, Presidente del PSDB (Partito Social Democratico Brasiliano), con idee liberali.
Il colpo di scena è avvenuto il 13 agosto, con la morte in um incidente aéreo del candidato Eduardo Campos.
Al posto dello sfortunato Campos si è candidata Marina Silva: già vicepresidente del Partito Socialista Brasiliano (PSB), fu Ministro dell’Ambiente con Lula, salvo poi cambiare radicalmente posizioni.
Ecco un primo dato con cui fare i conti: il Brasile è un Paese straordinariamente emotivo. L’impatto dell'evento-morte e la successiva sostituzione hanno sconvolto le carte in tavola: ora Marina ha scavalcato Aecio e nei sondaggi contende la vittoria a Dilma.
Ora manca poco: mettetevi comodi e gustavi queste righe. Ne esce un quadro ovviamente diverso da quello a cui siamo abituati: cambiano le priorità, cambiano le forme di associazionismo, cambiano alcuni modi di affrontare la questione. Prendetela come una finale di Champions, ma senza la propria squadra in campo.

1) Come ti chiami?
Andréa

2) Etá?
40 anni

3) Professione? 
Professoressa Universitaria con formazione in Psicologia.

4) Quali sono secondo te i tre problemi principal del Brasile?
Educazione, salute, abitazione

5) Per chi voterai nelle prossime elezioni?
La mia candidata è l’attuale presidente Dilma, perché il suo governo ha messo in atto trasformazioni capaci di rispondere alle domande della maggioranza del Popolo, mai considerate in precedenza.
Dal governo di Lula, il PT propone un’alternanza al potere delle classi dominanti, essendo capace di proporre misure che privilegiano il diritto di tutti, avendo come focus la questione delle politiche sociali nelle sue azioni.

6) Hai sempre votato questo Partito?
Ho sempre votato il PT (Partido do Trabalhadores) dai sedici anni, quando Lula si candidó per la prima volta. Anche se il voto è obbligatorio a partir dai 18 anni, ho voluto sfruttare il diritto di votare prima, per votare il mio candidato.
Uno dei mie fratelli era fondatore del PT nella cittá in cui sono nata, motivo per il quale inizió la mia dedizione al partito a partire dai 7 anni di etá. Mio fratello era appassionato di politica, e mi há insegnato molto fin da piccola.

7) Secono te quali sono gli obiettivi del prossimo Presidente? Cosa deve fare per raggiungerli?
Le sfide sono ancora molte. Ci sono necessitá di base cui bisogna dare risposta. Penso che il Governo debba mantenere la logica del perseguimento di politiche sociali, con l'obiettivo dell'eguaglianza delle opportunitá - in una logica di diminuzione della distanza tra la classe dominante e le classi piú povere.
Il Governo deve mantenere (anzi, avanzare!) quello che promette circa l’inclusione sociale. Questo deve essere il punto di partenza di ogni azione governativa, e questo obiettivo deve essere ampliato e provvisto di continuitá.
Bisogna poi aumentare la rendita dei lavoratori, portando ad uma migliore redistribuzione della ricchezza.

8) Cosa pensi dell’istruzione in Brasile? Cosa deve fare il Presidente per migliorarla?
Varie universitá federali sono state create durante il fgoverno del PT, cosí come decine di scuole tecniche e corsi di professionalizzazione. Questa politica deve essere estesa, moltiplicata e guadanare in qualitá.
Penso manchi ancora investimento nella Scuola Elementare, per servire come base di um apprendimento piú efficace nei primi anni di vita del bambino.

9) Cosa pensi della Salute in Brasile? Cosa deve fare il Presidente per migliorarla? 
La salute nel nostro Paese é ancora molto precaria, essendoci necessitá di un diritto alla salute di forma più ampia e egualitaria.
Il Governo propone un piano per migliorare l’assistenza dei pazienti: piú investimenti in infrastrutture di ospedali e unitá ospedaliere, piú medici nelle regioni dove c'é scarsezza e assenza di professionisti. Questo potrebbe voler dire affidarsi anche a medici stranieri.
Penso che il Governo debba mantenere il programma “Piú medici”, che cerca di portare medici in tutte le regioni del Paese, comprese le regioni piú disanti e che per i medici non erano interessanti.

10) Cosa pensi della Bolsa Familia?
La Bolsa Familia é un programma di transferimento della rendita di cui beneficiano le famiglie più povere del Paese. Il Programma si integra con il Piano “Brasile senza Miseria” e ha come target le famiglie com reddito inferiore ai 70 Reais mensili (poco piú di 20 euro).
Adolescenti di queste famiglie non potevano frequentare la scuola, perché dovevano lavorare per aiutare il sostentamento della famiglia. Oggi questi ragazzi possono e devono frequentare la scuola.
Per me la Bolsa Familia é stata una delle migliori iniziative del PT, perché possiamo ora garantire diritti sociali a questi nuclei: diritto all’educazione, alla salute, all’alimentazione, all’abitazione, al divertimento e all’assistenza.

11) Secondo te cosa puó succedere se il tuo candidato non dovesse vincere?
Una retrocessione nel processo di allineamento delle opportunitá sociali, tornando al predomínio delle classi dominante.

12) Pensi che il Governo dovrebbe agire com maggior forza nelle crisi in Iraq, Palestina e Ukraina?
Il Governo ha tentato di intevenire nella questione Israelo-Palestinese.
Penso che l’intervento sia stato debole e avrebbe potuto essere piú efficace. Forse questo è dovuto a per ragioni diplomatiche nei rapporti con gli altri Paesi.
Non posso rispondere a questa domanda, non conosco approfonditamente questa questione.

13) Cosa pensi dell’organizzazione dell’ultima Coppa del Mondo di cálcio?
Penso sai stata un grande sucesso.
L’organizzazione é stata elogiata dalla stampa nazionale e Internazionale. Le persone potevano festeggiare in sicurezza e allegeria. Ha portato impiego e aumento dei guadagni per diverse categorie professionali. Insomma, niente male!

Lorenzo Cane
@twitTagli

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