5 film da vedere se vi è piaciuto “I guardiani della galassia”

5 film da vedere se vi è piaciuto “I guardiani della galassia”

Il 22 ottobre è apparso nelle nostre sale l’ultimo prodotto dei (quasi) infallibili Marvel Studios, tale “I guardiani della galassia” che ha trasformato un fumetto dalla popolarità medio-bassa in uno dei franchise più interessanti dei prossimi anni.
Il regista James Gunn, emerso direttamente dal cinema indipendente americano e dalla follia produttiva dello studio cinematografico cult “Troma”, è riuscito nel miracolo di unire i propositi commerciali di Disney/Marvel con una visione personale coraggiosa, divertita e divertente.
Il film è una gioia per gli occhi: scritto magnificamente, la direzione sui personaggi è perfetta al punto da infondere nello spettatore quel senso di alchimia totale che aveva avvertito quando sentì Robert Downey Jr. affermare per la prima volta “Io sono Iron Man”.

Al di là del giudizio sul film, che nei prossimi giorni più o meno tutti esprimeranno, la cosa più esaltante de “I guardiani della galassia” è che si tratta di una vera e propria space opera dai tratti quasi vintage e nostalgici - “space opera” è un’espressione traslata dal classico epiteto “soap opera”, che definisce un racconto di fantascienza orientato più all’avventura, al romanticismo e all’eroismo che alle riflessioni su tecnologia e progresso.

Il sotto-genere cinematografico della space opera esiste fin dagli anni ’40 e ha trovato le sue massime espressioni, inutile dirlo, negli anni ’80. Capita spesso che una space opera assuma le caratteristiche di una specie di western nello spazio, si condisca di elementi di indubbio gusto popolare e accompagnamenti musicali ricchi e quasi “ingombranti”.
I guardiani della galassia” rispetta perfettamente questi canoni: ad esempio, la colonna sonora è il miglior omaggio al pop di trent’anni fa di cui abbia memoria nel cinema recente.
Insomma: se pensate che possa interessarvi un film in cui una battaglia interstellare è preceduta da “If you like pina coladas” ecco cinque consigli su come proseguire l’approfondimento tematico post “Guardiani”.

 

1) BATTLE BEYOND THE STARS, DI JIMMY T. MURAKAMI E ROGER CORMAN (1980)
Conosciuto in Italia come “I magnifici sette nello spazio”, è una delle più affascinanti produzioni del “genio del male” del cinema americano Roger Corman, famoso per girare un’epica saga spaziale in 10-12 giorni di riprese e lanciare la carriera dei più importanti autori del cinema moderno. Al film lavorava James Horner sulla colonna sonora e godeva dell’art design di un ragazzo di vent’anni di nome... Jim Cameron.
La storia ruota intorno a sette mercenari assoldati per difendere un pianeta pacifico, e uno dei protagonisti è un terrestre di professione camionista spaziale dal poco sottile nome di “Space Cowboy”.

Da vedere per:

  • l’inizio della carriera di James Cameron, accreditato alla fine come “responsabile della produzione, della progettazione, degli effetti speciali e direttore artistico”. 
  • La colonna sonora di James Horner, che si auto-copierà anni dopo per Star Trek. 
  • George Peppard interpreta un cowboy che ha una cintura composta da fiaschette di whisky.

 

2) KRULL, DI PETER YATES (1983)
Più fantasy che fantascienza, Krull è il pianeta dove è ambientato il film ed il teatro della battaglia tra un gruppo di eroi e un invasore chiamato “The Beast” (Il Mostro, in italiano. Gli anni ’80 non sono famosi per i troppi giri di parole). 
Costruito sulla più classica iconografia del viaggio alla ricerca dell’arma/manufatto/soluzione per sconfiggere il Cattivo, Krull è uno dei più consistenti disastri commerciali della storia del cinema.

Da vedere per:

  • Liam Neeson interpreta un barbaro.
  • L’art design del film è originalissima, impeccabile e straordinariamente suggestiva, a partire dall’astronave del cattivo che è un cunicolo tecno-organico di cavi/ragnatele. 
  • È la quintessenza del guilty pleasure

 

3) GROSSO GUAIO A CHINATOWN, DI JOHN CARPENTER (1986)
Uno dei capisaldi della moderna action-comedy, “Big Trouble in Little China” non è ambientato nello spazio non è propriamente un film di fantascienza. Ma è imprescindibile per chiunque sia interessato alla formula “azione più ironia” e all’archetipo dell’adorabile canaglia che risolve i problemi con un sorriso sprezzante.
Più che ad Han Solo, il Peter Quill de “I guardiani della galassia” è debitore al Jack Burton interpretato da Kurt Russell.
Insolitamente demenziale e dissacrante per la cifra stilistica di John Carpenter, il film è un viaggio all’interno della magia nera cinese affrontato dal punto di vista di un “simpatico imbecille” che spara prima di fare domande.

Da vedere per:

  • John Carpenter e Kurt Russell nella loro escursione verso la commedia slapstick.
  • Un’opera essenziale di un autentico maestro del cinema.
  • Vecchietti cinesi che si gonfiano come palloni.

4) SLITHER, DI JAMES GUNN (2006)
Se vi ha convinto la regia, ma soprattutto la sceneggiatura de “I guardiani della galassia”, il primo film da recuperare è il suo gioiellino dell’orrore distribuito nel 2006.
Slither è uno splatter iper-violento e zeppo di immagini di spassosa e disgustosa originalità, a partire dalla metamorfosi da uomo a mostro del protagonista Michael Rooker.
La trama ruota intorno all’invasione aliena di una cittadina americana, dove lumaconi parassiti infettano gli abitanti.
Mostri, zombie, alieni, bava corrosiva, immagini raccapriccianti fatte con trucco, effetti prostetici e fantasia. E il solito sceriffo spaccone, interpretato dall’immenso Nathan Fillion.

Da vedere per:

  • il primo film “di cassetta” di James Gunn, diventato rapidamente un culto del suo genere.
  • Fantasia delirante, scorrettezza rivoltante mista a romanticismo.
  • Nathan Fillion.

 

5) SERENITY, DI JOSS WHEDON (2005)
Impossibile evitare di paragonare “I guardiani”, con la space opera scritta e diretta dall’attuale supervisore dell’universo narrativo dei Marvel Studios: Joss Whedon, il cui film “Serenity” riprende le fila del discorso cominciato dalla serie televisiva “Firefly”.

Entrambi i film parlano di uomini e donne che hanno perduto qualcosa di importante, e che ritrovano un senso di casa e comunità e un proposito comune.
Entrambi i film viaggiano sul binario dello humor calato in un contesto di eroismo quasi western e di romanticismo da “fuorilegge di frontiera”.
Entrambi i film edificano un mondo immaginario dettagliato e profondo, ed entrambi i film godono del meraviglioso talento di due sceneggiatori prestati alla regia, che privilegiano il “raccontare una storia” alla ricerca estetica.

Da vedere per:

  • il compendio Firefly - Serenity è, collettivamente, uno dei migliori racconti di fantascienza che abbia mai incontrato.
  • La poetica di un’autore specializzato in famiglie allargate e nel concetto di fantastico mescolato a quotidiano.
  • Nathan Fillion, yet again.

Davide Mela
@twitTagli 

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