7 punti per capire (e criticare) Star Wars VII: una recensione COMPLETA

7 punti per capire (e criticare) Star Wars VII: una recensione COMPLETA

Sto digerendo Star Wars VII, e soprattutto il successivo Big Mac ingollato in virtù della promozione tra il cinema e il vicinissimo fast food convenzionato. So di essere stato vittima di una macchinazione commerciale in entrambi i casi, e la cosa non mi infastidisce.
Se siete giunti fin qui PRIMA di recarvi al cinema, avete bisogno di rassicurazione; se siete giunti fin qui DOPO averlo visto al cinema avete bisogno, filosoficamente parlando, di consolazione.

Rassicurandi, a me! Se state cercando un imponente revival, non rimarrete delusi. I personaggi che amate e di cui avete puppazzetti e gadget ci sono tutti, e il film è molto più della più costosa Operazione Nostalgia di tutti i tempi.
Il parallelismo in questi casi va a Indiana Jones e il teschio di cristallo (perché è anni '80, perché è scanzonato, perché è figlio di Spielberg e dunque della New Hollywood e dunque cugino di coscia di Guerre Stellari, per le musiche di John Williams, per Harrison Ford): bene, Episodio VII è un'altra cosa.
Sollievo.

Da qui a dire, però, che uno esce dal cinema pigliando a schiaffi il primo Sith che gli capita a tiro, ce ne passa TANTO.
Ripeto: non "ce ne passa" e basta; ce ne passa "tanto".
E per capire questa non poi così sottile differenziazione, è necessario eviscerare i 135 minuti di Episodio VII più tutto il contorno.
Ma siccome nessuno - anche se ha fregato la donna al migliore amico; anche se ha ucciso la nonna per cuccarsi l'eredità; anche se ha venduto la sorellina a un circo in cambio di un cesto di nespole - merita di farsi anticipare qualsivoglia dettaglio del film dell'anno (ma più probabilmente del decennio), vi avverto: sappiate che da qui in avanti questo articolo è ricolmo di SPOILER.  

COME QUESTO

 

E PURE QUESTO

 

E ANCHE QUEST'ALTRO.

 

Se siete arrivati qui, non potete averlo fatto per caso. E se, pur non avendo ancora visto il film, siete giunti fin qui, siete irrimediabilmente stupidi o terribilmente autolesionisti: due categorie di cui non ci si può curare in eterno.
Questo INTERMINABILE papiro è organizzato in 7 sottocapitoli (giuro, numerazione involontaria). Buona lettura. 

 

  1. IL BATTAGE
  2. COSA FUNZIONA
  3. COSA NON FUNZIONA
  4. COSA NON FUNZIONA PROPRIO PER NIENTE: I TRE BUCHI DI TRAMA
  5. L'EQUIVOCO DI BASE CHE CI HA FATTO INCAZZARE
  6. LA RASSEGNAZIONE
  7. STAR WARS, LEIBNIZ E L'AMORE (PER QUELLO CHE SIAMO STATI)

 

Dunque: io sono entrato in sala sapendo che MORIVA QUALCUNO, e senza sapere CHI FOSSE questo qualcuno. Mercoledì 16 stavo ascoltando un innocuo programma sportivo alla radio, quando uno degli ospiti ha avuto la bella pensata di dire "Eh, alla fine morirà qualcuno di importante". Ricordo di aver distintamente pensato "Tipo tua madre". (Ma me ne sono immediatamente pentito. Lunga vita, signora!).
A due ore dai titoli di coda, ho deciso che la dipartita di Han Solo era il male intermedio, tra un'innocua decapitazione di Leila (tra l'altro: perché "Leia"???) che aveva il rischio di passare del tutto indifferente in sala e la per me insostenibile morte di Chewbacca.
Oltretutto Harrison Ford inizia ad averne oltre 70, e il rischio che a farlo uscire di scena fosse per davvero il Tristo Mietitore e non una più dignitosa spada laser è alto; e in effetti, dentro il costume da Wookie puoi infilare qualunque essere umano superiore all'uno e novanta.

 

1 - IL BATTAGE

Partiamo dal prima: prima che un tipo qualunque - io - potesse comperare i biglietti. Mi sono trovato:

  • la Fiat che utilizza Star Wars per pubblicizzare le Alfa (che poi, per pubblicizzare le Alfa basterebbe... parlare di Alfa! C'è gente che di motori non ne capisce niente - io - che ha ancora in mente la 155 Gran Turismo del 1995 che guidava Larini. E io NON SO chi è Larini, è sedimentato nel mio subconscio e basta!);
  • La Tim e i suoi bimbi di merda (coordinati da Pif, che nel suo film è quasi riuscito a farmi tifare la mafia);
  • le arance griffate Star Wars (per un Carnevale di Ivrea da raccontare ai nipoti);
  • una nota marca di pc si inventa uno sfigato-ma-non-troppo che costruisce un R2-D2 per invitare una tipa a uscire: la fantascienza in tutto questo risiede nel fatto che lei acconsente;
  • le infografiche del governo (LE-INFOGRAFICHE-DEL-GO-VER-NO);
  • robe simili che non ho voluto guardare.

Il battage è stato insostenibile: la creazione di un evento è diventata negli ultimi anni la cifra stilistica ed economica di un prodotto.
Gli anni tra i '10 e i '20 sono dominati da questa vera ossessione per la costruzione del concetto-evento, e non sempre il pubblico è pronto: i "già fidelizzati" maltollerano l'overdose di prodotto e la profanazione del brand cui sono affezionati; i totalmente disinteressati incancreniscono una latente avversione.

Il martellamento, tuttavia, ha avuto una strepitosa efficacia al botteghino, dove da anni (forse da Avatar?) non si vedeva una corsa al biglietto non dico simile, ma anche solo lontanamente paragonabile. Il risultato è stato far convergere nella stessa sala:

  • i talebani (tra cui io mi annovero: talmente talebano che amo perfino i primi tre episodi, e non è una sottigliezza: è un'ortodossia cubica, tautologica, autoponente, schizoide);
  • gli "occasionali" tramortiti dalla creazione-dell-evento di cui sopra;
  • gli sbarbatelli che poco sanno di tutto il "pre" e che temo saranno ROVINATI da questo film, che confeziona per loro una realtà esauriente priva di qualunque motivazione ad andarsi a riguardare, nei prossimi anni, il vero e indiscutibile mito, e cioè i film di 35 anni fa.

Ma questi sono dettagli: ora andiamo al sodo.

 

2 - COSA FUNZIONA

Dalla più riuscita alla meno riuscita (tra parentesi, il grado di difficoltà da 1 a 5):

  • L'epica delle battaglie e degli inseguimenti (4)
  • Le allusioni (1)
  • Il nuovo droide-feticcio BB-8 (5)
  • La scorrevolezza del film (4)
  • La trasversalità del film (5)
  • L'umanità di Kylo Ren (4)
  • L'assolutezza del Leader Supremo Snoke (2)
  • Il riciclo del vecchio (2)
  • Il personaggio di Finn, finché si converte (3)

 

"Se Lucas avesse avuto la computergrafica": è una di quelle che domande della Storia dell'Uomo, accanto a "Se Hitler avesse avuto l'atomica" e "Se Gesù Cristo avesse avuto il telefono".
Di sicuro c'è che J.J. Abrams ha attinto a piene mani dal suo bagaglio di esperienze "spaziali" e ha fatto il suo per quel che riguarda inseguimenti, piroette, cannoni laser da tutte le parti, capriole, manovre spericolate nello spazio e in volo radente.
Le soggettive dai caccia in battaglia sono galvanizzanti, la battaglia tra Poe e i Tie Fighter in azione serrata è una botta di adrenalina, l'arrivo degli Ala-X sull'acqua del pianeta Takodana è una roba che dovrebbe diventare l'Apocalipse Now del XXI secolo e c'era gente che in quel momento si dava all'amore libero in sala (ok, sto esagerando, ma provate a dire che questo qui non è un fotogramma CLAMOROSO).

 

Non era impossibile, bastava sparare altissimo. Ma da lì a centrare il piccolissimo bersaglio costituito da ogni singolo cuore dei fan più esigenti (ma anche dei bimbiminkia più illetterati e digiuni della trilogia), beh, era ben ben complicato.
E dunque, non era impossibile, ma difficilissimo pareggiare le attese: una vera e propria sfida tra titani, da una parte le aspettative gargantuesche di tutti, dall'altra la créme de la créme degli smanettoni di Hollywood.
Tre a zero per loro, senza appello.

E quanta bellezza, quanto romanzo, quanta nostalgia, quanta decadenza struggente quelle fregate imperiali corrose e sommerse dalle sabbie insaziabili. Perfino lo sgraziatissimo At-At che funge da casa di Rey, coricato sul fianco come un pachiderma morente, è poetico e carico di significati: queste allusioni alla gloria che fu sono delle zollette di zucchero lanciate a noi che bla bla bla.

Proseguiamo: altra cosa per nulla facile era sostituire R2-D2 (o C1-P8, che dir si voglia) con un droide-macchietta più adeguato ai tempi e soprattutto ai ritmi. Sembra una sciocchezza, ma R2 è lento: nel senso che proprio cammina piano.
Andava bene in ambienti semichiusi come il Falcon, per fughe notturne non inquadrate su Tatooine, ancora ancora per passeggiate nella Reggia di Caserta. Ma non per i ritmi di un film del 2015, e dunque andava rimpiazzato almeno a livello narrativo.
E se c'è una cosa che dalle parti di Burbank sanno fare come nessun altro al mondo sono le bestioline carine e coccolose: ci hanno creato un impero, con le bestioline carine e coccolose. Sarebbe come chiedere ai tedeschi di fare carri armati.

BB-8 è uno dei capolavori del film, e al pari dei pinguini di Madagascar, di Stich e del Gufo Anacleto ce lo porteremo dietro fino alla tomba. Nell'Anno del Signore 2015, i Walt Disney Studios tirano fuori dal cilindro un nuovo droide che squittisce, mugola, fischietta, ammicca ed è espressivo come pochi altri personaggi di latta.
Insomma: il cugino di Wall-e dal design semplice ed essenziale manda in pensione a calci C1-P8.
E per uno che è sprovvisto di gambe, non è proprio poco.

Luoghi, azione, allusioni e una nuova macchietta sono gli ingredienti principali di un cocktail complicatissimo che aveva due compiti non da ridere: piacere a tutti e andare giù liscio. Mescolando usato sicuro (ci torneremo) e affossando un paio di linee narrative il risultato può dirsi raggiunto, perché tecnicamente parlando Episodio VII è un bel film: non annoia praticamente mai, annulla (fino all'eccesso) i tempi morti a costo di rinunciare all'introspezione e all'evocazione.
Ci sono tante botte, tanti mostri, tanti duelli, tante decisioni rapide (a volte troppo).
Nessuno - che non sia un talebano della peggior specie - può uscire completamente deluso, frustrato o arrabbiato con il lavoro di J. J. Abrams: non i vecchi fan, soprattutto non i nuovi.
Commercialmente, il massimo possibile raggiungibile.
Le magagne stanno altrove: non tanto sul come è stato fatto il film, ma su come è stato pensato e soprattutto come è stato capito da J. J. Abrams, Lawrence Kasdan e Michael Arndt, che hanno deciso di riproporlo così oggi (è il piatto forte di questa riflessione, e arriva tra un po').

Ci rimangono da dire un paio di cose sui cattivi, sul buono e sui vecchi: i cattivi stanno in piedi, ed era un rischio bello grosso anche questo.
Ci si arriva tramite due espedienti, uno di sceneggiatura e uno di pura tecnica registica: l'aspetto di sceneggiatura è rappresentare un cattivo "in divenire", molto meno motivato di un Anakin Skywalker - il cui processo di (doppia) conversione complicato e fluido come il meccanismo di un raffinato Patek Philippe è stato approfondito per addirittura sei lungometraggi - ma altrettanto lacerante e lacerato, con picchi di umanità isterica se volete superficiali ma innegabilmente ordinari e normalizzanti in un universo fantastico che da qualche parte deve trovare uno sfogo verso canoni abituali.
Kylo Ren, al di là del nome da barretta dietetica, ha un suo perché che non viene squalificato nemmeno dal terrificante monologo cui dedicheremo tutta la nostra riprovazione tra qualche riga.
Ed è dominato da un Leader Supremo sovrastante anche visivamente (bravo J. J.!), con un ologramma che ci dice tutto sulla sostanza del rapporto e niente sulla fisicità del Deus Ex Machina delle forze del male.
Il Leader Supremo Snoke è un cattivo tosto, impalpabile, etereo, difficilissimo da contrastare e in effetti nemmanco individuato dalla marmaglia dei buoni.

Già, i buoni: il riciclo del vecchio funziona alla grande - nonostante un Harrison Ford che alcuni descrivono come immenso e che a me è sembrato più impagliato che altro, e nonostante una Carrie Fischer che è invecchiata maluccio e non ha guadagnato nulla in carisma dalla sciacquetta che si faceva bastare gli occhioni di John Belushi prima di essere scaricata nel fango.
Ritrovarsi di fronte Han, Leila, Chewie, D3-BO e R2-D2 è esaltante, almeno quanto è esaltante l'inquadratura che scappa sulla vecchia ferraglia che altro non è che il Millenium Falcon: quanto ci siamo entusiasmati a quella ripresa? Nella mia sala è partito l'applauso!
E sono pronto a giurare che la "partita a mostri" del gioco da tavolo del Millenium Falcon è ferma a dove la avevano lasciata Chewbacca e D3-BO in Episodio IV. Come diceva Pasolini, "Io so ma non ho le prove".

Il nuovo è interessante, almeno dal punto di vista umano. Il personaggio di Han Solo sarà ereditato dal pilota Poe Dameron, sufficientemente sfrontato e yankee da fare suo quel ruolo (e contendere a Finn l'amore della bella Rey, volete scommettere?), e proprio Finn è tratteggiato piuttosto bene nel suo dramma esistenziale: non abbastanza motivato alla brutalità e perfetto per passare al Lato Chiaro della Forza.
Ma per Dio, non profanate mai più una spada laser dandola in mano a uno che la usa come Nonna Papera userebbe il mattarello. Ne va della nostra mitologia.

 

3 - COSA NON FUNZIONA        

Dalla più trascurabile alla più macroscopica (tra parentesi, il grado di fastidio da 1 a 5):

  • La credibilità dei personaggi, per Finn da quando inizia a combattere in poi (2)
  • La totale assenza di conoscenza della Storia nei personaggi (2)
  • La locandiera occhialuta Lupita Nyong'o (2)
  • Una spada laser di Luke, per caso (3).
  • Il sogno nella cantina (3)
  • Il generale Hux (5)
  • La ricerca ossessiva della gag (4)
  • La casualità della trama (4)
  • La persistente sensazione di già visto. In OGNI cosa (4)
  • La musica (5)
  • I dialoghi totalmente superficiali (5)
  • NONNO (47: fuori scala)

Proprio la spada laser in mano a Finn (a proposito: l'unico personaggio nero è stato "strappato da piccolo alla famiglia"; l'unico personaggio vecchio che manca all'appello è Lando Carlissian: vuoi vedere che...) inaugura quello che tutti volete leggere, e cioè le righe di odio puro e totale.
Dare il più sacro degli oggetti, virtù della regina Amidala inclusa, in mano al primo che passa è stata fonte del primo mugugno convinto di tutto il cinema.
Non è accettabile che un pivello maneggi la spada laser (e che spada laser!), non è accettabile che non solo non si mutili ma che la usi anche solo decentemente, e non è accettabile che resista per un po' a Kylo Ren (per non parlare di quella brutta cosa che esce dal braccio dello Startrooper e che - onta e disonore - non viene devastato dalla spada laser! Una armatura comune che resiste a una spada laser? Ma dove siamo finiti?).

A proposito di duelli: arriviamo alla carissima Rey. Bellissima, simpatica, energica, talentuosa, determinata, priva di quell'aria da "Non posso dirtelo ma mi fai un po' schifo" che trapela anche dalle più caramellose occhiate di Natalie Portman.
Probabilmente imparentata con Luke (e qui però diventa Beautiful: va bene la saga familiare, ma qui si esagera), salvo colpi di scena ancora più fastidiosi di questa eventualità, Rey è uno dei più grandi problemi del film.
A Rey a un certo punto partono gli ormoni e acquista dimestichezza con la Forza al pari di un Jedi consumato da anni di padawanaggio e Martini al Tempio di Coruscant. Ma che razza di storia è? Per non parlare del duello!

Seguitemi nel ragionamento: passiamo tre film (e i primi anni 2000) a sentir dire al più grande turbofigo della storia della galassia, il caro Anakin, che deve applicarsi, sacrificarsi, impegnarsi, concentrarsi, esercitarsi e farsi in definitiva un paiolo così per poter solo guardare in faccia gente come Yoda.
E sempre lui, il turbofigo di tutti i tempi, proprio perché giovane e inesperto si fa prima segare un braccio dal Conte Dooku e poi tutte e due le gambe da Obi Wan Kenobi.
Questa, invece, la seconda volta che tocca una spada laser "pareggia" col vicefigo del suo tempo.
Non regge.

J. J. Abrams non ha la "scusa" del prequel, in cui non si poteva pretendere che IV, V e VI fossero coordinati con I, II e III (al massimo, il contrario): qui la saga è fatta, le regole sono stabilite e sono immutabili, e Rey le infrange tutte di colpo.
Qualcuno ha provato a scrivere che "Il primo maestro di Rey è proprio Kylo Ren, ed è un buon maestro perché la pischella impara", ma è una fesseria: va contro TUTTO quello che è stato il processo maestro-discepolo che ci hanno raccontato per 35 anni.
Errore da matita (anzi, da spada laser) blu.

Altra magagna: io non so come funzionavano i libri di storia tanto tanto tempo fa in una galassia lontana lontana, ma 30 anni sono un periodo di tempo TROPPO BREVE perché tutto sia passato in cavalleria e le imprese di Luke e Han siano solo contornate dal mito, al punto che non si sappia se sono leggenda o realtà.
Hanno fatto saltare due stazioni spaziali grosse come due lune, ucciso due tiranni e portato a termine un colpo di Stato: non ha senso che Rey non abbia mai sentito nulla di preciso in tema, a meno che non abbia ENORMI deficit di attenzione.

Una sequenza di scene molto traballante è poi il rendez-vous su Takodana: a parte che la locandiera occhialuta Lupita Nyong'o è una lumaca gialla dimenticata lì dal casting di Monsters & Co.; a parte che secondo me vorrebbe essere una "Yoda 2 La Vendetta" e per carità stendiamo un velo pietoso; ma davvero mi volete dire che la spada laser di Luke e prima ancora di Anakin (che ricordo essere volata via assieme al braccio di Luke nella Città delle Nuvole, su Bespin, e verosimilmente persa) è in un pertugio dimenticato da Dio e dalla Forza senza che nessuno si degni di spiegarmi SUBITO come ci è arrivata?
E soprattutto: non c'era niente di meglio che la visione onirica - una specie di trip di quelli pesanti - per raccontarci (e raccontare alla protagonista stessa) smozzichi del passato di Rey?

Un'ultima cosa sui personaggi: il generale Hux, quello che comanda la Starkiller. Quello che ha due compiti in tutto il film e in entrambe le occasioni nessuno lo considera. Quello che fa il discorso davanti alle truppe schierate più moscio e inutile che la cinematografia ricordi (da apprezzare, invece, la geometria e i colori del piazzale - di stampo nazifascista - e le truppe che salutano a pugno sinistro chiuso: cerchiobottismo disneyano allo stato puro).
Il punto è che la strepitosa, intrinseca verosimiglianza di Star Wars risiede nella credibilità di ogni singola battuta (sì, anche in Episodio I), talmente raffinata da lasciar intendere un mondo realistico, consequenziale e orchestrato dietro ogni azione.
Ogni singola persona, oggetto o avvenimento ha una storia - che non ti verrà detta, ma che è presente per chi vuole scoprirla, anche senza diventare dei noiosoni da Universo Espanso: basta guardare le navi che attaccano la Morte Nera in Episodio VI, ne conti almeno venti tipi diversi a simboleggiare plasticamente in sincretismo culturale e tecnologico che incarna la ribellione.
Ogni personaggio è vivo. Dal guardiano del Rancor che piange perché hanno ucciso la sua bestiola al pilota amico di Luke incontrato prima della battaglia di Yavin, c'è un universo da esplorare, e chi l'ha fatto ne è tornato con lo zaino pieno.

Non capita lo stesso con Episodio VII, che al confronto è il trionfo della superficialità. Gente che vive nelle tende nel deserto? E perché mai dovrebbe? Tatooine aveva bar, scuole, spazioporti... Nessun umano vivrebbe stanziale in quel posto per il puro gusto di saccheggiare un relitto di uno Star Destroyer in cambio di razioni liofilizzate.
Nelle battaglie il caccia Ala X - tanto amato dai fan - diventa l'unico caccia della ribellione: i Naboo Fighter, gli Ala Y sono evidentemente stati rottamati. Perché mai? Hai davanti la battaglia della vita e mandi una manciata di caccia, senza peraltro navi-appoggio? Durante la battaglia di Yavin le motivazioni c'erano. Qui no.
In generale, nella vecchia trilogia le cose accadevano perché orchestrate o perché costretti: ti piomba una Morte Nera nel giardino di casa proprio quando hai i piani di questa, ma è PROPRIO PERCHÉ hai i piani che quella è arrivata.
C'è un nesso logico, una consequenzialità. Una interdipendenza che manca in tutto il film.

Il problema resta poi la persistente sensazione di già visto. In OGNI cosa:

  • Pianeti: Yakku è un Tatooine 2, Takodana è un Naboo 2, la Starkiller chettelodicoaffà.
  • L'attacco finale lo abbiamo già visto due volte.
  • Il countdown per la base ribelle che sarà incenerita in tre, due, uno...
  • Il santone Lor San Tekka è un Obi Wan vecchio senza essere Obi Wan.
  • Il pilota spaccone è uno Han Solo 2.
  • Lo scontro padre figlio al posto di quello figlio-padre. Originale.
  • Il robottino-mascotte.
  • La visione nella cantina identica alla visione di Luke nella grotta di Dagobah.
  • L'osteria spaziale è uguale al bar di Moss Esley: c'è pure una band analoga.
  • Potrei continuare.

Iniziano ad arrivare i problemi TOSTI. E cioè: cosa si voleva davvero fare di questo film?
Ho letto che doveva essere un biglietto da visita per i post-1990 e per la Cina, che Star Wars non l'ha mai visto; c'è Davide Mela che è un anno che ripete "Guardate che ne faranno una serie, molto lunga e molto costosa, cadenzata con un unico mega-episodio ogni due-tre anni finché il botteghino dirà che ha un senso, come vuole la strategia-Disney".
Io ho visto una vicenda (un plot) da "ha le potenzialità ma non si impegna, e copia dal banco del suo vicino George". E questo è alto tradimento. Come è alto tradimento non sfruttare mai compiutamente la musica di John Williams: quella nuova è impalpabile, ma se questo tema

è stato talmente universale da diventare un momento topico perfino delle parodie (una su tutti, Blue Harvest), perché tagliarsi le balle così? E perché non sottolineare qualunque movimento del Primo Ordine con la più evocativa marcia dittatoriale di tutti i tempi?

La risposta è che questo film non ha tempo, e in realtà non ha tempi morti: non è quello che ci ha abituato essere Star Wars, ossia una gigantesca allegoria prolungata che in mezzo a spade laser, iperspazio, astronavi e tamarrate varie parla di quanto di più umano c'è, ossia i conflitti interiori.
Non c'è lo spazio per la malinconia di Luke che non sa che pesci pigliare davanti ai soli gemelli di Tatooine, non c'è lo spazio per l'affermazione pervasiva del potere dei Sith, non c'è tempo per essere... umani: è tutto un rincorrere e scappare, uno sparare e schivare, un "fate presto che ci fanno saltare in aria".
Forse è troppo definirlo un "Metal Slug dello Spazio Profondo", e forse è troppo facile il paragone con la Marvel (anche questa acquistata a suon di dollari sempre da Mamma Disney, che inizia ad assumere dimensioni inquietanti), ma abbiamo cambiato il genere: dall'epica cavalleresca in salsa fantascientifica alla fantascienza dura e pura, senza quella rottura di palle (...) del romanzo di formazione.
Ma se togli la marmellata di albicocche alla Sachertorte puoi aver fatto il miglior pan di Spagna del mondo ma quella che ti viene è una buonissima torta al cioccolato. Ecco, si incomincia a vedere il bandolo della matassa.

Un bandolo che si palesa a un primo impatto attraverso dialoghi e comportamenti TOTALMENTE superficiali, posticci, per nulla calzanti su personaggi evoluti e con QUEL GENERE di background: qualcuno ha scritto che vedere Leila correre ed abbracciare Rey dopo che Han Solo è morto, dimenticando in un angolo un personaggio come Chewbacca, con cui ella stessa ha rischiato le piume (e che ad Han le ha spesso salvate), è una roba che un fan di Star Wars non può accettare.
Va contro l'etica e contro l'epica (e già che ci siamo, pure contro l'etnica e il pathos).
J. J., ma per te Star Wars cos'era? Uno sparatutto spaziale con gente che di tanto in tanto diceva una frescaccia?
Anche qui: una gag va bene (quella tra Finn e BB-8, con il droide che tira fuori l'accendino: strepitosa); due le tolleriamo; tutte le altre no: che Han Solo, dopo anni che non vede Leila, non sappia far meglio di una battutina sull'acconciatura è un qualcosa che svilisce Han, Leila e il passato: ALTISSIMO tradimento!

Menzione d'onore, poi, per il monologo di Kylo Ren che a un certo punto usa la parola NONNO, riferito a Lord Fener: sarà anche tuo nonno, pezzo di asino, ma il nonno è quello che gioca a scopone e bestemmia facendo arrabbiare la nonna. Non esiste CULTURA in cui il nonno sia una figura che incute soggezione, timore e riverenza a livelli assoluti.
Io ho cercato gli sguardi complici di chi era in sala con me.
"Questa la possiamo salvare?", ho chiesto con tono chioccio e speranzoso.
"NO!".
Fine della discussione.

 

4 - COSA NON FUNZIONA PROPRIO PER NIENTE: I TRE BUCHI DI TRAMA

Nell'impianto generale di Episodio VII, infine, ci sono tre enormi buchi di trama: situazioni annunciate ma assolutamente non spiegate, e oltretutto illogiche.

  • Dove sono i padawan di Luke? Nella lenzuolata iniziale, si dice che Luke ha addestrato un tot di padawan per rifondare l'Ordine degli Jedi, e che in crisi esistenziale per aver creato l'ennesimo bimbomostro ha piantato lì tutti e tutto per andare a fare l'offeso in culo alla galassia.
    Va bene. Ci credo.
    DOVE SONO, questi padawan? Cosa stanno facendo mentre saltano sistemi solari come mortaretti a capodanno? Si stanno divertendo con giochi erotici a base di spade laser? Non è dato saperlo.
  • Dov'è la Repubblica (o quel che ne resta)? Perché i cloni sono TUTTI lealisti?
    Io ci posso credere che UNA PARTE dei cloni resti fedele alle strutture imperiali (a parte che no, non hanno autonomia: se chi li comanda ordina loro "da domani vi vestite da struzzi e sfilate al carnevale di Rio" loro lo fanno). Ma a questo punto le istituzioni sono state ristabilite, e la Repubblica in teoria è tornata a funzionare.
    Che posizione ha la Repubblica? Chi decide? Cosa decide? Dov'è il suo esercito? Perché tutto il discorso di democrazia e libertà continua a essere in mano a un manipolo di poveri cristi ribelli? E quindi...
  • ... perché quelli che 30 anni fa hanno vinto continuano a essere una minoranza di sfigati? Mistero.

 

5 - L'EQUIVOCO DI BASE CHE CI HA FATTO INCAZZARE

L'equivoco non è solo il passaggio da "vicenda di formazione" a "sparatutto con richiami a una saga di successo", ma il conseguente passaggio da "Saga cavalleresca fantascientifica" a "Supereroi contro la Municipale": il completo abbandono della narrazione filosofica in favore di una narrazione (fanta)storica.
E su questo, qualcuno si è infuriato chiamando in causa poco simpaticamente le famiglie di J. J. e degli amministratori delegati Disney.

Perseveranza, dedizione, sacrificio, ideali: non sono solo i capisaldi degli Jedi, ma anche del Lato Oscuro. Lo dice benissimo Palpatine nell'Episodio III: Star Wars non è (solo) una questione di bene contro male, ma di individualismo totalizzante contro comunitarismo (per quanto elitario).
Pensateci: la dialettica dei Sith è maestro-discepolo; quella dei Jedi anche MA all'interno di una comunità monastica di condivisione. Di Sith ce ne sono sempre due, mentre fino all'Ordine 66 i Jedi sono organizzati in un sistema consiliare.
Sono due visioni filosofiche COMPLETE e ANTITETICHE dell'essere vivente: cui corrisponde una visione politica, una visione spirituale, una visione morale, una ragione pratica per attualizzare due (scusate, parolaccia) weltanschauung, due visioni del mondo.

All'interno di queste due visioni del mondo si assiste alla manipolazione in due direzioni opposte dello stesso elemento-vitale basico, ossia la Forza. Ma non è una manipolazione immediata e diretta: è invece una manipolazione mediata dall'addestramento, e indiretta - nel senso che il suo apprendimento è roba da farci film per sei edizioni a due botte di tre, in un percorso che implica scelte, contraddizioni, dubbi, fasi di stallo, impazienze, enormi frustrazioni.
E all'interno di queste visioni del mondo trova spazio una completa, esauriente e intrigante visione politica, in cui - se non ve ne foste accorti - Lucas bypassa di brutto le annose questioni di integrazione culturale, dandole per assodate, focalizzando l'attenzione né sulla libertà né sulla uguaglianza, ma sul concetto di ordine e su quello di giustizia (assoluta, essendo ispirata da principi assoluti).
In questo Lucas è molto anglosassone, e Abrams altrettanto risoluto: tutto ciò lo trascura.

Non è un caso se nel mondo c'è un certo qual numero di fulminati (nell'ordine delle decine di migliaia) che a Star Wars crede DAVVERO, prendendolo come opera PROFETICA di un teorema autenticamente religioso: perché della religione ripropone gli stilemi, con una accuratezza sicuramente superiore alle intenzioni dello stesso George Lucas ma in ogni caso credibile e addirittura condivisibile.
Un'architettura completa in cui è previsto un fine ed un posto nel mondo: un'idea di società cui si aggiungono una antropologia, un'ontologia e fin dal principio una escatologia.
No: Star Wars non è il più importante prodotto cinematografico di tutti i tempi solo per ragioni di merchandising.

Per questo è irritante vedere che una ragazzina tratta la Forza come la Torcia Umana tratta il suo accendersi/spegnersi: non è quella roba lì. Ed è per questo che Rey - salvo improvvise virate e salti mortali dialettici per intortarci su un improbabile ritorno sui binari - difficilmente sarà un'eroina, ma solo una protagonista (bellissima differenziazione che si fa anche in questo articolo).
Rey impara ad usare la Forza con tutti gli annessi e i connessi (manipolazione delle menti deboli, attrazione degli oggetti, vigore fisico, uso della spada laser) dopo un tentativo grottescamente fallito ("Mo me liberi" / "Mo te meno": questo il dialogo tra lei e lo Startrooper) e alla prima occasione.
Ragazzi, avete sbagliato tutto!
Ripeto, non potete dimenticarvi dei sei film precedenti: per tutta la durata del (lentissimo) Episodio V c'è Luke che gioca a fare Tarzan nella foresta portandosi a spalle Yoda per temprare il fisico. Che quasi impazzisce per tirare su mezzo sasso.
L'Episodio I - è vero che fa schifo a molti (a me no) - ha una delle sue chiavi di volta in quel "È troppo grande per essere addestrato" detto ad un bambino di 9 anni. In Episodio VII una ventenne si improvvisa Jedi, e non solo ne viene fuori viva ma ferma anche "i cattivi".

Cattivi che, mancando una teoria filosofica del Lato Chiaro, passano dall'essere dei degni antagonisti a... un Mignolo col Prof. extended version:
- "Cosa facciamo questa sera, Leader Supremo Snoke?"
- "Quello che facciamo tutte le sere, Kylo: cerchiamo di conquistare la galassia!".

Perdonate la banalizzazione eccessiva, ma sono le estreme conseguenze della liofilizzazione del pensiero che c'era dietro all'opera: non più filosofia ma superpotere; non più ordine positivo contro ordine impositivo ma buoni contro cattivi; non più percorso ma azione.
Qual è l'unico atteggiamento da adottare di fronte a questa scelta?

 

6 - LA RASSEGNAZIONE

Sì, la rassegnazione: guardare i primi sei film è un qualcosa che ci impone di guardare il calendario e rassegnarci alla società che siamo diventati rispetto a quella cui era diretta la macchinazione teatrale ordita in pieni anni '80 da Lucas (se non altro da questa parte di mondo).
Oggi non pare essere più commerciabile un prodotto che - per essere penetrato - richiede una visione di circa 15 ore di opera omnia; e tra la fatica di conservare un prodotto "pesante" e l'agio di tagliare via tutto per realizzare una "versione minimal di quel che fu" si è CONSAPEVOLMENTE scelta la seconda strada (mica penserete che le teste d'uovo di Disney siano tutte marce? Mica penserete sia un errore in buona fede?).

Hanno deliberatamente SCELTO che quella roba non sarebbe stata capita, né avrebbe avuto presa oggi: non so se per il fatto che sarebbe stata troppo complicata e incomprensibile (e dunque, siamo una società di idioti) o perché avrebbe richiesto uno sforzo insostenibile a livello di tempo e dedizione (e dunque siamo una società di menefreghisti).
Nessuna delle due, però, è un'ipotesi consolatoria, e tuttavia dopo 15 ore che ragiono sul tema "Star Wars in rapporto al mercato" non mi viene in mente niente di meglio: se qualcuno di voi lettori ha una lettura meno catastrofista, è benvenuto nei commenti.
Quindi: dobbiamo bruciare le sagome di J. J. Abrams e di Topolino in cortei di sdegno e protesta per le strade delle nostre città?

 

7 - STAR WARS, LEIBNIZ E L'AMORE (PER QUELLO CHE SIAMOSTATI)

Guardiamoci onestamente negli occhi: era possibile uno Star Wars Episodio VII diverso? Allargo ulteriormente: era possibile uno Star Wars come lo avremmo voluto noi, i mujahidin del Lato Chiaro?
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo confessare quello che avremmo voluto: innanzitutto un rispetto - è il caso di dire - religioso di quanto appena accennato poco più sopra, quasi una teogonia fatta e finita con la Forza come principio primo e la lotta generatrice di bene e male a generare la realtà sociale e fattuale: il meglio della filosofia greca mixato col meglio della filosofia orientale con una spruzzata di materialismo storico (senza la fondamentale componente economica, va detto).

Tutto qui? No. Volevamo una valanga di citazioni e di allusioni, e in un certo qual modo le abbiamo avute: volevamo che anche il più insignificante bullone fosse al suo posto, e nemmeno il Charlie Chaplin in formato droide più accattivante ci avrebbe convinto a fare a meno - da subito - dello spilungone dorato e al barattolo fischiettante biancoazzurro.
E poi: volevamo Leila e Han e Luke, e pure qui siamo stati accontentati.
Il problema è che queste caramelle dovevano bastarci, mentre la Disney badava sostanzialmente agli affari suoi: una pretesa legittima, per chi ha scucito 4 miliardi (MILIARDI) di dollari per accaparrarsi un prodotto e il diritto anche di sfasciarlo, se fosse necessario.
E poi ancora: volevamo idee nuove, trovate molto più sconvolgenti di una spada laser con l'elsa (che alla fine a qualcosa è servita) e pianeti in sostanza già visti.

In mezzo a queste soverchianti forze centrifughe, J. J. Abrams si è trovato a giocarsi molto più che la carriera: proprio il suo prestigio professionale; e non adesso, ma per sempre.
Credo convintamente che sia il caso di plagiare un poco Leibniz e il suo bersagliatissimo "Viviamo nel migliore dei mondi possibili": nel suo caso come diretta conseguenza della perfezione divina, nel nostro - molto più modestamente - come risultato del contemperamento di esigenze commerciali (ma anche "banalmente" artistiche) radicalmente contrapposte.

Un film citazionistico e tradizionalmente innovatore avrebbe richiesto un Tarantino o giù di lì: capite da soli che un'ipotesi del genere sarebbe una classica soluzione peggiore del male (anche dimenticandosi del fatto che Quentin non è esattamente uno sbarbatello della new wave). J. J. Abrams ha fatto il massimo che poteva fare accontentando più palati possibili: resta da capire se la sua mission è stata esclusivamente aziendale o se (al suo interno) è riuscito a ritagliarsi una dimensione artistica.
Io credo di sì: la tecnica con cui maneggia non tanto la sceneggiatura quanto gli ambienti e le riprese è un linguaggio espressivo molto più dinamico, moderno e accattivante di tutto quello che avevamo visto prima.
Ovviamente, questo non basta a consolarci e nemmeno a farcene una ragione.

Per farcene una ragione, dobbiamo passare dall'assolutismo all'intimismo, smettendo di vivere l'affezione per il racconto e iniziando a pensare l'affezione per il racconto: perché abbiamo sviluppato un amore per un pezzo di cellulosa tale da farci guardare decine di volte sei film, rispettare code per prendere i biglietti nei primi giorni di proiezione, e parlarne, e leggere (e scrivere) mappazzoni come questo?
Per quello che siamo noi nei confronto di Star Wars: innanzitutto, per quello che Star Wars ha rappresentato per i nati tra il '55 e il '70, e cioè il prodotto più fico del cinema della loro generazione.
Un qualcosa che assieme allo sport e alla musica pop & rock hanno non solo pensato bene di passarci, ma hanno utilizzato per creare un legame culturale tra noi e loro.

Ho letto in questi giorni uno status su Facebook dolcemente reazionario: lo ha scritto una mia amica in risposta a chi le faceva le piste cercando di farla smettere di parlare di Star Wars.
Per tutta risposta, lei è andata al cuore del problema, spiegando perché non ne aveva la minima intenzione: perché per lei Star Wars voleva dire Natale, i Natale di quando era piccola e andava al cinema vedere Guerre Stellari con il suo papà; i momenti che condivideva con lui; le cose che si dicevano da soli; l'orgoglio che lei aveva percepito in lui quella volta che lui l'aveva trattata per la prima volta da "ragazza grande", e non più da bambina, smettendo di prenderla per mano e mettendole un braccio intorno al collo al semaforo.
Per inciso, è la stessa dinamica che lega padri e figli quando si mettono a tifare per la stessa squadra di calcio, e il fanatismo di questi giorni per Guerre Stellari in effetti a me ha molto ricordato una fratellanza di tipo sportivo, se volete curvaiolo (nell'accezione più nobile, ovviamente).

Ma se la nostra affezione deriva da storie del genere, storie di condivisione, amicizia e amore, questa piccola astrazione dissociata può fornirci una miniera per superare qualsiasi tipo di schock, almeno riguardo questa piccola materia isolata: nessuno toccherà mai questo patrimonio inesauribile di nostre emozioni, né ci impedirà di viverle con chi deciderà di ascoltarci.
Pazienza se con i prossimi non ricreeremo il medesimo legame empatico: un mio caro amico, che gioca a fare il grossolano ma in realtà è profondissimo, ieri era furibondo per l'epilogo del film. Ha detto: "L'unica cosa buona di questa serata è che l'ho passata con mia sorella". Per la cronaca, le vuole un bene sconfinato.
Ebbene: finché ci sarà voglia di mettere in comune un vissuto per mezzo di un film, Star Wars continuerà a recitare il suo ruolo; una straordinaria scusa per condividere qualcosa di nostro con le persone che più visceralmente amiamo.

Umberto Mangiardi
(hanno più o meno consapevolmente collaborato Virginia Chiabotti e Maurizio Migliore)

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BIBLIOGRAFIA (o qualcosa del genere)

Commenti

Cosa aggiungere...

Ciao, bellissimo articolo, davvero.
Parto dal fatto che ho visto il film in inglese e quindi non sono a conoscenza della versione italiana, posso solo parlare di trama, personaggi ecc...
Io l'ho trovato un buon film e come detto in altri spazi non mi aspettavo altro, sinceramente non credo nemmeno sia cosi giusto commentare o giudicare alcuni buchi della trama prima di aver finito l'intera trilogia, perchè credo sia importante ricordare che di questo stiamo parlando di altri tre episodi che se ben scritti e orchestrati dovrebbero alla fine del non lasciarci con meno dubbi possibili, ma, fino ad allora credo che la cosa migliore per tenere alto l'interesse fosse proprio lasciare dubbi e motivi di discussione fra i fan siano questi di vecchia data (come noi) o neofiti.

Per quanto riguarda i contenuti o la profondità dei dialoghi credo ci si debba rassegnare, sono ormai cosi abituato ad andare al cinema e vedere film circondato da persone che sono contemporaneamente distratte da schermi che non sono quello della proiezione che non mi meraviglio che l'industria decida di redere i prodotti "immediati" e seguibili semplicemente dando un'occhiata fugace fra un whatsapp e un facebook. Ricordo ancora come a molti fosse sembrato complicato o stupido un film come Inception (che pure è anche troppo zeppo di azione) semplicemente perchè distratti perdevano riferimenti, dialoghi e quindi il senso del tutto.
Facciamo parte (purtroppo) di una società dove "superficialità" e "fretta" la fanno spesso da padrone.

Tornando al film credo possa essere definito "un buon inizio" ora vediamo cosa succede alla fine mancano solo 523 giorni al prossimo Episodio.

Che la Forza sia con voi, sempre.

Ottimo articolo e ottima

Ottimo articolo e ottima analisi.

Per me questo episodio VII è un buon esempio di un film che ti riempie di soddisfazione appena esci fuori dalla sala. Poi però più ci ripensi e più capisci che diversi conti non tornano.
Il problema di questo film (e forse il problema principale della saga Star Wars, sopratutto la trilogia prequel I-II-III) è la mancanza di un regista capace di fare la differenza, capace con la sua visione e sensibilità artistica di trascendere quanto fatto prima senza mancare di rispetto ne' cambiare certe regole fondamentali ed intoccabili.

J.J. Abrams è un regista furbo. Piace ai produttori perché sta da la loro parte, piace agli appassionati geek perché inserisce molti riferimenti e fa vedere di essere un fan pure lui. E' bravo a riciclare idee e ri-confezionarle con i ritmi dei giorni nostri. Ma non ha abbastanza sensibilità ne' talento per fare qualcosa di trascendente. Per citare gli esempi migliori, non è un James Cameron, non è un Peter Jackson, non è un Steve Spielberg. Ed è quello che manca a Star Wars e sicuramente quello che continuerà a mancare perché il regista rischierebbe di diventare una persona pericolosa e scomoda per i produttori, sopratutto adesso che c'è Disney.

Infatti questo episodio VII è un'operazione completamente sicura. E' un semi-remake con sufficienti elementi "nostalgici" per riassicurare tutti i vecchi fan della saga e allo stesso tempo divertire quelli nuovi con tanta azione. Infatti non c'è alcun riferimento alla trilogia prequel di George Lucas. Come ha citato l'autore dell'articolo, dov'è la repubblica, cosa combina, chi dirige cosa e chi? Perché c'è ancora la ribellione? Molti si sono lamentati dei dibattiti politici negli episodi I e II ma almeno si aveva un senso di come funzionavano quei mondi (si è vero, erano noiosi, ma forse necessari tranne le riunione Jedi ma non voglio andare troppo fuori tema). J.J. Abrams è stata la scelta perfetta da parte di Disney e non mi aspettavo di più da lui. E' un film costruito per i vari "waow" e urla di gioia in sala quando rivedi tutti i personaggi e gli elementi che hai tanto amato nei film precedenti: il millenium falcon, Han Solo e Chewbie, i droidi, ecc.

Riguardo i nuovi personaggi, a me Rey è piaciuta come personaggio, ma concordo sulla lotta finale. Quando è riuscita a prendere la spada laser con la forza del pensiero (sottraendola a Kylo Ren che cercava di fare lo stesso senza riuscirci), ho storto il naso. Leia l'ho trovata troppo debole rispetto al personaggio di 30 anni fa (eppure continua ad essere a capo della ribellione, con la sua età adesso dovrebbe essere una donna di ferro). Più che il personaggio forse è l'attrice Carrie Fisher che non è più in grado e sembra relegata quasi ad un ruolo di comparsa perché di più con lei non si poteva fare.
Finn ha tanta energia e questo mi piace, concordo sul discorso della spada laser così come Rey (forse qui è addirittura peggio perché Finn non percepisce la forza come lei).

Le varie battute comiche non mi hanno dato fastidio, nella trilogia originale lo humour è molto presente e nel capitolo VII queste sono allo stesso livello. Per fortuna, possiamo dimenticare Jar Jar Binks e la gag della scorreggia che sembrava uscita da un film di Neri Parenti :)

Concludo dicendo che il parziale remake ci può stare a patto di vedere qualcosa di veramente nuovo nei prossimi due episodi. Il problema sarà vedere chi li dirigerà.

Disaccordo

Ciao, un articolo molto interessante e molto complesso che ho avuto la pazienza di leggere fino in fondo. La questione di fondo a molte delle problematiche che hai messo in luce rispetto alla trama è spiegabile con la nostra ignoranza dei 30 anni che sono intercorsi tra episodio sei e sette. L'universo è grande e poco ci è dato sapere di come le storie furono raccontate, non per fonte diretta immagino. Tutti nel film conoscono la storia dei jedi ma per una ragazzina senza passato che sopravvive su jakku probabilmente era difficile distinguere il vero dal falso? Forse, l'incontro tra han e leia poteva essere più profondo? Non credo, han non è mai stato una persona a suo agio in queste occasioni nemmeno da giovane. Ford impagliato? Ford interpreta magistralmente un han solo invecchiato nel corpo ma non nello spirito, è sempre se stesso ma con l'artrite tanto per capirci. Noi poco o nulla sappiamo della filosofia dietro il lato scuro perché poco o nulla ci è stato detto, il lato chiaro invece è totalmente assente per ora. Non si può parlare di assenza di filosofia se ancora nessuno ha avuto modo di parlarne. Che senso avrebbe avuto che snoke snocciolasse un discorso filosofico prima di distruggere la Repubblica? Dobbiamo aspettare, capire se c'è introspezione psicologica e dove questa può condurci. Per ora è un prodotto superficiale ma bisogna valutarlo per ciò che è, un'introduzione. Se poi anche 8e9 saranno così, avrai avuto ragione tu e il lato oscuro della forza fatto di battute scontate e trame superficiali tese solo al quattrino facile avrà inevitabilmente vinto. Quello che mi sembra inutile invece è gridare al disastro per aver visto 2 ore di un film di 6. Io spero fortemente che il tema della lotta bene /male sia centrale del discorso ma può essere che tale discorso non sia ben chiaro nemmeno ai protagonisti ancora? Kylo è in bilico, rey è spaesata. È come vedere l'universo prima della creazione dell'ordine dei jedi, caos e incertezza. Forse per questo luke ha sentito il bisogno di andare alle origini dell'ordine, al primo tempio dei jedi. Io ci spero e aspetto.

L'ottimismo

Il tuo approccio mi pare ottimista, probabilmente più del mio. Ne hai tutte le ragioni, e mi piace l'affetto con cui contestualizzi (e salvi) la recitazione di Harrison Ford: la tua è una chiave di lettura rispettabilissima e sensata.

Non era mia intenzione demolire il film:semplicemente, ho fatto mie le impressioni di chi ha assistito a un bel film di fantascienza ma non è statotravolto dalle emozioni cui Star Wars ci avevaabituato. Ho ragione? No? Ce lo diranno il tempo e i sentimenti che svilupperemo attorno a questo Episodio.

Grazie per aver letto, e per aver dato un contributo gentile anche se non ti trovavi d'accordo.

Squadrone Rosso

Ottimo articolo, vero, di cuore e di testa.

Secondo quello che ho capito, all'attacco della Starkiller ci va solo lo Squadrone Rosso un po' per far vedere che tra un anno esce il loro film dedicato, un po' perchè il resto delle truppe sono in giro a fare a stecche con l'impero da altre parti. Ci mandano poche navi perchè è una missione-fantasma... penso che il nuovo ordine abbia voce in capitolo anche a livello di politica: quindi niente, bastavano 4 caccia a distruggere il tappo-del-sole, sopratutto se Han piazza la bomba secondo il piano.

Per il resto, come per Una nuova speranza che "ce devi crede" ecco, anche qui ce devi crede.

Accosterei questo film ad un'altra saga che amo molto: Doctor Who.

Il passaggio dal 10 all'11.

Voi che ne dite?

Era una trilogia da

Era una trilogia da consegnare alla storia e al cult cinematografico.
Ne han fatti altri tre, ma vabbè, forse ci stavano.
Ora però hanno soltanto tirato troppo la pasta di una pizza per farci una teglia, e si son creati buchi su buchi...ed il sugo si è attaccato nella cottura :(
Forse (sottolineo forse) lo vedrò in streaming fra un po' di mesi, ma sicuramente non spenderò 10€ per un cinema.... per vedere una pizza bruciata.

Da subito, nella testa di

Da subito, nella testa di Lucas i film erano più di 2 (12, in realtà). Non scritti, ma sicuramente pensati.
Non spendere i soldi per una pizza bruciata, ma magari due minuti per leggere qualcosa su wikipedia sì :)

Spada Laser vs Arma incognita dello Stormtrooper

Il soldato ha con s'è uno strumento che serve appositamente per fermare le armi laser.
E no, non è frutto di fantasia spinta o retro-ingeneria da parte dei tecnici dell'Impero caduto, semplicemente ci sono sempre state - nella storia di Star Wars che parte dalla carta - finché esisteva un ordine Jedi. Il fatto che non fossero diffuse nel I-II-III era perché i Jedi non facevano male a nessuno.
Il fatto che non sono mai uscite nei contesti cinematografici risiedono nella consapevolezza ( temo! ) che l'esperienza di un Maestro Jedi avrebbe segato in due qualsiasi clone e soprattutto dopo l'ordine 66 non credo che potessero farne gran uso, visto lo sterminio dei suddetti Jedi.
Nel IV-V-VI, visto che un Jedi vuol dire miracolo, non ha senso che quelle guardie tanto fedeli da non scappare di fronte ad un Darth Vader adirato le adoperino visto che devono affrontare nemici comuni.
In questo episodio invece sembra che il Primo Ordine sappia dell'esistenza degli Jedi, visto che ne sfrutta un ex - e forse, legandomi alla frecciatina due righe sopra, temono gli sbalzi ormonali di un bimbominchia con le manie di grandezza.

Era giusto per rispondere alla tua sorpresa e quella di tanti "non chiusi" su Star Wars da sapere certi argomenti.

Sul saltare dei passaggi

A mio parere metà della critica sul non approfondire certi passaggi fra VI e VII non sussiste: come sulle Guerre dei Cloni ci saranno n (con n a piacere) libri che copriranno i 30 anni di salto narrativo.

I buchi di trama non esistono

bah su alcune cose sono anche d'accordo, ma i tre mega buchi di trama sono stronzate.
> Il discorso del "hanno vinto 30 anni fa" è spiegabilissimo con il fatto che l'universo è grande e vasto ed era piegato all'impero da 20 anni, piegatissimo anzi. Noi il fascio lo abbiamo tolto più di 30 anni fa ma i fascisti li abbiamo ancora, figuriamoci se al posto di paesini in campagna avessimo pianeti sparsi qua e là tra le galassie e al posto del fascio un potente e glorioso Impero.
> tipo un tot di pianeti con il governo e la FLOTTA della repubblica sono saltati in aria. BOOM. puff. via. Spiega sia l'assenza di qualsiasi cosa ti aspettassi sia l'assenza di navi decenti.
L'unica cosa che doveva/poteva essere sottolineata è Leia che decide di non fare la senatrice di stocazzo e restare a capo della "ribellione", che sarà tipo un'agenzia para governativa che si occupa in modo diretto prima degli strascichi dell'impero e poi del Nuovo Ordine, che immaginiamo non abbia lasciato così ampio respiro alla pace.

> spiegarci che fine hanno fatto gli apprendisti di luke vuol dire parlarci di luke e quindi togliere tutto il "OMGOMG" alla sua apparizione finale. Se passi mezzo film a dirci cos'ha fatto luke ultimamente non c'è stupore né sorpresa né salcazzo.
La scenetta flashback della merda con kylo ren circondato da cadaveri comunque potrebbe dare un suggerimento su "dove sono adesso gli apprendisti di luke?" tipo: qualche metro sotto terra.

I cloni di base li hanno sostituiti con soldati veri "condizionati" e "ricondizionati" etc perché, se ben ricordo, avevano qualche falla tipo l'invecchiamento precoce (e una super mira infallibile, ma è secondario).

Sui padawan

Flashback che dura se va bene tre secondi e che è sfuggito a moltissimi. Ripeto: è una buona soluzione narrativa?

Poi, è legittimo anche l'atteggiamento del "difendere tutto a tutti i costi".

...

Il tuo articolo è talmente pieno di punti inesatti che dovrei fare un copia-incolla titanico per elencarlo e argomentare (con solidi fatti, cosa che tu spesso trascuri cedendo alle emozioni del Lato Oscuro, tanto per farci una risata) contro. Senza offesa, ma sembri un ragazzino che si crede la summa del sapere quando in realtà sei solo nuovo dell'ambiente.

"Hanno deliberatamente SCELTO

"Hanno deliberatamente SCELTO che quella roba non sarebbe stata capita, né avrebbe avuto presa oggi: non so se per il fatto che sarebbe stata troppo complicata e incomprensibile (e dunque, siamo una società di idioti) o perché avrebbe richiesto uno sforzo insostenibile a livello di tempo e dedizione (e dunque siamo una società di menefreghisti). "

spiega spiega o stai dando ad alcune degli idioti e a te stesso del menefreghista :)

Cioè, spiegami...

... non era già ESAGERATAMENTE LUNGO??? :-D

Scherzi a parte, la frase mi pare chiara. In Disney hanno detto: se lo facciamo articolato e introspettivo come gli altri, o non lo capiscono o si rompono il cazzo al primo film. In ogni caso, non ci vengono più dietro.

Sollevata....

si, sollevata... perchè ho letto quello che dal 16 dicembre mi si sta accartocciando nel cervello senza uscirne fuori in linea retta.... Ora finalmente ho trovato chi la pensa esattamente come me, come le mie figlie, che ho istruito sin da bambine al culto di Star Wars (no, meglio, GUERRE STELLARI) al pari del culto dei Queen... Non voglio aggiungere, nè togliere nulla a questa meravigliosa filippica... Solo sottolineare il mio consenso all'idealizzazione di un evento che mi ha preso da quando avevo 15 anni e che nulla mai potrà far svanire... E attendo, romanticamente, il resto.... con curiosità e passione... sia quel che sia!!!

LA recensione di Star Wars VII

Leggendo la tua recensione mi ci sono ritrovato totalmente, sono in pratica le stesse cose che ho pensato durante e dopo la visione del film. Uno sguardo lucido e allo stesso tempo nostalgico. Sono d'accordo con te al 99%. L'1% di disaccordo è rappresentato dalla scena in cui Rey tocca la spada laser di Luke: a me è piaciuta!
Comunque questo film conferma ciò che pensavo di JJ Abrams ovvero che è un ottimo regista a livello visuale ma che svuota (di atmosfere, empatia, fascino) tutto quello che tocca.

Una fanfiction con una Mary Sue come protagonista

Mi ero ripromessa che non avrei perso tempo a scrivere opinioni in internet. A che pro? Soprattutto quando la maggior parte dei fans sembrano contenti così. Mi sono detta che sarà ormai la mia età che non mi fa apprezzare più la direzione presa da SW: non appartengo ormai più alla fascia di età giovane a cui è rivolto questo film.
Per questo è stato consolante trovare una recensione che pone il problema proprio nei termini di quale società possa apprezzare un film come questo. Però, ciò mi ha istigato a delinquere e a mettermi di nuovo a buttar giù opinioni che non interesseranno probabilmente a nessuno. Perciò chiedo perdono in anticipo, ma è più forte di me.

SW non era un racconto di formazione? Una storia in cui si entrava nel mondo degli adulti affrontando sfide dure e faticosi addestramenti, prendendo decisioni difficili e soffrendo le conseguenze dolorose degli errori? Dov'è qui la formazione? Dov'è il mondo degli adulti (a parte un impalpabile Han e la memoria di un nonno)?
Qui ci sono solo ragazzi che sanno già fare tutto per magia. Qui abbiamo una giovane protagonista che sale sul Falcon e insegna a Han Solo come si guida!! La scena grida vendetta, sembra una di quelle barzellette su Chuck Norris: sarebbe come vedere in ANH Luke che insegna a Obi-Wan come s'impugna la spada.
Questo è il momento più clamoroso, ma tutto il film è costruito così: chiunque accende una spada può fronteggiare un force user, magari non eccelso, ma sicuramente addestrato (e la scusa "era ferito" è inutile: non è abbastanza ferito da rinunciare a intraprendere il duello), i trucchi mentali Jedi richiedono solo un piccolo tentativo da autodidatti, senza fatica, senza mai aver imparato da un maestro.
L'unica scusante è che anche negli altri film sia Luke sia Anakin non fanno molto apprendistato nel primo film dei tre. Ma la differenza sostanziale è che fanno solo che già sanno fare, non danno lezioni agli altri e soprattutto vengono coperti dai rispettivi maestri Jedi per non dover incontrare e fronteggiare un Sith, a cui non possono ovviamente resistere.
SW era nata come favola morale, ma il messaggio del tutto-facile trasmesso da questo film è persino diseducativo.

Il cattivo è un adolescente emo allo sbando. Ci può anche stare: nessuno si aspettava un nuovo Darth Vader o un nuovo Palpatine. Di per sé, tentare qualcosa di diverso è un pregio ed è interessante. Però qualche perplessità questo personaggio me l'ha lasciata: perché è malvagio? Per imitare il nonno che era malvagio (a proposito, ero rimasta in dubbio di aver sentito male al cinema, il mio cervello si rifiutava di recepirlo... e invece è vero: lo chiama proprio nonno!! La prossima volta avremo Luke che evocherà lo spirito di Vader, chiamandolo "papà"?!). Che motivazione è essere malvagio per essere malvagio?
Mia figlia ha commentato: "Vuole essere cattivo per imitare Darth Vader, ma se Darth Vader è morto buono, che senso ha?" Appunto.
Proprio nella scena in cui si dovrebbe manifestare in pieno la malvagità del personaggio, non capiamo bene quale sia il motivo del suo gesto. Perché uccide il padre? Tutto quello che ci viene detto è che è stato un padre un po' deludente (e in cosa? Non si sa). È una motivazione deboluccia per un atto così grave e fondamentale nella storia, visto che elimina uno dei protagonisti più amati della saga. Ma ecco la spiegazione psicologica: vuole rafforzare il suo LO. Ok, ma siamo sempre lì: fa una cosa malvagia solo per essere malvagio.
So già che la scusa-madre del fandom è: si capirà nel prossimo film. Tuttavia, quest'obiezione regge solo fino a metà. Le scene dei film devono essere sensate e coerenti per lo spettatore al livello di rivelazione dei restroscena di cui è fornito fino a quel momento. Eventualmente poi si arricchiscono con nuove rivelazioni. Ma la rivelazione non ancora data non può supplire alla mancanza di costruzione della scena.
Faccio un esempio concreto. In ANH Vader uccide Obi-Wan. La prima volta che uscì il film, gli spettatori avevano un po' di background e sapevano che i due avevano un passato in comune, tuttavia non sapevano che il legame fosse così profondo che anche questa scena è a tutti gli effetti quasi un parricidio. I primi spettatori videro solo un cattivo che uccideva un buono e sapevano che il buono era una minaccia per il potere politico/militare del cattivo. Una motivazione più che sufficiente e logica per quel che si conosceva a quel punto. Dopo i prequel, gli spettatori sanno che il legame tra Obi-Wan e Vader è più profondo e che l'uccisione di Obi-Wan è quasi un parricidio, ma ROTS fornisce anche ulteriori motivazioni per il gesto: Vader è stato gravemente menomato da Obi-Wan e oltretutto pensa che sia responsabile della perdita della sua famiglia. Quindi, sia che si guardi il film dentro l'ordine da 1 a 6 oppure che si guardi il film nell'ordine di uscita storica da 4 a 6, la scena rimane sensata rispetto a ciò che si conosce.
Qui invece abbiamo un parricidio che non ha alcuno scopo, se non di farci vedere che il cattivo è cattivo. Non abbiamo un motivo contingente o una lite furibonda che spieghi il gesto e il pathos IMHO ne risente molto. Inoltre, arriva troppo presto, la prima volta che i due s'incrociano sullo schermo. Non è stato mostrato un legame davvero problematico che giustifichi quello che accade. Anche Luke sfiora il parricidio in ROTJ, ma il suo rapporto con il padre è stato ampiamente approfondito, le sue motivazioni sono talmente comprensibili che la "sorpresa" è la sua rinuncia al parricidio.

Ho già sentito degli appassionati iniziare a elaborare teorie sulla profezia della Forza non equilibrata e cose del genere e sinceramente sto iniziando ad annoiarmi da morire di queste cose: a chi interessa? Cosa me ne faccio di elucubrazioni complicate su una profezia inesistente, su una Forza inesistente, all'interno di una galassia inesistente? La vecchia trilogia usava la Forza come metafora per il divino e mostrava in situazioni esemplari gli stessi dilemmi morali REALI nella vita di tutti i giorni e proprio in quei momenti nasceva il disaccordo di Luke con i suoi maestri:
-ANH: Luke deve assumersi la responsabilità di quello che accade nella Galassia e iniziare un addestramento Jedi oppure il dovere morale va prima di tutto alla sua famiglia? Ha ragione Obi-Wan o lo zio Owen? A chi deve andare in primo luogo la nostra dedizione e la nostra fedeltà? Alla comunità più ampia o alla famiglia?
-TESB: Luke deve lasciare l'addestramento per salvare gli amici oppure deve sacrificare gli amici per finire l'addestramento? Viene prima il bene immediato o il bene a lungo termine?
-ROTJ: La giustizia richiede a gran voce l'uccisione di Darth Vader (è un criminale di guerra, responsabile di milioni di morti, ha fatto peggio di Hitler e Stalin messi insieme, neanche il più garantista dei tribunali può assolverlo e va fermato il prima possibile); però, il problema che l'unico a poterlo fermare, uccidendolo, dovrebbe a sua volta commettere un gesto aberrante, visto che è suo figlio. Il fine giustifica i mezzi? È giusto perdonare a chiunque e chiunque si può pentire?
E ancora nei film si trovano altre interessanti domande sul destino, parola con cui sia i buoni che i cattivi fanno pressioni su Luke, mentre cerca di prendere le sue decisioni: è libero di prenderle oppure davvero il suo destino è predeterminato?
La Galassia lontana lontana era interessante, perché ci parlava della vita vera. Le astronavi, le spade laser, i pianeti fantastici e la stessa Forza erano solo un bel palcoscenico fantastico, su cui però si rappresentavano in modo drammaticamente esemplificativo quegli stessi dilemmi che ci poniamo ogni giorno.
I prequel erano iniziati in modo più cervellotico e la Galassia lontana lontana dava l'impressione a tratti di diventare molto più autoreferenziale: la Forza da metafora del divino era divintata "squilibrata", richiedeva profezie e prescelti, si poteva determinare con i midi-cosi, era unificante o vivente... tutte cose che si facevano fatica a capire, a vederle nella nostra realtà, perché non esemplificavano un granché. Nonostante ciò, rimanevano ancora delle metafore di tutto rispetto su come una democrazia stanca possa perdere progressivamente la libertà senza accorgersene, su come conciliare libertà e ordine nella società. Poi, ROTS ha riscattato un po' i prequel, perché è tornato a farsi domande molto dirette su questioni in cui ci troviamo invischiati tutti: la priorità va all'amore o al dovere? A chi credere, quando ti trovi in mezzo a tante voci? Il bene è un punto di vista o ci sono valori assoluti? Ci sono "poteri innaturali", tecniche che non andrebbero usate per nessun motivo?

Di tutto ciò non c'è nulla nel nuovo film. C'è un pacchetto con l'universo di SW, messo insieme con citazioni al limite del plagio, ma dentro non c'è veramente niente. Sembra una di quelle fanfiction che iniziano con: "E se Luke fosse sparito e avesse una figlia segreta nascosta in un pianeta desertico? E se questa trovasse per caso la spada di suo padre persa a Bespin e combattesse contro Darth Caedus?" Mary Sue assicurata e infatti ci ritroviamo con una super-ganza che spiega a Han Solo come far volare il Falcon...

Poi se nei prossimi film ci sarà un riscatto non lo so. L'impressione è che allo spettatore medio possa andare bene il film così com'è: in fondo, le due ore al cinema passano in maniera abbastanza divertente, anche se non c'è nessun stimolo intellettuale o emotivo e alla fine non rimane niente. E sembra che molti dei fans siano interessati appunto solo alle questioni autoreferenziali della Galassia lontana lontana e quindi va bene lo stesso.
Però, che peccato!

Capisco che non si possa pretendere grande epica tutti i giorni e la galassia non può essere salvata ogni tre anni. Forse ci si poteva accontentare della soluzione più ragionevole di rappresentare una Repubblica galattica ormai instaurata almeno nel suo centro, con un ordine dei Jedi in ricostruzione e tanti problemi da risolvere qua e là nei pianeti dell'orlo esterno (una guerra civile locale lì, un'invasione aliena là, etc. stile "Tregua di Bakura", forse uno dei migliori libri, tra quelli non tratti direttamente dai film, proprio perché è solo un'avventura locale senza ripercussioni sulla galassia intera). Si sarebbe creato lo spazio per tante avventure per le nuove leve e per far fare comparsate alle vecchie glorie con un ruolo carismatico di guide degno dei personaggi che furono. Sarebbero venuti fuori tanti espisodi di sola avventura nell'universo di SW, però almeno avremmo avuto storie aperte a temi nuovi e nessuna distruzione della continuity, con il massacro dell'epica fondante della storia.

Lo so

Ciao Emanuele! Questa cosa non è stata capita da alcuni: lo so che "Leia" è il nome originale; la mia domanda è: "Perché la chiamano LeiLa in 3 film (+1, l'Ep. III) e adesso, dopo 35 anni, si conformano?".
E' come se dopo 7 film di Harry Potter ci trovassimo di fronte al Presiide Dumbledore: bene eh, ma perché???

Dialoghi

La visione di star Star Wars in terza elementare è stata una esperienza catartica come possono esserla stata solo il primo ascolto di Michelle dei Beatles o la felicita' per il gol di Tardelli nell'82.
Vi è un prima e vi è un dopo, in mezzo solo un infinito attimo di luce
Condivido alcune riflessioni, altre meno.
L'impressione è certamente che si sia creata una enorme base su cui costruire i pezzi successivi ma sono (in cuor mio) convinto che sara il prossimo episodio quello con cui si andranno a ricucire e a riequilibrare storia e filosofia dei primi sei episodi con i successivi, utilizzando la filoligia alla base dell'epica di Lucas.
Personalmente (a parte l'utilizzo indegno della spada di Luke - e qui come non darti ragione) una sola cosa ho detestato più dello stato in cui versa Carrie Fisher: il momento im cui Leia, salutando Han, prorompe in quel disgustoso "mi hai sempre fatto impazzire"

Commento

Dio mio, hai fatto un'esegesi come se fosse la Divina Commedia, o meglio ancora un SEGUITO della Divina Commedia. E' un semplice film di fantascienza fatto PER INTRATTENERE, per farti fare una sgranocchiata di pop corn e lasciare fuori da quella sala i tuoi problemi per due scarse ore. Forse per molti è un'eresia ciò che dico, ma si da' il caso che sia vero. Se passiamo tutto, ma proprio tutto al setaccio con questa lente di ingrandimento critica, allora anche I Promessi Sposi è pieno di difetti, e se fosse pubblicato oggi, per te, avrebbe l'insufficienza netta.

I nomi

Hanno voluto finalmente usare i nomi originali, per questo Lalla diventa Leia.
Cosa che si La vendetta dei Sith non hanno inspiegabilmente mantenuto.

...ci ho pensato...sono completamente d'accordo a metà con te...

Ciao.

Ho riletto la tua recensione 2 o 3 volte. E' davvero bella e ben fatta! Ti faccio i complimenti. Ti vorrei dire la mia. Allora...da dove cominciare...da cosa non è: Guerre Stellari NON il film che ti fa "svagare per due ore". Guerre Stellari non è un "film di fantascienza", Guerre Stellari non è un film con "sparatorie e inseguimenti". Quindi? Perchè ci erano piaciuti gli episodi IV, V, VI. Vado con l'accetta. Perchè al di là del miscuglio di fantascienza, fantasy, buoni sentimenti etc etc ci sono due elementi che ne fanno - per me - un cult. Il primo: non spiega (subito tutto). Il secondo: è classico.

Lo dico in altro modo. Non spiega: già dall'inizio: "Episodio IV". Boia. L'ho visto a - credo - 10 anni. E ho pensato: ma se questo è il primo...gli altri tre dove sono finiti? E infatti: inizia da una storia già in divenire. Subito dopo: "in una galassia lontana lontana". Ma è un riferimento a noi? Alla Terra? Alla nostra storia? Allora questi avvenimenti sono avvenuti in un'altra galassia e tanto tempo prima di noi? E poi? Discndiamo da loro? Boh? E lo spettatore che fa? Si incuriosisce! Pensa! Cerca di capire...cerca di entrare nella storia...quando la zia di Luke dice "...è come suo padre..." Dai! Ma chi è? Ma allora non è un contadino/allevatore? Meno male è! La "Forza"? Cos'è? Insomma: tutto Episodio IV è così. Non si spiega: il "non detto" regna! Non so se si tratti di artifizio narrativo, ignoranza di Lucas (che non aveva ancora scritto il resto) o cosa...ma funzionava alla grande!

La seconda cosa. La prima trilogia è classica. Ma non classica per dire. Classica davvero. Eroe e antieroe che si combattono e che scoprono di essere padre e figlio...Luke e Leila sono gemelli separati alla nascita...dai! Sono robe da tragedia greca. Vera! Davvero classica! Quella che scandaglia l'animo umano. La conversione di Dart Vader è cosa da Innominato manzoniano (e tanti altri). La natura duale dell'animo umano - tutto episodio V ("c'è ancora del buono in lui, lo sento") - è "roba" da Tolkien (Gollum/Smeagol). Che siano voluti o meno, tutti questi riferimenti "classici", tutto questo "parlare di umano", non possono che far breccia nel pubblico e richiamare ad un comune sentire o ad un comune linguaggio con cui le persone avvertono una corrispondenza. Più che la storia, più che la trama, la trilogia classica può contare su dei personaggi eccezionali. E infatti - tranne uno - gli attori sono rimasti così legati al personaggio, che praticamente non hanno più lavorato. L'unico che ha lavorato, non ha potutto far altro che riprodurre il suo personaggio (Han Solo) in quasi tutte le sue apparizioni cinematografiche più riuscite...

Un inciso: in episodio I, II, III cosa è successo? Secondo me un intreccio forse reso (inutilmente?) fin troppo complesso e la volontà di spiegare tutto (per dirla alla Leo Ortolani: uno spiegone) hanno reso pesante e poco attrattiva una storia che invece secondo avrebbe anche retto. Una inversione di "ruoli" in cui la trama doveva contare più degli - impalpabili - personaggi. E la magia non è riuscita.

E il VII? Il VII, lo dico con l'accetta di prima: è una riscrittura del IV. Faccio alcuni - ultimi - commenti. Tu dici nel "cosa non funziona":

<<La totale assenza di conoscenza della Storia nei personaggi>>
ovviamente per me è un plus: cosa diavolo deve essere successo perchè i personaggi non sappiano cosa è successo solo 30 anni prima? Sono curioso...

<<Una spada laser di Luke, per caso>>
...che ci fa lì la spada di Luke? Come sopra...

<<Il sogno nella cantina>>
...ci sta...

<<La casualità della trama>>
...ma forse negli episodi seguenti (ma sono scettico)...

invece sul resto che non funziona sono anche più "cattivo" [intransigente] di te:

<<La credibilità dei personaggi, per Finn da quando inizia a combattere in poi>>

Una spada laser - secondo quanto visto in Episodio IV - incute timore anche in chi la maneggia. Quando Ben Kenobi porge a Luke per la prima la spada laser, questi la "brandisce" con evidente cautela; non la usa subito come uno Jedi provetto: solo durante l'addestramento sul Millenium Falcon inizia ad usarla con più disinvoltura (ed era Luke! Ed era sotto la guida di un maestro Jedi!). Questo è un errore grossolanissimo. Non è un qualsiasi film d'azione in cui si afferra la pistola si punta e si spara (e si fa centro!).

<<La locandiera occhialuta Lupita Nyong'o>>

purtroppo la somiglianza con Edna Mode degli Incredibili (tanto per restare in casa Disney) me l'ha resa assolutamente non credibile... :-D

<<Il generale Hux>>

...perchè il "buono" si giudica dalla statura del "cattivo"...

<<La ricerca ossessiva della gag>>

perchè c'è differenza tra la gag forzata e il personaggio - all'occorrenza - brillante (Han Solo: "...una cosa è sicura: diventeremo tutti magrissimi...")

<<Il già visto>>

perchè questo non è deja vu, questa è riscrittura! Non puoi tirar fuori l'ennesima morte nera! Amico, mi stai fregando!

Ma la cosa che ha fatto incaxxare di più - per quello che mi riguarda - è stata la sensazione di aver visto un adattamento. L'adattamento di Episodio IV al pubblico 2016. Hai presente il reboot dell'Uomo Ragno (non che quello del 2002...)? Hanno aggiunto che l'Uomo Ragno ha il tablet, che prima non c'era, che non si fa seghe mentali, la tutina manghizzata, il cambio di fidanzata (Gwen vs MJ) e via...reboot. Qui viene raccontata una storia molto simile a E-IV, con ambientazioni praticamente uguali, con personaggi simili (o gli stessi) ma resi banaloidi e in più sono stati tolte le sequenze in cui lo spettatore aveva il tempo di chiedersi: "ma quello che voleva dire?", oppure di dire: "boia che momento" [esempio: Luke tramonto tatooine]. Bello...però peccato. Fine. Ciao e ancora complimenti!!!!

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