È Possibile?

È Possibile?

Mentre in Spagna Podemos arrivava primo a Barcellona prendendo il 25%, con un’alleanza con i Verdi e vari movimenti locali (dai movimenti per la casa a quelli contro l’austerity, fino ad associazioni autonomiste) in Italia veniva diffuso logo, obiettivi e forse anche “nomi” di chi collaborerà per la creazione della "Podemos italiana".

Civati da luglio 2014 aveva fatto partire un’associazione inizialmente di piddini con obiettivi di allargarsi a fuori, nelle vaste praterie della sinistra, ed ieri ha ufficializzato la creazione di questo partito.
Ha un semplice logo, un uguale su sfondo rosa: simbolo dell’eguaglianza, della lotta per i diritti umani.
Il nome rientra nel puro stile civatiano, non decisionista: è già un tentennamento, "possiamo", ben più mediocre del CAMBIAVERSO renziano.

Secondo l’associazione ci sono già 50mila registrati, e non si capisce da dove saltino fuori: è possibile (sic) che tali registrati siano semplici “iscritti alla mailing list” (al che, confesso, pure io sono uno di quelli, in virtù di una mia iscrizione alla mailinglist ai tempi del comitato Civati 2013); oppure potrebbe trattarsi di persone che hanno aderito al progetto negli ultimi giorni, mettendo nome, cognome, indirizzo, etc. Del resto, tutto è possibile.

Gli obiettivi di "Possibile" sono i soliti di tutti i cantieri del centrosinistra dal 1994 in poi: rappresentare chi non si sente rappresentato. Ma tutti, pure Civati, sanno che la vera sfida si svolgerà su chi guiderà il movimento. Perché, non giriamoci molto intorno, in Spagna Podemos è forte (nelle grandi città, perché ad onor del vero nelle “regionali” spagnole non è andato oltre il 15%) perché è riuscito a catalizzare una protesta di piazza su un leader molto popolare, Iglesias (presente pure nel simbolo di Podemos), cercando poi di attenuare le scelte leaderistiche a quelle della base.
Un processo difficile, che sta causando già le proprie vittime, come Juan Carlos Modenero, uscito da Podemos perché in rotta con Iglesias (“Ci stiamo spingendo troppo a destra”).

In Spagna, grazie al proporzionale puro, Podemos è diventato molto influente. Certo, la rilevanza rischierà di attenuarsi non appena i vecchi marpioni della politica del Psoe costringeranno Podemos a scelte responsabili (mossa che potrebbe avanzare lo stesso Rajoy): entrando "nel sistema" - i grillini lo possono insegnare a tutti - si perdono voti. Tanti.

Ma in Italia, se da una parte manca un leader, dall'altra anche leggi elettorali non sono favorevoli. Certo, le regionali sono un test per la nuova Podemos in salsa tricolore, con un test importante che si svolgerà in Liguria. Qui il centrodestra corre compatto, mentre il centrosinistra corre frazionato in due, da una parte Pastorino, dall’altra la Paita.
Renzi dice che non sarà un test per il governo, ma io penso lo sia.
Forse, tra i due litiganti, godrà proprio un discutibile Toti, che non sa neanche dove si trovi Novi Ligure. Per dire.

Mirko Web
@mirkoboschetti

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